Draculea, Figli delle Tenebre. A cura di Lorenzo Incarbone - Recensione

15 Sep 2020

Libri

A coloro che ritornano vien dato il nome di Oupiri, o Vampiri, vale a dire sanguisughe, e se ne raccontano particolarità tanto singolari, precise, e vestite di circostanze così probabili, e d'informazioni così giuridiche, che bisogna adottare l'opinione, che corre in quei paesi, che coloro escono realmente dai loro sepolcri, e cagionano tutti quegli effetti che comunemente si dicono. Da Dissertazioni sopra le apparizioni de' spiriti e sopra i vampiri, o i redivivi d'Ungheria, di Moravia ec. di Augustin Calmet, abate di Senones

Sono sempre stata attratta dal mondo del soprannaturale, dalle leggende, dai misteri, dal folklore. Tra tutti la figura del vampiro è quella che più mi affascina e di cui ho maggiormente letto.

Ecco perché non ho potuto perdere la possibilità di acquistare questo prezioso volume pubblicato di recente da ABEditore.

Draculea. Figli delle Tenebre è una raccolta di documenti e racconti di vari autori che permettono al lettore di fare un confronto tra la figura che il folklore e la tradizione orale hanno marchiato nella coscienza popolare e quello che la letteratura ha saputo cogliere e modellare, in particolare nella narrativa breve a cavallo tra '800 e '900.

È un libro che non può assolutamente mancare nelle librerie di tutti gli amanti del genere e della figura del vampiro.

Era su di me adesso, quel volto pallido a sfiorare il mio viso e quelle labbra fredde ed esangui incollate alle mie in un intenso e prolungato bacio, mentre i soffici e neri capelli mi avvolgevano come una nuvola e risvegliavano in me un delizioso brivido di eccitazione che, sebbene mi indebolisse, mi inebriava di piacere. Da Il vecchio ritratto, di James Hume Nisbet

Attraverso dissertazioni e documenti storici di reali o presunti atti di vampirismo alternati ad alcuni racconti forse meno noti, si dona una curiosa, attenta e interessante analisi della natura del vampiro, della sua storia, delle leggende e credenze che sono a lungo circolate a riguardo. Non ci si limita però al folklore occidentale, o a quello più conosciuto della Romania (vedi il caro Dracula), o dell'Ungheria, ma si compie un vero e proprio viaggio che raggiunge non solo l'Inghilterra, ma anche l'Islanda, o ancor più lontano... fino alla Russia e alla Cina e al Giappone.

Interessante è così confrontare le similitudini e le differenze tra le varie culture.

Non-morti che risorgono dal proprio sepolcro per tormentare i vivi, improvvise malattie che fanno deperire troppo in fretta le persone, figure che ammaliano con il solo sguardo ma che possono rappresentare un pericolo di morte, ma sì da anche spazio a elementi naturali (ne Il Sommaco) o animali (ne Il Gatto vampiro di Nabéshima). E come liberarsi da queste anime dannate? Tra i documenti e i racconti la soluzione è sempre - o quasi - quella di disotterrare i corpi, impalarli, tagliare la testa, strappare il cuore e bruciarli. Facile, no?

La raccolta di racconti comprende:

  • Il mistero di Ken, di Julian Hawthorne
  • La curiosa morte di Morton, di Algernon Henry Blackwood
  • Schalken il Pittore, di Joseph Sheridan Le Fanu
  • La storia vera di un vampiro, di Eric Stanislaus Stenbock
  • Il vecchio ritratto, di James Hume Nisbet
  • Il sommaco, di Ulric Evan Daubeny
  • Il cuscino di piume, di Horacio Silvestre Quiroga
  • Negotium Perambulans, di Edward Frederic Benson
  • Vampiro, di Jan Nepomuk Neruda
  • Il gatto vampiro di Nabéshima, dal Tales of Old Japan, di Algeron Bertram Freeman-Mitford
  • Grettir a Thorhall-Stead, dalla Saga di Grettir Asmundarson, di Frank Norris
  • Il Soldato e il Vampiro, tratto dalle Fiabe Popolari Russe di William Ralston Shedden-Ralston
  • Il vampiro Arnold Paul, di Charles Nodier

