Spesso i libri per bambini riescono a parlare anche agli adulti, a smuovere qualcosa dentro. Che siano ricordi, nostalgia, il nostro animo più nerd, o anche riflessioni importanti. E questo succede anche nei primi due titoli della collana Denti da Latte di Luca Ruocco che ho letto di recente e mi hanno decisamente colpita. Avevo voglia di una lettura più leggera, che mi permettesse di evadere un po' da una realtà opprimente che questo assurdo mondo sta generando, e mi sono ritrovata a sorridere, ma anche a riflettere davanti a temi importanti che emergono da queste pagine: la famiglia, l'essere padri e figli anche se non di sangue, ma anche la diversità, l'unicità, l'inclusione. Argomenti che sicuramente sono essenziali da divulgare a un pubblico più giovane, ma che, allo stesso tempo, possono benissimo coinvolgere anche i più grandi.
Oggi, dunque, vi consiglio due libri che ci faranno immergere tra le creature forse più eleganti del popolo della notte: i Vampiri. Andremo a conoscere le avventure del Conte Bela e del piccolo Vali, che entrerà nella sua vita all'improvviso, e che la cambierà in modo molto particolare: Denti da Latte e Solo Ossa, pubblicati da Bakemono Lab, una casa editrice che finalmente ho avuto la possibilità di conoscere.
Ricorda: non esistono vampiri sbagliati, solo vampiri unici, differenti l'uno dall'altro.

In Denti da Latte la voce del piccolo protagonista, Vali, ci trasporta in questo mondo oscuro, presentandoci almeno inizialmente una serie di mostri, come a voler rendere partecipi in prima persona i piccoli lettori. Parla di Lupi Mannari, di Zombi, ma soprattutto di Vampiri, quelle creature della notte malvagie, potenti e oscure, ma anche eleganti, affascinanti e nobili. Ne fa un vero e proprio identikit per permettere ai più piccini di conoscere alla perfezione i protagonisti della storia che andrà a raccontare e che lo riguarda in prima persona.
C'è una leggenda che parla di una Volpe Volante, una sorta di pipistrello grande quanto un cane di medie dimensioni, con enormi ali nere e occhi rossi, che, una volta ogni 100 anni, affida un piccolo succhiasangue a un vampiro, a sorte, per permettergli di diventare genitore. E così accade anche al Conte Bela, un nobile vampiro, attaccato tenacemente alle tradizioni di famiglia, che una notte sente tre colpi al portone della sua dimora. Ad attenderlo c'è un fagottino che, a una attenta ispezione, non ha nulla delle caratteristiche tipiche del vampiro: non è pallido, non ha occhiaie, è fin troppo paffutello, i suoi capelli non sono scuri come la notte. Mancano gli artigli e lo sguardo magnetico, non sembra avere alcuna capacità di ipnosi, ma... ancor più grave: cosa sono quei dentini per nulla appuntiti? E perché sembra amare il latte anziché il sangue? Quale onta per la sua famiglia!
Per risolvere il problema il nobile vampiro porterà il piccolo Vali dal dottor Victor Frankenstein, e poi dalla Maestra presso il Nido del Chirottero, e infine dalla bisnonna Lilith. Ma è difficile trovare una risposta a quell'esserino che sembra totalmente diverso dagli altri membri della sua famiglia. O forse no?
Quello che è certo è che alla fine comprenderemo insieme a lui quanto sia bella la diversità, e l'importanza di accettare sé stessi e di accettare anche il diverso da sé. Ma è anche un racconto che parla di rapporti genitori-figli, della bellezza e difficoltà di diventare padre di una creatura così diversa da sé. Ma, dopotutto, si può essere padri e figli anche se non si condivide lo stesso sangue e...
Due individui differenti e opposti trovano il modo di diventare una cosa sola.
Una famiglia.
