
Negli ultimi anni mi sono accorta di avere un forte desiderio di scoprire penne poco note - almeno in Italia -, ma che sanno regalare spesso moltissime emozioni. Mi è successo con Ethel Mannin, a cui Agenzia Alcatraz ha dedicato anche una vera e propria collana, ed è accaduto anche con Marjorie Bowen e il suo Magia Nera, romanzo pubblicato di recente da ABEditore. Quando ho visto questo libro, ho subito pensato che potesse essere in linea con ciò che cerco in una lettura, e così è stato. Sia Mannin sia Bowen sono autrici inglesi che hanno scritto tantissimi libri, ma di cui si sente davvero parlare poco. Ed è un peccato, perché la loro scrittura, a mio avviso, è davvero meritevole di attenzione.
Ma oggi mi dedico alla Bowen, e ringrazio infinitamente di cuore Antonella e Lorenzo per avermi fatto dono di questo bellissimo libro.
Joseph Sheridan Le Fanu non è, ovviamente, un autore nuovo per me.
Ho già letto - e amato - il suo lavoro più famoso, Carmilla, e qualche altro racconto presente in alcuni dei volumi pubblicati da ABEditore, ma ho anche qualcos'altro che mi attende in libreria. Questa estate ho finalmente recuperato La storia segreta di una contessa Irlandese, un libriccino di poche pagine che racchiude ugualmente una storia intensa, che mi ha donato anche una certa dose di ansia per i temi trattati.
I titoli della collana I Piccoli Mondi sono piccini ma veramente deliziosi. Poi amo questa copertina, ma del resto, pur tornando a ripetermi, il lavoro di questa casa editrice è sempre attento e ricercato. Insomma, difficile esserne delusi, almeno da un punto di vista grafico - anche se, personalmente, come testi ho sempre trovato storie all'altezza dei miei gusti.
Ho sempre amato leggere di case infestate. Non che nella realtà riuscirei a dormire o passare qualche ora in posti simili, però sulla carta amo ritrovare quel leggero brivido che può darti un racconto gotico sul tema. Al Salone del Libro di Torino sono riuscita a prendere una copia in anteprima della raccolta di storie di Charlotte Riddell: La porta aperta e altre storie inquietanti. Da pochi giorni lo potete trovare in libreria in una veste grafica a mio parere ancora più bella. Quindi se il tema è di vostro gradimento, vi invito ad andare subito a cercarla o prenderla direttamente dal sito di ABEditore.
Sì, si torna sempre dove si è stati bene. E ABEditore resta una delle case editrici indipendenti che più amo.
Amo molto il glicine o le piante rampicanti più in generale. I muri che ne sono adornati hanno un non so che di elegante, o magari possono evocare una sensazione di mistero o meraviglia. Anche se, a lungo andare, quelle piante così belle possono causare anche eventuali danni. A volte, poi, se usate nella letteratura possono nascondere inquietanti segreti, storie tragiche o, magari, essere come una sorta di metafora dei vincoli che ghermiscono le varie protagoniste di queste storie e, più in generale, numerose donne.
Come accade nei bellissimi racconti di Charlotte Perkins Gilman che ABEditore ha raccolto in un'edizione meravigliosa che, come sempre, incanta in ogni singolo aspetto: dalla copertina, alle grafiche interne, fino all'attenzione e alla cura dedicate alla prefazione e alle singole storie e poesie presenti a cura di Valentina Colafati. Solitamente, quando leggo le raccolte di racconti, finisce sempre che qualcuno possa non piacermi, ma in questo caso devo ammettere che ho trovato davvero un gioiellino letterario che vi consiglio assolutamente di recuperare sia se amate la letteratura gotica, sia se per voi sono importanti le tematiche femministe: Il glicine rampicante e altri racconti gotico-femministi.
Mi sono avvicinata alla lettura de Il fantasma dell'Opera di Gaston Leroux ormai quasi dieci anni fa, complice il mio amore per i musical (avevo visto, infatti, la trasposizione cinematografica del 2004 e il video della versione teatrale di Londra in occasione del venticinquesimo anniversario). Ho amato la storia di Erik, di quest'Angelo della Musica dall'aspetto mostruoso, capace di infliggere morte e dolore, ma forse desideroso solo di un po' di compassione e amore. Una di quelle figure mostruose della letteratura che a me affascinano sempre moltissimo, proprio per il loro lato umano.
