Darkly Fantastic. Racconti perturbanti di sette autrici irlandesi

18 feb 2026

Libri

La narrativa gotica non smette di affascinarmi. È un genere che mi appassiona sempre e di cui voglio continuare a leggere ogni sfumatura. Inoltre, come ho sempre detto, soprattutto negli ultimi anni ci tengo moltissimo a conoscere altre penne femminili di cui sappiamo poco o anche niente. Perché la letteratura non è fatta solo di grandi nomi; anche tra quelli più sconosciuti si possono trovare tesori preziosi capaci di emozionare o donare una buona dose di brividi. A questi miei due interessi risponde benissimo una casa editrice che amo particolarmente e che vedrete spesso in questo mio blog: ABEditore, una realtà editoriale indipendente che si occupa proprio di promuovere questo genere, soprattutto attraverso racconti, ma non solo. Sono diversi i romanzi che possiamo trovare e che meritano davvero attenzione.

L'ultimo libro che ho letto è stata una raccolta di racconti di sette scrittrici irlandesi: Darkly Fantastic. Racconti perturbanti di sette autrici irlandesi. Se di alcune avevo già letto qualcosa, altre sono state per me una novità molto apprezzata. 

A questo punto la pallida mano cominciò a tremare e si fermò. Ma l'ombra fece un gesto minaccioso e quella riprese a scrivere.



© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

Questo volume ci dona un vero e proprio sguardo sull'Irlanda, risaltando voci femminili per troppo tempo ingiustamente dimenticate. Scrittrici che riescono a descrivere quel labile confine tra reale e ignoto, quello spazio abitato da misteri, presenze inquietanti e realtà trasfigurate. 
Nell'interessante introduzione scritta da Giuseppina Brandi - che ha curato anche la traduzione - possiamo avere un focus su quella che era la realtà storica irlandese durante la quale queste sette autrici hanno scritto. Siamo in un periodo in cui fioriscono un gran numero di riviste letterarie dove trovano spazio anche le donne. Un'epoca - tra la fine dell'800 e i primi anni del '900 - caratterizzata non solo da carestia e dal colonialismo inglese, ma anche da lotte sociali, fermento culturale e primi movimenti per i diritti delle donne; anche se quest'ultime restano ancora un po' ai margini.

Ed ecco che il fantastico diventa una sorta di territorio liminale in cui poter dire ciò che altrove non era concesso. Un desiderio profondo, un'aspirazione all'autonomia, che lega tutte queste storie e si manifesta attraverso sogni, visioni, presenze, in questo continuo conflitto tra aspirazione e repressione. Il racconto gotico e perturbante diventa uno spazio di libertà. 


Lo spettro della Rocca, di Rosa Mulholland

Questo racconto, in verità, lo avevo già letto in un'altra edizione, ma rileggere una storia spesso ci permette di trovare nuove sfumature. L'autrice ci trasporta in un mondo onirico fatto di ombre, di misteri da svelare, di peccati da espiare. Ha tutte le caratteristiche di una perfetta narrazione gotica. C'è un'antica magione dove, soprattutto di notte, il protagonista si ritrova come sospeso tra due mondi, in quel confine labile dove visioni di un tempo scorrono davanti ai suoi occhi. L'aspetto che avevo già apprezzato a una prima lettura è l'uso della scrittura come una sorta di potere per rimediare a un male commesso. Ho trovato estremamente affascinante la descrizione di quella figura oscura che sembra muovere, minacciosa, la mano di una dama per spingerla a rivelare il mistero sepolto in quella dimora. 


Il mausoleo di De Grabrooke, di Charlotte Riddell

Anche questa autrice non mi è nuova, avendo letto altri racconti sempre pubblicati da ABEditore. Protagonista è una ragazza che si ritrova, di notte, rinchiusa all'interno di una cattedrale solitaria e maestosa. Lì, nell'oscurità, anche la luce della luna non sembra chetare il suo cuore, anzi i suoi raggi argentei, insinuandosi tra le navate e addentrandosi in angoli misteriosi, rendono il luogo ancora più sinistro. Ed è qui, che scorge una visione, simile a un sogno. Una marcia funebre, una cerimonia solenne, sussurri che arrivano dal nulla, dal vuoto, e una tragica verità rivelata. Un evento strettamente connesso a delle figure che conosce, di cui tutti parlano in vista di un matrimonio imminente. Anche in questo caso ho adorato le descrizioni che Riddell fa di questa cattedrale che si erge nell'oscurità, con le sue massicce torri innalzate verso il cielo, le pietre consumate dal passo di uomini e donne i cui nomi sono stati dimenticati. E quei raggi lunari che sembrano giocare, luci e ombre, in un'atmosfera sicuramente suggestiva. 

