Luglio è stato un mese strano.
Da tempo provavo molta frustrazione osservando il cosiddetto bookstagram, ma poi sono arrivata al limite. Ho avuto come un crollo e il bisogno di fermarmi per un po'. Dopo due settimane, però, questo senso di noia e di rabbia non si è così attenuato. E così sto provando un contrasto molto acceso: da un lato la voglia di smettere o di continuare con questo blocco, dall'altro lato il dispiacere nel mollare tutto ciò che ho fatto in questi anni e il desiderio profondo di riprendere a parlare di libri e passioni che nutrono la mia anima. Negli ultimi mesi, però, mi sembra tutto così difficile... non mi sento quasi più adatta a quel social dove vanno avanti contenuti tutti uguali (non solo graficamente, ma anche come mosse e atteggiamenti nei reel, o per la diffusione dei soliti titoli - spesso messi lì in lunghe liste senza neanche una spiegazione o averli davvero letti), e un sempre più crescente uso dell'ai sia per le immagini e i video sia per i testi. Mi chiedo spesso: ma se vuoi parlare di libri e ti piace scrivere, che senso ha affidare tutto a un'intelligenza artificiale? Non siamo tutti obbligati a seguire questa passione. Ma se vogliamo farlo, mettiamoci del nostro, anche se non abbiamo queste grandi abilità grafiche, anche se a volte facciamo fatica a trovare le parole, o magari ci sono errori. L'imperfezione è spesso più bella di un contenuto vuoto creato dall'ai.
Sono sempre più convinta che molti bookqualcosa in verità siano spinti solo da una moda: quella di diventare influencer, di apparire, di ottenere facilmente libri gratis o pass per accedere a eventi e fiere, e non da un vero e proprio amore per la lettura. E lo vedo quando si adeguano costantemente a trend anche se magari fino a quel momento non erano in linea con i propri gusti letterari o, appunto, da questo continuo copiare gli altri. Dai reel dove si muovono leggendo un libro o fingendo di bere una tazza di tè (finché sono una o due persone a farlo ok, ma quando sono in troppi mi sembra solo una copia), alla moltitudine di caroselli con 10, 20, anche 60 e più copertine di libri, messe così tanto per, senza un valido ragionamento dietro e molto spesso senza neanche aver letto nulla. Per me, ripeto, questa è solo voglia di apparire.
Per questo mi chiedo il senso della mia permanenza sui social. Vorrei ritrovarlo... vorrei riuscire a produrre di nuovo qualche contenuto originale, o anche seguire qualche trend carino in linea con me stessa e i miei gusti. Ma mi sento bloccata, spenta... spesso inutile. Forse anche perché io ho bisogno di tempo e, invece, i social richiedono una velocità e una superficialità che non mi appartengono.
C'è un progetto molto grande che ho in mente, che va a racchiudere un po' quelli che sono i miei interessi più grandi: spero tanto di riuscire ad attuarlo, perché sarebbe, forse, l'unico modo in cui potrei davvero tornare attiva e dare qualcosa di mio. Ancora una volta. Ci proverò. Ci spero tanto.
Comunque Luglio è stato davvero un mese strano. Ho avuto anche un blocco nella lettura: ho iniziato tanti libri, ma ne ho conclusi solo tre. Complici il caldo, l'insofferenza provata, il ritorno nelle mie Marche non sono proprio riuscita a leggere molto.
Libri

Ultimo giro di trottola, di Alessia Rossi
Questo libro mi ha colta in un momento in cui, come la protagonista della storia, anche io mi sentivo un po' rotta. Ed è stato come una carezza. Sono convinta che spesso certi libri arrivino quando più ne hai bisogno. Clara ha quattordici anni ed è una ragazza piena di rabbia: allontanata dalla grande città e da suo padre, è costretta a vivere con sua madre in una piccola realtà dove non sembra esserci nulla. Lei vorrebbe solo tornare indietro, in un periodo in cui sentiva di essere felice. Un giorno, durante un mercatino dell'antiquariato, scorge un insolito cartello: “Oggetti rotti, smarriti e mai ritrovati” e, un uomo anziano le fa dono di una trottola di legno. A ogni giro i ricordi del passato affiorano. Ma... con loro arriva anche una misteriosa ombra che sembra seguirla costantemente. Che cosa significa? E il passato era davvero così sereno?
Una lettura che mi è piaciuta moltissimo. Dedicata ai ragazzi, ma che può far leva anche sulle emozioni di noi adulti. Di questo trovate già la mia recensione.
Le sedie crudeli, di Barbara Comyns
Della Comyns ho letto diversi libri, ma devo ammettere che questo è quello che mi ha colpita leggermente meno. Forse perché da un titolo simile mi aspettavo qualcosa di diverso, di più crudo e forte, anche se non mancano naturalmente delle descrizioni non così gradevoli. Una fiaba nera che ha come protagonista Frances, una bambina che osserva lo strano mondo della campagna inglese dove è costretta a vivere alla morte del padre. Attorno a lei personaggi bizzarri e a volte crudeli. Mi aspettavo quel qualcosa in più, ma i personaggi femminili tratteggiati dalla sua penna restano sempre impressi. E, per me, è un'autrice assolutamente da recuperare!
Avevi ragione, mamma di Roberta Poggio
Un libriccino breve ma d'impatto. Una storia che sa trasmettere una buona dose di orrore e di ansia. Una maternità disfunzionale, bimbi inquietanti di cui neanche una nonna vuole occuparsi. Strane morti e la difficoltà di accettare che forse i propri figli non sono così carini come si crede. O forse, gli adulti stessi sono capaci di essere mostruosi. Vorrei prendermi ancora del tempo per riuscire a scriverne nel modo più opportuno. Ma mi è piaciuto moltissimo!
Film

In questo caso ho recuperato solo Il castello errante di Howl, secondo me uno dei più belli dello Studio Ghibli, almeno tra quelli visti. Mi colpisce sempre molto come Miyazaki riproponga vari elementi nelle sue opere: dal disprezzo verso le inutili guerre, alla bellezza e importanza della natura, dal volo alla presenza di figure femminili forti e determinate che saranno spesso la chiave per risolvere i problemi. Anche qui, in fondo, troviamo tutto questo. Insieme anche a maledizioni, amore, e il pericolo di perdersi nell'usare in maniera sbagliata il proprio potere. Ci sono spesso personaggi che credono poco in sé, almeno inizialmente, ma poi troveranno la forza di dimostrare quello che valgono. E altri disposti a tutto pur di proteggere le persone che amano. Sono storie dove, accanto all'orrore della guerra e della crudeltà, risaltano valori importanti e decisamente nobili. Insomma, sono felice di aver finalmente scoperto questo mondo. Non mi dilungo perché non è questo il contesto giusto e quando si tratta di film ho sempre difficoltà a esprimere meglio i miei pensieri. Comunque Howl è davvero bello, e Calcifer e Testa di Rapa, adorabili!
Note di bellezza
Rendere felice mia nipote con un regalo del tutto personale, fatto con il cuore. Per me lei resta la mia luce.
Tornare nelle Marche per me è come ritrovare sempre un po' il respiro, anche se ogni volta mi sento ormai distante da quel mondo... casa, però, è sempre casa.
La rievocazione storica ad Albenga. Mi piacciono sempre questi momenti.
Alcune parole che mi hanno donato persone che mi seguono su instagram nel notare questo mio blocco. Le conservo nel cuore.
Per qualche foto in più vi aspetto su @marta.sognatrice.
A luglio è andata così. Vediamo cosa mi riserverà agosto - BASTA CALDO PERO'.