Come in tutte le raccolte di racconti ce ne sono alcuni che ho più apprezzato di altri - che restano comunque molto belli da leggere. I miei preferiti sono sicuramente:

  • Shalken il pittore, di Le Fanu - autore che ho imparato a conoscere e amare con Carmilla;
  • Il vecchio ritratto, di Nisbet - resto sempre ammaliata quando si lega l'arte al soprannaturale;
  • Il Sommaco, di Daubeny - qui è la natura ad avere un importante ruolo, un racconto davvero molto interessante;
  • Vampiro, di Neruda - che mi ha sorpresa nel suo finale;
  • Il gatto vampiro di Nabéshima, di Freeman-Mitford, - qui sono un po' di parte, amando i gatti e la cultura giapponese.

Il libro poi è suddiviso in tre parti, sempre con questa alternanza tra documenti e dissertazioni e racconti: Paradigma, ovvero racconti di ordinario vampirismo, dove la figura del vampiro è un po' quella classica di cui tutti conosciamo o abbiamo letto, ammalianti, potenti, esseri che si nutrono del sangue delle proprie vittime, portandoli alla morte o facendoli diventare come loro, creature della notte, sanguisughe (Oupiri), dannati.

Unicum, ovvero insolite forme di vampirismo, racconti molto curiosi e diversi dal solito, dove oggetti, natura, o animali sembrano avere un ruolo fondamentale.

Remoto, ovvero alcuni vampirismi di terre lontane, che racchiude i racconti di altre culture, come quella giapponese, russa, o islandese.

Per quanto mi riguarda la bellezza di un libro non si limita al mero contenuto letterario - che comunque resta la componente più importante e fondamentale - ma anche alla forma, alla struttura, alla cura nella sua realizzazione. Ancora una volta sono rimasta sorpresa positivamente da ABEditore. Questo libro è davvero prezioso, sintomo - a mio avviso - del vero amore verso il proprio lavoro e della volontà di offrire al lettore un prodotto curato in ogni minimo dettaglio. Oltre alla bellezza della copertina realizzata da Marco Calvi (di cui io ho avuto la fortuna di ricevere anche un bellissimo poster, grazie a una promozione sul sito di ABEditore) - e che potete trovare ora in versione nera (la rossa era in tiratura limitata, e io ho avuto molta fortuna e rapidità!), il libro è arricchito da capilettera decorati ma anche da una serie di illustrazioni dai caratteri - ovviamente - gotici, che oltre a essere veramente belle da vedere sono perfettamente in linea con i testi.

Per me è difficile riuscire a esprimere al meglio tale bellezza, ma ogni volta mi perdo non solo tra le parole, ma anche nelle immagini che colpiscono e stupiscono.

Insomma, un libro non solo bello da leggere, ma anche da vedere e conservare nella propria libreria.

Lo consiglio!

Se volete vedere qualche illustrazione e tutti i gadget che ho ottenuto grazie alla promozione sul sito della casa editrice, vi rimando anche a questo mio post su Instagram (come sempre vi aspetto e mi farebbe molto piacere essere seguita, se vi va!)

https://www.instagram.com/p/CBxjBGlKW66/?utm_source=ig_web_copy_link


Draculea, Figli delle Tenebre, a cura di Lorenzo Incarbone

Casa Editrice: Abeditore
Traduzioni di: A. Simoni, F. Cavallucci, A. Castello, R. Amato, T. Tonon, V. Muccichini, O. Esposto, A. Sgarbi, A. Tranfici, F. Felici, P. De Vita.
Pagine: 368
Prezzo: 15 euro
Anno di Pubblicazione: 2020

Voto: ♥♥♥♥♥

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