Settembre è volato via in un soffio.
Non mi sono neanche resa conto di dover cambiare la pagina del calendario. Forse perché guardando indietro, in verità, ho fatto tanto. Anche se non quanto avrei voluto.
È stato un mese di viaggi: sono rientrata dalle Marche, poi siamo andati in Liguria, qualche giro a Torino e poi ho dovuto riprendere treni fino a vicino Cattolica per raggiungere i miei. Volevo stare loro vicina in un momento un po' delicato (ora le cose vanno meglio!). Tra viaggi e pensieri non ho letto così tanto. Anzi. Questo forse è l'aspetto che mi dispiace di più. No, per me leggere non è una gara né un atto performativo. Non voglio assolutamente divorare libri su libri solo per raggiungere un determinato numero, ma c'è così tanto da scoprire, e io ho talmente tante curiosità che mi dispiace non riuscire a leggere molto di più. Quest'anno è davvero dura. Però va bene così, perché come ho sempre detto negli ultimi anni sto riuscendo a selezionare titoli che difficilmente mi lasciano delusa (ne ho interrotto solo uno, che però mi è stato inviato senza richiederlo). Anzi. Proprio a Settembre ho letto solo tre libri, ma tutti mi hanno lasciato addosso emozioni e riflessioni importanti. Ve ne parlo presto, giuro!
L'intento di Ottobre, che è anche il mio mese preferito, è quello di tornare più attiva tra social, blog, Substack e i tanti progetti che ho in mente. Però voglio restare anche ferma su un mio proposito: condividere quando ho davvero qualcosa da dire e non riempire pagine virtuali con contenuti vuoti o superficiali, solo per seguire le mode. Voglio rimanere fedele a me stessa e lasciarmi andare anche da ispirazioni del momento.
Tornando al mese appena concluso, ci sono state nuove città da scoprire, ma anche mostre che desideravo da tempo vedere. C'è stata la possibilità di incontrare dopo anni una cara amica, rendendomi ancora di più conto che nonostante la distanza e il sentirci forse poco, se un legame è forte, resta. Ed è stato bellissimo. I ricordi sono riaffiorati, estati bellissime trascorse tra musica e teatro, tra parole e confessioni. E sono veramente felice di vederla serena.
Il momento delicato vissuto con i miei mi ha ancor di più fatto capire quanto la distanza pesi. Gli anni passano e io ho sempre la paura di non poterci essere in momenti importanti. Ecco perché in questa occasione sono subito andata da loro, nonostante l'ansia che sempre mi accompagna. Volevo esserci, vorrei condividere ogni possibile attimo con loro.
C'è stata anche la festa più carina del mio comune, il Meliga day e in questa occasione ho potuto anche scoprire dell'apertura di un nuovo negozio sulle Streghe, tra incensi, candele, prodotti per il corpo, e gioielli vari su una tematica che amo. Ci tornerò e qualcosa porterò via con me.
Ci sono state case editrici e autori che mi hanno fatto dono dei loro libri, e io sarò sempre infinitamente grata per la fiducia che hanno in me. E parole stupende che mi hanno anche commossa. Forse qualcosa sto lasciando in questo mondo marcio. Forse, aprirsi, non è sempre così male, nonostante tutto.
Insomma, anche se è volato e avrei voluto viverlo meglio, Settembre è stato un bel mese. Mi ha dato molto.
Libri

Come dicevo, ho letto solo tre libri (un romanzo e due graphic novel), ma mi hanno lasciato tanto dentro.
Gusci d'uova, di Caitrìona Lally.