Su e giù per le navate, i raggi guizzavano tra gli archi e dietro i pilastri, s'infilavano di corsa nelle cappelle laterali, sbirciavano negli stalli, e vagavano qua e là come visitatori distratti! Mai più, dopo quella notte, ho guardato un raggio di luna senza pensare alla cattedrale di Oldstone, alle ombre e alla luce e al loro singolare modo di giocare a nascondino nei cupi chiostri e nella splendida, maestosa navata.


La cravatta di lana rossa, di B. M. Croker

Addentrandomi nelle storie di autrici a me sconosciute devo dire che questa mi è rimasta particolarmente impressa. Si tratta di un racconto davvero breve, ma che è riuscito a donarmi una buona dose di ansia! Forse perché qui ci si allontana un po' dal mondo soprannaturale passando a quello reale e, quindi, in un certo senso possibile. Qui il terrore è più psicologico. Protagonista è una giovane donna che vive isolata in una casa di campagna. Né il padre né il fratello sembrano credere a quello che ha visto, la sminuiscono, la credono nevrotica. E quindi può contare solo su sé stessa: è chiamata a seguire il suo istinto per affrontare la minaccia. Non posso approfondire meglio, ma vi giuro che certe immagini mi sono sembrate così reali che, leggendolo di notte, ho preferito non guardare verso la finestra! Forse il mio preferito, da un punto di vista più emotivo.

Cosa mi affliggeva? Perché mi batteva forte il cuore, e sentivo un'angoscia vaga, indefinita, eppure innegabile? Alla fine “crollai” e sognai, sebbene per tutto il tempo, persino nel sogno, continuassi a ripetere a me stessa: “Questo non è un sogno; è reale”.


La donna col cappuccio, di L. T. Meade

Una ragazza è turbata dall'apparizione di uno spettro di una donna morta che sembra volerle comunicare un messaggio. Sua madre manda a chiamare il nuovo medico per poterla aiutare, ma anche qui assistiamo a un mondo in cui l'uomo non vuole credere alle parole di una donna, definendola una semplice allucinazione. Ma avrà modo di cambiare presto la sua opinione a riguardo. Accanto all'elemento soprannaturale tipico del romanzo gotico, in cui si vede un fantasma cercare di parlare con i vivi per trovare pace; c'è anche un messaggio sulla società patriarcale del tempo. Un contesto in cui gli uomini sembrano sempre minimizzare le paure e le voci delle donne, considerandole troppo nervose, isteriche o eccessivamente emotive. 


Trasmigrazione, di Dora Sigerson Shorter 

Un uomo figlio del peccato, dedito ai vizi del gioco e incurante del volere di Dio, sta per morire nella solitudine della sua stanza. Ma un altro uomo, dal cuore puro, si reca al suo capezzale. L'anima di colui che sta per morire, però, trasmigra nel corpo dell'altro. Per lui si apre una nuova opportunità, una nuova vita. Eppure, cede ancora al male, anzi, è come se una presenza malvagia lo spingesse ad arrecare ancora più dolore alle anime che incontra nella sua via, anche a quelle più candide, ancora non corrotte, e che scorgono la verità. Forse è una delle storie più crude, più tragiche, tra quelle presenti. Ma resta sicuramente impressa.

«Io non morirò, io devo vivere, anche se il Paradiso mi ha chiuso i cancelli in faccia. L'Inferno - se tale è la mia destinazione - dovrà concedermi un anno di vita. Vi dico che non morirò.»


