
Un albero spoglio giace sulla spiaggia della Piana di Cannavee, nella Repubblica d'Irlanda. Un albero enorme le cui radici sono state recise quasi fino al tronco. Trasportato dalle maree che regolano il mondo, è stato trovato da due ragazzini dai capelli rossi, dopo una tempesta. Non riescono a comprendere di che tipologia si tratta, ma da quel momento in poi, per quell'estate che li vedrà affrontare quel difficile percorso dall'infanzia alla comprensione della complessità e della brutalità del mondo adulto, sarà il loro rifugio, un simbolo di libertà, un luogo dove dar vita alla loro immaginazione.
Il nuovo libro pubblicato da Aboca Edizioni per la collana Il Bosco degli Scrittori ci trasporta quindi nella verde terra irlandese, portandoci a conoscere l'estate di due bambini del sud, che si trovano però a scontrarsi con la dura realtà del nord. Quella questione risuona anche lì non solo tramite le notizie in tv o al lavoro del loro padre giornalista, ma anche con l'arrivo di una bambina, Monica, una rifugiata proveniente proprio da quel nord dove gli scontri tra cattolici e protestanti si fanno sempre più aspri, più cruenti. Una figura che va a spezzare un po' quella che sembra una vita spensierata e felice. Ma che in verità mostra anche lì delle ombre.
L'albero della libertà di William Wall è una lettura che ci permette di guardare il mondo con lo sguardo ingenuo dell'infanzia, ma contrastato da notizie di cronaca riprese direttamente dall'Irish Time della fine degli anni '60.
Che cos'è la memoria? Come funzionano i nostri ricordi? Perché tendiamo molto spesso a dimenticare?
Per rispondere a queste e altre domande possiamo leggere un saggio pubblicato di recente da Aboca Edizioni: Perché ricordiamo. Sbloccare il potere della memoria per conservare ciò che conta del neuroscienziato e psicologo, professore presso il Centro di Neuroscienze e il Dipartimento di Psicologia e direttore del Dynamic Memory Lab presso l'Università della California a Davis, Charan Ranganath.
Al Salone del Libro di Torino c'è uno stand che più degli altri riesce sempre a emozionarmi moltissimo: Il Bosco degli Scrittori, di Aboca Edizioni. Parlando con Daniele Pasquini, ufficio stampa di questa interessantissima casa editrice, è emerso che è ispirato al nome di una collana di romanzi che sono collegati da un tema comune: l'uso di una pianta, o di un albero, attraverso il quale raccontare il mondo. Mi è stata data la possibilità di leggere proprio una delle nuove pubblicazioni di questa collana, L'agave della Regina Vittoria di Laura Calosso, una storia che ci trasporta tra il 1882 e il 1883 tra Italia, Inghilterra e Scozia, e che ha come elemento naturale l'agave, appunto, ma anche l'aloe. Due piante apparentemente molto simili, ma che in verità appartengono a due famiglie diverse. E non solo.
Al Salone del Libro di Torino c'è uno stand negli ultimi anni che amiamo più degli altri: Il Bosco degli Scrittori. Tra quegli alberi, quelle piante, si può trovare un attimo di respiro, di bellezza, d'incanto, tra profumi, odori della natura che ti staccano un po' dal caos e dalla fredda struttura umana dell'Oval. Come è nata questa idea? Ce la racconta Daniele Pasquini, ufficio stampa di Aboca Edizioni, casa editrice che in questo stand mostra i suoi tanti, interessanti libri, tra saggi, volumi per bambini, e romanzi, che hanno come focus il rapporto tra uomo e ambiente, uomo e natura, il legame con le altre specie e il pianeta stesso!