Questo mi è stato proposto da Safarà (ringrazierò sempre Lucrezia e Ornella per la loro gentilezza!) e mi incuriosiva moltissimo! Devo dire che mi è piaciuto molto, soprattutto per l'originalità della storia. È uno di quei romanzi che, in verità, lascia molte cose sospese, poco delineate. Quindi, rischiava di non piacermi, ma mi ha fatto riflettere molto anche su me stessa e sulla società in cui viviamo. Si tratta, infatti, di un'eccentrica fiaba moderna, che vede come protagonista Vivian - di cui noi non sapremo mai dettagli del suo aspetto fisico, o dell'età -. Una donna orfana e disoccupata che vive nella casa della prozia morta da poco. Vivian ha anche una sorella, con lo stesso nome, ma del tutto diversa da lei. Se sua sorella, infatti, incarna perfettamente quella che è la normalità dettata da una società che ci vuole tutti in un certo modo (è sposata, ha figli, un lavoro), dall'altro lato la protagonista viene vista come diversa, perché non si adegua per nulla al concetto di 'normale'. Si lava poche volte, indossa vestiti che continuano ad avere un determinato odore, odia specchiarsi, e può spendere poche parole al giorno. Ma soprattutto lei è convinta di essere una changeling, un essere del folklore irlandese, e quindi vaga alla ricerca di un portale per tornare nel suo mondo, dove forse potrà essere veramente sé stessa, senza strani sguardi o parole. E noi la seguiamo tra le strade di Dublino, tra le sue piccole avventure quotidiane. Ridendo con lei, ma tra le righe sembra esserci sempre una sottile malinconia, percepisci qualcosa di più oscuro o violento che però Vivian cerca di nascondere e forse non ci presenterà mai in maniera chiara. Però, ecco, mi sono troppo dilungata qui! Ve ne parlerò meglio in un articolo più completo!
Forget me Not, di Loputyn
Ho regalato questo graphic novel a mia nipote tempo fa, ma nell'ultima occasione in cui sono stata nelle Marche abbiamo deciso di prestarci a vicenda alcuni titoli di Rebelle, casa editrice che amiamo tanto entrambe. Io sono come sempre incantata dall'arte di Loputyn, quindi ero certa che, almeno graficamente, avrei amato questa storia. Ma anche la trama riesce davvero a lasciare il segno. Protagonista è Veronica, una giovane strega che vive sola in una valle. La sua unica compagnia? Il suo famiglio Burro, un asinello con una macchia a forma di stella sul muso; e due galline. Ma da qualche tempo la sua casa è infestata da parassiti e strani funghi, sembra marcire sotto i suoi occhi, e lei sente come un vuoto dentro di sé. Burro sembra irritato e vuole spingerla ad abbandonare il posto, ma quando arriverà un giovane uomo all'entrata, per lei risulterà difficile andare veramente via. È una storia che tratta di lutto, di dolore e perdita, ma anche di amore, e dell'importanza di affrontare tutto questo, per poter tornare effettivamente a vivere. Ma si parla anche di amicizia e comunità, di rinascita. Molto, molto bello.
Tapum, di Leo Ortolani
Sempre rispettando il mio motto “Allegria portami via”, ho concluso il mese recuperando il lavoro di Ortolani che abbiamo preso al Salone del Libro. In questo caso l'autore ci porta sulle cime del monte Ortigara, dove nel 1917 vide contrapporsi l'esercito italiano e quello austro-ungarico. Fu una vera e propria carneficina, costò infatti in termini di vite umane, tra morti, feriti e dispersi, 25.752 uomini. Non sono un'esperta dei lavori di Ortolani, ma seguendolo su instagram e ascoltando dal vivo, mi rendo conto che sia una di quelle persone capaci sì di farti ridere, ma anche riflettere su molti concetti importanti. Leggendo questo fumetto non solo ricordi una pagina di storia tristissima, ma alterni risate e lacrime. Avevo gli occhi lucidi alla fine. Un testo davvero di gran valore, che vi consiglio di recuperare. Ne scrivo presto!
Film & Serie tv

Questo mese ho visto poco. L'ennesimo rewatch di un film che amo, e la serie di Zerocalcare che mi mancava!
