
Lo ammetto.
Mai avrei pensato di leggere un lavoro di Milo Manara.
Non che non mi piaccia il suo disegno, anzi, adoro il suo stile, ma allo stesso tempo non sono amante del genere erotico. Ma quando ho scoperto, per puro caso, questi due volumi su Caravaggio, uno degli artisti che più amo (insieme ad Artemisia), non ho saputo resistere. Li ho presi in biblioteca e sono rimasta incantata. Sì, va bene, la nudità e l'erotismo soprattutto nelle figure femminili ci sono sempre, ma io li ho trovati abbastanza in linea con la storia narrata. Più avanti vi spiegherò perché.
Manca solo il mese e questo mio progetto sarà giunto al termine. Se mi guardo indietro da un lato sono orgogliosa e felice di averlo ideato e portato a termine (be', quasi, manca l'ultima tappa), dall'altro un po' resta quella sorta di dispiacere nell'aver visto tanta acclamazione su Instagram per poi seguirlo veramente poco e niente. Però va così, e ormai ho capito che è inutile rimanerci male in quel social. O hai un determinato carattere, o se certe scelte non fanno parte di te, basta. Vai avanti per la tua strada, e continua ad arricchire quella valigia ricca di sogni, Marta.
Da quando ho iniziato il mio percorso alla scoperta del teatro di William Shakespeare, sono sempre molto attratta da quei saggi o altri generi che affrontano le sue opere, la sua figura, la sua storia. Qualche settimana fa è uscito per UTET, un breve corso su alcune delle opere teatrali del Bardo, narrato dal Professor Paolo Bertinetti, e io non potevo non leggerlo! Ho anche avuto modo di partecipare alla presentazione che si è tenuta al Salone del Libro.
Analizzando testi teatrali come Romeo e Giulietta, Amleto, Falstaff, Macbeth e Otello, Paolo Bertinetti cerca di riflettere su quanto, dopo i miti greci, anche William Shakespeare possa essere definito un “creatore di miti”
Come riuscire a descrivere questi cinque intensissimi giorni al Salone Internazionale del Libro di Torino?
Potrei iniziare da una parola: Rinascita.
Veniamo tutti da quasi due anni veramente difficili. L'ombra di questa pandemia globale aveva frenato un po' tutto ma, possiamo dire che aveva bloccato anche noi, come singoli.
Se mi volto indietro, vedo una me terrorizzata, chiusa in casa, piena di rabbia prima e di incertezze e paure dopo. C'era la tristezza nel non riuscire a raggiungere i parenti lontani, nel vedere tutti quegli eventi a cui tenevi rimandati di volta in volta, la difficoltà di scorgere un futuro. In tutto questo caos soprattutto emotivo, in questa terribile stasi, io sono riuscita a non crollare ancorandomi ai libri e agli affetti. I libri sono stati il mio modo di evadere, di respirare.
Ci siamo. Sono emozionata.
Sono ormai poche le ore che mi separano da uno degli eventi che più amo qui a Torino: il Salone Internazionale del Libro!
Non vedo l'ora di ritrovarmi a girovagare come una trottola tra quei padiglioni, a sfogliare pagine e pagine, restare incantata da tutte quelle storie da scoprire, e ascoltare le tante voci di artisti e scrittori che non vedo l'ora di vedere di persona.
Dopo quasi due anni di attesa, voglio vivere questa esperienza al massimo. Voglio tornare a sorridere di cuore, anche se dietro una mascherina, e rientrare in casa magari sì, distrutta, ma immensamente felice.
Quanto è difficile amarsi e prendersi davvero cura di sé?
Questa è una delle domande a cui penso spesso e che è emersa anche con la lettura di questo libro di poesie che ho recuperato all'inizio del mese.
In genere leggo poca poesia, perché ho sempre paura di non riuscire a comprenderla in maniera totale, di non essere poi capace di parlarne. Però ero molto attratta da queste piccole opere di Rupi Kaur, di cui tanto sentivo parlare, e ho colto l'occasione per conoscerla partendo, però, dall'ultimo testo pubblicato: home body, il mio corpo è la mia casa.
Non c’è nessun limone tanto aspro da non poterci fare qualcosa di vagamente simile ad una limonata.
Non di soli libri vive Marta.
Scherzi a parte, non sono una di quelle persone che divora serie tv o film. Ne guardo, ma molto spesso in maniera frammentaria. Sono poche le serie tv che ho completato, molte altre che non ho neanche iniziato. Lo scorso anno, però, ho tanto sentito parlare di This is Us e alla fine ho deciso di recuperarla.
Ad essere sincera, in maniera piuttosto superficiale, inizialmente ho deciso di vederla per due motivi: dicevano tutti che avrei pianto tantissimo (team mai una gioia, chiudi la porta e piangi insieme a me -cit.), e poi c'è Milo Ventimiglia. Ora, per gli amanti di Una mamma per amica, Milo è Jess. Ed io sono da sempre e per sempre #teamJess. Potevo quindi non vedere questa serie con il ragazzo che mi ha rubato il cuore? Eh, no, non sia mai!
Non conosco così bene i lavori di Zerocalcare, questo è il secondo che leggo, quindi non sono un'esperta del suo mondo. Ma questo titolo mi ha molto incuriosita.
Dalla copertina può sembrare una perfetta storia natalizia, anche se già dal titolo si dovrebbe un po' riflettere. Un regalo di Natale, dunque? Secondo me sì, ma tenetelo lontano dai bambini. Però fatelo trovare sotto l'albero agli adulti. Perché unendo sapientemente un mix di ironia, sarcasmo, ma anche tragedie, critiche e tristi situazioni reali, può spingerci ad aprire gli occhi, allontanarci per un attimo dalla patina tutta dolcezza e allegria tipica del periodo, e riflettere.
Lettura scelta per la tappa di Ottobre de #Iltesorogreco di @sorrideredibrutto e @eccoilibri a tema: Teatro Greco. Quando ho visto il tema del mese per il progetto volto alla riscoperta dei tesori della Grecia, ho deciso di buttarmi, desiderosa di riempire i molti vuoti, che purtroppo ho, su questo argomento. Non ho mai letto nulla di Teatro Greco, quindi quella che seguirà sarà davvero una mia semplice riflessione sull'opera letta. Non so quanto sia giusta, ma... il bello della lettura è anche cercare di avere una propria visione. Poi, se l'avete studiata e volete condivide
Un giorno di diversi anni fa, mi ha chiamato con forza un libro. Parlava di druidi e sacerdotesse, di Artù e dei suoi cavalieri, ma soprattutto di Morgana e di altre donne. Mi sono persa tra le nebbie, sono giunta ad Avalon. Ho amato e sofferto con loro. Mi sono arrabbiata e ho gioito. E, arrivata all'ultima pagina, ho chiuso il libro con un sospiro e una nuova consapevolezza. Quel libro era Le nebbie di Avalon, di Marion Zimmer Bradley. Una lettura magica che mi ha dato tantissimo. Da quel momento ho cercato tutta la saga. Ho collezionato tutti i libri, perdendomi e ritrovandomi. Li ho