Condanna a morte, di Katharine Tynan

La protagonista di questa storia scorge dalla finestra della sua stanza un carro funebre guidato da un uomo pallido con una lunga e profonda cicatrice sul volto. A lei sembra rivolgerle un'inquietante frase che appare proprio come una minaccia di morte. L'autrice riesce perfettamente a descrivere la paura di questa donna che crolla in una profonda inquietudine e apatia, ossessionata dal pensiero che potrebbe morire da lì a breve. Proprio ora che sta per sposarsi, che la vita le offre la possibilità di amare ed essere felice. Ma quella visione è davvero una condanna? Devo ammettere che anche in questo caso sono rimasta particolarmente colpita soprattutto dalla descrizione di questa sorta di crollo che la donna subisce, suggestionata da una visione così sconcertante. Su quanto spesso i pensieri ossessivi possano davvero logorarti dentro. 

Una massiccia carrozza, scricchiolando, aveva oltrepassato i cancelli, e si trascinava oltre il casotto del custode, dove chi vi abitava dormiva ormai da ore. Emergeva dall'ombra profonda proiettata dagli olmi. C'era qualcosa di nefasto nella sua sagoma imponente, trainata da quattro cavalli neri, che avanzavano al passo.


Una mano svanita, di Clotilde Graves

Forse il racconto che mi ha colpito meno e quello che ha scatenato, però, dentro di me più rabbia nei confronti del personaggio maschile. Un uomo, che ha perduto la sua amata quindici anni prima, sembra rifiutare ogni nuova occasione d'amore che gli si presenta. Ma ben presto è facile capire che, in verità, ha trasformato quel suo lutto in una sorta di cavallo da esibizione. Parlare al mondo di quella sua tragedia, cercando di smuovere gli animi con un linguaggio falso e pomposo, è in verità solo un'illusione, una vanità. Quando la sua amata torna, quando a lui si presenta come a Orfeo la possibilità di portare indietro con sé la sua Euridice, come reagirà? In questo racconto non c'è vendetta, ma solo disincanto. [Posso dire che lo avrei preso a schiaffi, però?]





© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice




Tutti i racconti ruotano, dunque, non solo sull'elemento fantastico e perturbante, ma anche sulla voglia di queste donne di esprimere le proprie emozioni, la propria voce, in una società ancora fortemente patriarcale. Donne che, molto spesso, sono le uniche a comprendere un determinato mistero o una minaccia che incombe, ma che vengono silenziate e, a volte, anche derise, sminuite. Sempre accusate di essere eccessivamente mosse dall'emotività o dai nervi. Donne lasciate sole, che devono trovare il loro modo di affrontare il pericolo, facendo leva sul proprio intuito. O ancora, considerate come meri oggetti, sfruttate per gli interessi di uomini che forse non le hanno mai davvero amate.

Storie che ci portano tra magioni piene di misteri e sottili giochi tra i mondi; cattedrali spettrali illuminate dalla luce della luna che le rende ancora più sinistre; visioni di fantasmi che chiedono di essere ascoltati per riparare errori commessi o trovare pace, o ancora che appaiono come possibili premonizioni per salvarsi da eventuali pericoli. 

Una raccolta davvero interessante, perfetta non solo per chi ama la narrativa gotica, ma anche per chi ha voglia di donare spazio ad altre donne della letteratura troppo a lungo dimenticate. 

Mi sono piaciuti tutti, chi più chi meno, ma devo dire che se dovessi sceglierne alcuni che più degli altri mi hanno donato quel qualcosa in più per descrizioni, trama o semplici emozioni citerei: La cravatta di lana rossa, La donna col cappuccio, Trasmigrazione e Condanna a morte.

Sulla bellezza grafica non torno a ripetermi. I volumi ABEditore parlano già da soli, anche se amo sempre la cura per ogni singolo dettaglio, dalla scelta dei font, a quella delle grafiche e immagini interne, e ovviamente la copertina che trovo meravigliosa in tutti i suoi piccoli dettagli. No, non sono esagerata. I miei pensieri sono sinceri. Se nei titoli possono esserci racconti che mi piacciono meno, la grafica riesce sempre a stupirmi. E comunque quando c'è cura nell'editoria, si vede perfettamente senza il bisogno di troppe parole.





Ringrazio di cuore Antonella e Lorenzo per avermi donato una copia di questo libro!

IL LIBRO

Darkly Fantastic. Racconti perturbanti di sette autrici irlandesi
AA Autori Vari
Casa editrice: ABEditore
Traduzione di: Giuseppina Brandi
Pagine: 208
Prezzo: 15.00€
Anno di pubblicazione: 2025
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