
Quando si nomina Louisa May Alcott il pensiero corre subito alle sue Piccole Donne. Eppure, l'autrice americana ha scritto molto altro, con il desiderio di allontanarsi da quelle pappette morali che era stanca di fornire ai giovani. Alcott ha scritto romanzi e racconti con protagoniste femminili molto forti, a tratti lontane dall'ideale dell'epoca. Ha provato a portare tra le pagine sfumature gotiche, ma non solo, anche temi che forse non ti aspetteresti: violenza e soprusi degli uomini, come nel caso di Un sussurro nel buio, ma anche manipolazione mentale, uso di droghe, adulterio e atmosfere sottilmente erotiche come in Un moderno Mefistofele.
Questo romanzo è una sorta di moderna versione del Faust di Goethe. Alcott lo scrisse nel 1877 per la collana No names series in cui gli editori Roberts Brothers di Boston pubblicavano in forma anonima opere di autori celebri del tempo. Sfruttando questa possibilità, potevano così addentrarsi in territori non consueti rispetto a quelli che li avevano portati alla fama. Lo pubblicò, quindi, almeno inizialmente in maniera anonima, anche se in seguito diede il permesso di diffonderlo con la sua firma.
Ricordo, seppur vagamente, un cartone della mia infanzia: uno di quelli non proprio così felici (ma del resto quasi tutti i cartoni di allora avevano una buona dose di tragedia, cosa che in fin dei conti a me non nuoce). Era chiamato Lovely Sara.
Ricordo, invece, più precisamente un film del 1995, La Piccola Principessa. Mi ero innamorata di quella piccola bambina dal cuore d'oro e dalla fervida immaginazione, che però ha dovuto subire troppi soprusi una volta perso il padre e con lui tutte le sue ricchezze.
Sia il cartone animato sia il film sono ispirati a uno dei romanzi di Frances Hodgson Burnett, un'autrice che ho già molto amato con il suo “Il giardino segreto” e che avevo voglia di scoprire di più. E non mi fermerò qui, sicuramente.
Rizzoli, nella sua collana per ragazzi curata da Benjamin Lacombe - artista che, come ormai saprete, amo molto - ha da poco pubblicato proprio la “Principessa Sara”, con le splendide e delicate illustazioni di Nathalie Novi. Un'altra opera preziosa che, a mio parere, è bello possedere nelle nostre librerie.
Ho scoperto un po' tardi la Collana di classici illustrati pubblicata da Rizzoli, presentata e curata da Benjamin Lacombe, un artista che seguo su Instagram e che apprezzo moltissimo. Sono innamorata dei suoi lavori, della caratteristica che hanno in comune tutti - o quasi - i suoi personaggi: quegli occhi grandi, densi di dolcezza; ma sono anche incantata per quella minuziosità di particolari, quella vividezza dei colori, quei dettagli che rendono tutto quasi reale, o comunque molto emozionante.
Tuttavia, spero di riuscire a collezionarli tutti. Grazie a una collaborazione con la casa editrice menzionata, e in particolare a Claudia dell'ufficio stampa, ho potuto ricevere l'ultimo prezioso volume: Bambi, un gioiello della letteratura austriaca di Felix Salten.
A natale mi è stato poi regalato dal mio compagno anche Pelle d'Asino, che spero di riuscire a leggere presto! Vi invito, comunque a visionare gli altri splendidi volumi già pubblicati. Sono una meraviglia per gli occhi, e una bellissima collezione che può impreziosire le nostre librerie.