In Solo Ossa, invece, troviamo un Vali più cresciuto e ormai accettato almeno in famiglia nel suo essere un vampiro diverso dal consueto. Vali, il suo papà Bela e altri vampiri, si divertono a fare delle pesche vampire, ossia andare nei camposanti a diseppellire corpi dei loro simili, sotterrati da umani malvagi, per verificare il loro stato di salute e tentare di salvarli dalla loro non-esistenza sotto terra. Qui trovano i resti di un giovane vampiro, sepolto da ormai 400 anni, ma di cui resta solo un ordinato... scheletro d'ossa! Lo portano via con loro, ma il vampiro ha anche un'amnesia: non ricorda nulla di sé e della sua non-vita e neanche il suo nome. Nascono da qui una serie di spassose situazioni in cui Vali tenta di consigliargli i nomi più strani! Portato ancora una volta dal dottor Frankenstein, costui rivela che per poter tornare alla sua forma normale dovranno passare altri 400 anni. Che fare? Non può restare chiuso per sempre nella loro dimora, no? Così, Vali decide di portarlo con sé a scuola, ma qui Senza nome dovrà affrontare anche una sorta di bullismo da parte degli altri vampiri che non riescono a vederlo come un loro simile. Quella creatura fatta solo di ossa come può essere un vampiro perfetto? Eppure, non si rendono conto di avere anche loro delle diversità che li rendono molto distanti dall'immagine di perfezione del Principe della Notte. In particolare tre vampiri decideranno di metterlo alla prova durante la festa più amata dalle creature oscure: Halloween. Lo porteranno con loro a fare morsetto o scherzetto, fino a che non finiranno in una vecchia casetta di pietra, con un'insegna non del tutto chiara: el... ing?
Cosa accadrà?
Anche in questo caso accanto a una storia perfetta per i più piccini, divertente e oscura al punto giusto, troviamo tra le righe riflessioni importanti, soprattutto su temi come la diversità, il bullismo, l'incomprensione per il diverso da sé, ma anche unicità e inclusione. Spesso, infatti, si tende ad attaccare chi non è conforme a certe immagini imposte dalla società, non comprendendo quanto invece sia bella la diversità, la nostra unicità. E non ci rendiamo conto che, come dice il dottor Frankenstein...
Tutti noi abbiamo uno scheletro. I vivi e voi non-morti. E lo aveva anche la Creatura. Tutti, sotto questi strati di pelle, muscoli, tessuti, abbiamo uno scheletro identico a quello del nostro amico.
Dietro l'apparenza, non siamo poi così differenti. O meglio, sì, lo siamo... ma sono proprio queste diversità a renderci unici, a poter creare qualcosa di meraviglioso.
Non ci sono obblighi e regole da seguire per essere quello che sei. Ogni succhiasangue deve trovare il suo modo personale di essere un vampiro.
Ho trovato curioso il modo in cui sceglie di descrivere questo secondo libro: a ogni capitolo - o quasi - è associato un osso del nostro corpo umano che descrive all'inizio, per poi trasportarci nelle varie avventure di Vali e del suo nuovo amico.
Altro aspetto che ho trovato particolarmente interessante e che, forse, può toccare più gli adulti e le nostre passioni è il continuo riferimento a diversi personaggi della letteratura e del cinema. Basti pensare ai nomi, come Bela, Lilith, Nosferatu, Victor Frankenstein e un altro che non voglio svelarvi, o anche le tre gemelline chiamate Camilla, Carmilla e Mircalla! Ma ci sono tanti altri riferimenti che è bellissimo riuscire a scovare, per chi ha un animo forse un po' più nerd o è appassionato a questo genere, a queste creature della notte che possono sì, spaventare, ma anche meravigliare grandi e piccini!
Insomma, forse mi aspettavo delle storie diverse, ma sono rimasta molto colpita da queste letture. Mi sono piaciute moltissimo e secondo me possono davvero essere un modo per unire adulti e bambini, che sapranno forse emozionarsi in forme diverse.
Ve li consiglio!