Questo mondo non mi renderà cattivo
Anche questa miniserie lascia sicuramente il segno. A me piace molto come Zerocalcare riesca a farci ridere, ma allo stesso tempo ad affrontare molti temi delicati che riguardano purtroppo la nostra società. Forse questa è la serie più politica, in un certo senso, ma direi anche umana. Troviamo, infatti, lo scontro tra antifascisti e neonazisti e soprattutto come si tenda a riversare sempre tutti i mali sugli ultimi, sullo straniero, anziché andare ad analizzare i veri problemi. Ossia il degrado, la solitudine, l'assenza di politiche degne per migliorare il paese... è molto più facile dare la colpa all'emarginato, del resto la storia tristemente insegna e si ripete. Ci sono poi i rapporti con gli amici, la difficoltà del lavoro, ma anche quella di poter tornare in una società che è pronta a donarti un'etichetta ben precisa, e se sbagli, non potrai più realmente rimuoverla. Ti si attacca addosso, e sarai sempre più isolato, anche se magari hai fatto di tutto per uscire da qualcosa di sbagliato. L'ho davvero molto apprezzata.
Amori e Incantesimi
Quando ho visto che c'era questo film, ho voluto rivederlo, nella speranza di recuperare più avanti anche il seguito. Non sto qui a parlarne troppo, perché penso che sia abbastanza conosciuto. Ma mi ricorda molto la mia adolescenza, quando lo vedevo e rivedevo. Sarà che per tematiche - stregoneria, sorellanza - è molto mio. E poi ha quella dose di romanticismo che a me piace. Un tuffo nei ricordi, un film che sicuramente rivedrei ancora.
Mostre

Per fortuna sono riuscita ad andare a vedere la mostra Gaza, il futuro ha un cuore antico disponibile presso la Fondazione Merz di Torino. L'obiettivo è stato quello di raccontare alcune delle molte storie che hanno reso Gaza un nodo vitale del Mediterraneo, contribuendo a preservarne la memoria davanti ai continui tentativi di distruzione, cancellazione e riscrittura. Hanno cercato così di far dialogare testimonianze del passato con reperti storici provenienti proprio da quella terra, con opere contemporanee che riflettono sulla memoria, la perdita e la sopravvivenza. Gaza è stata un punto di incontro tra popoli, merci e idee. E no, non potranno mai distruggere tutto, né recidere le radici di un popolo simile. Sono ben ancorate alla LORO terra.
Vedere questa mostra mi ha fatto provare emozioni diverse, tra cui anche un profondo senso di tristezza e rabbia. Perché accanto alla perdita di vite umane, la distruzione del patrimonio culturale fa male. Cercano, infatti, di eliminare tutto: non solo corpi, ma anche storie, radici e tradizioni. E questo non è giusto. Provate mai a immaginare se questo accadesse alla nostra Italia? Vi sembra corretto distruggere un popolo, una terra, il loro credo, la loro storia?
Tanto un popolo simile sarà in grado di costruire qualcosa di ancora più bello. Perché io voglio continuare a credere che ci sarà giustizia, prima o poi, in questo putrido mondo.
Note di bellezza
Nuove città, la bellezza dell'Italia.
Momenti con i miei. Esserci, soprattutto in certi casi, è per me fondamentale.
Il ritrovo con un'amica che non vedevo da anni. Una serata bellissima, che mi ha fatto capire come un legame vero non possa spezzarsi tanto facilmente.
Il Meliga day, una festa del mio comune che mi piace sempre tanto, tra musica, buon cibo, artisti di strada e altro ancora!
Le chiacchiere con la vicina. Non amo moltissimo parlare, eppure mi sono ritrovata a discorrere di vari argomenti, tra cui la Palestina, e sono contenta di essere stata finalmente libera di dire la mia, senza scontri. Anzi, avendo il pieno supporto e la comprensione.
La mostra su Gaza. Ci tenevo tanto a vederla prima della sua chiusura. Pezzi di Palestina sono tornati a casa con me. Sempre nel mio cuore.
Le belle parole che ho ricevuto, per quello che faccio tra blog, social, e Substack; ma anche sul mio libro.
L'essere riuscita ad affrontare una situazione che mi creava una forte dose di ansia. Ce l'ho fatta, ancora una volta.
Come sempre sul mio profilo Instagram potete vedere qualche foto.
Ci sentiamo presto.