Ricordo, però, che avevo letto un'edizione con una traduzione che non mi aveva per nulla soddisfatto e sognavo di trovare una versione anche bella da vedere. In mio soccorso è arrivata una delle mie case editrici del cuore, ABEditore, che accanto a un'ottima traduzione, ha unito anche un'edizione cartacea davvero splendida, con tanto di illustrazioni che ci portano proprio in quel teatro dell'Opera di Parigi, tra palchi e sotterranei. Se non avete ancora letto questo splendido classico della letteratura francese vi consiglio di recuperare proprio la loro versione!
Avevo amato molto la penna di Gaston Leroux nel suo più famoso romanzo Il Fantasma dell'Opera, ma anche i suoi Racconti Terrificanti mi hanno totalmente rapita e convinta. Un volume prezioso, pubblicato da ABEditore, bellissimo dentro ma anche fuori, che vi consiglio con tutto il cuore di recuperare. Di solito nelle raccolte di racconti può accadere che alcuni ti colpiscano e altri ti lascino piuttosto tiepida o delusa, ma in questo caso a me sono davvero piaciuti tutti. Forse qualcuno più degli altri, ma in generale ho apprezzato moltissimo queste storie.
Solitamente scelgo le mie letture anche in base alle stagioni. Quindi, la proposta di oggi sarà sicuramente insolita, ma perché no? Ho deciso di leggerlo questo mese, per proseguire il mio viaggio nella #dungeonofreaders una challenge letteraria creata da Ambra di Sonosololibri. La tappa che ho raggiunto (Città morta) prevedeva tra le varie opzioni la lettura di storie di fantasmi. E quale libro migliore se non uno dei preziosi volumi di ABEditore proprio dedicato a queste creature? Il titolo di cui cercherò di scrivere oggi è proprio Spettriana. Storie di fantasmi dell'antica Europa, una raccolta di racconti curata in maniera molto interessante e attenta da Fabio Camilletti.
Durante il Salone del Libro di Torino abbiamo pensato di introdurre una sorta di rubrica per il blog: le interviste alle case editrici!
Ne abbiamo selezionate alcune e abbiamo posto loro tre domande.
Lo scopo? Far conoscere un po' di più anche quelle piccole o medie realtà che meritano sicuramente molta più attenzione.
Oggi iniziamo con ABEditore, e lasciamo la parola ad Antonella Castello, direttore editoriale della casa editrice milanese.
Siamo ormai entrati nella settimana più “oscura” dell'anno e a me piace ancor di più far letture a tema. In verità, la letteratura gotica in particolar modo, ma anche negli ultimi tempi quella dell'orrore, mi hanno sempre affascinata molto. Cerco di leggerne ogni volta che mi è possibile. Ma tra ottobre e novembre credo ci sia ancor di più l'atmosfera giusta per questi generi.
Quando penso a letture più tetre, e da brividi, subito lo sguardo ricade in quella parte di libreria che accoglie quei piccoli scrigni realizzati con cura e attenzione dalla casa editrice ABEditore, una delle mie preferite. Ho ancora diversi volumi da leggere, ma oggi inizio a parlavi di quello che ho recuperato pochi giorni fa.
Sono nata in una verde terra densa di leggende e bellezza: le Marche.
È una regione che, anche se oggi vivo distante, la ritengo parte di me, un faro fisso e luminoso nel mio cuore. Sin da piccola ho cercato il mistero e la magia nella natura, ho immaginato piccoli esseri sfuggevoli allo sguardo umano, mi sono persa nelle fiabe. Crescendo, quell'interesse non si è affievolito, tanto da pensare in tempi di tesi universitaria a un viaggio nel fantastico, focalizzandomi sulle leggende e i miti che troviamo non solo in Inghilterra, in Scozia, in Irlanda, o altre “terre nordiche” ma anche nella nostra stessa Italia. Ed è per questo, che quando ho visto questo splendido volume pubblicato da ABEditore tutto dedicato al Piccolo Popolo ho dovuto averlo.