
Nel corso della Storia le donne sono sempre state poste ai margini, oscurate, dimenticate. Ciò è avvenuto in molti campi artistici, culturali e scientifici. Ma anche in quello dei libri.
Se nel mondo dell'arte le lettrici dominano la scena - basti pensare che la prima rappresentazione di una donna che legge risale agli albori della cristianità, ossia la Madonna che legge dipinta da numerosi artisti - è sempre stata riservata, soprattutto in Italia, una scarsa attenzione critica alle donne realmente vissute e note per il loro particolare amore per i libri. Forse anche perché per un certo immaginario maschile le donne che leggono sono pericolose e fanno paura: la lettura, infatti, rende liberi, permette di pensare e ampliare lo sguardo, e non essere così più sottomesse a un certo ordine prestabilito che le vede spose e madri, dedite solo alla cura della casa e della famiglia.
Massimo Gatta nel suo Breve storia della bibliofilia femminile ci conduce in un affascinante viaggio dal XIV secolo ad oggi, facendo riaffiorare dall'oblio molti nomi di donne bibliofile, tra monache e regine, aristocratiche, bibliotecarie ed editrici.
Oltre i ciliegi in fiore. Breve storia del manga shōjo è un breve saggio scritto a quattro mani da Greta Bienati e Valentina Salerno che ci porta nel lontano oriente, per conoscere quella che è un tipo di narrazione rivolta a un pubblico femminile dall'età scolare alla maggiore età. Un libro ricco non solo di storia e grandi nomi, ma anche di aneddoti e curiosità, e tante immagini per comprendere meglio il mutamento dello stile degli artisti che pian piano, dall'inizio del Novecento a oggi, hanno donato la loro visione di tale tematica.
Non si tratta di un saggio esaustivo, come ammettono le due autrici nell'introduzione, ma è comunque a mio avviso un validissimo volume per iniziare a conoscere un po' la storia del manga giapponese, e spingerci magari poi ad approfondire meglio o andare a conoscere il mangaka di cui più ci interessa conoscere il lavoro.
Chris Hedges giornalista, scrittore, Premio Pulitzer ed ex corrispondente di guerra statunitense specializzato in politica e società del Medio Oriente, in questo suo toccante e pungente reportage denuncia senza compromessi i crimini perpetrati da Israele nei confronti dei Palestinesi. Ma non solo, analizzando la Storia di quella terra, e mettendo a confronto i vari genocidi del passato con l'attuale che sta avvenendo a Gaza, cerca di far riflettere anche noi lettori, noi che facciamo parte di questo mondo Occidentale così tristemente complice. Il materiale di Un genocidio annunciato. Storie di sopravvivenza e resistenza nella Palestina occupata è tratto principalmente dai testi e dalle puntate del suo podcast The Chris Hedges Report, attraverso il quale cerca di fare luce sulla lotta dei palestinesi e sul conflitto ultradecennale con lo stato apartheid di Israele.
Cinque donne diverse, cinque scrittrici di epoche differenti, ma unite da alcuni elementi in comune.
Cinque autrici accolte in una biografia di gruppo, collegate dal genio che condividono.
Mary Shelley, Emily Brontë, George Eliot, Olive Schreiner, Virginia Woolf.
Outsiders. Cinque scrittrici che hanno cambiato il mondo, che Lyndall Gordon ha scelto di raccontare in questo interessante saggio che vi consiglio oggi.
Sono sempre stata affascinata dai cosiddetti mostri della letteratura. Ho letto vari libri sul tema, altri ne vorrei leggere. Per questo, quando ho visto un saggio che analizza proprio questo aspetto, riflettendo anche sull'umanità, non ho resistito! I mostri ci aiutano a capire noi stessi, a porci davanti a uno specchio e vedere il nostro riflesso. I mostri rappresentano un qualcosa di cui non possiamo avere un vero controllo, hanno a che fare con la paura ma anche con la nostra stessa identità. Pensiamo a personaggi letterari come Frankenstein e Quasimodo, per fare due esempi. La creatura è il vero mostro, o forse lo è il suo creatore/padrone? Quasimodo è ritenuto un mostro da deridere e tenere lontano, ma c'è molta più umanità in lui rispetto a un Frollo o a un Febo che incarnano perfettamente il lato malvagio ed egoistico dell'essere umano. Sono solo due degli esempi che troverete nel Saggio Pop Monstrumana. L’umanità del mostruoso, la mostruosità dell’umano, di Francesca Giro e Gaetano Pagano pubblicato da effequ, una realtà editoriale indipendente che sono molto curiosa di approfondire.
Da 'piccola creatura della notte' quale sono, ho sempre amato contemplare il cielo notturno, quel manto stellato che è più visibile laddove non ci sono troppe luci artificiali. Avendo vissuto per molto tempo in campagna era facile osservarle e rimanere col fiato sospeso davanti a una simile bellezza. Non sono mai stata un'esperta di astronomia e forse so davvero poco su stelle, galassie e costellazioni, ma so che il libro che vi voglio consigliare oggi porta a osservare tutto con uno sguardo sicuramente diverso. E poi ci sono i Miti e le Leggende: anche qui la mia passione è forte, anche se devo trovare il tempo per approfondire meglio, prossimamente.
Miti e Stelle, dunque. È di questo che affronta un volume prezioso che ho avuto l'opportunità di leggere grazie a Raffaello Cortina Editore (un grazie speciale a Pia Ferrara!): I miti delle stelle, di Giulio Guidorizzi. Professore universitario e studioso di mitologia classica e di antropologia del mondo antico, l'autore ci conduce in un interessante e appassionante viaggio tra stelle e costellazioni e il loro profondo legame con la mitologia greca. Un volume arricchito da quadri, fotografie e altre immagini, che si conclude con un elenco delle 50 stelle più luminose. Un testo di facile lettura, che potrà entusiasmare non solo chi ama e studia i miti e l'astronomia, ma anche chi ha voglia di osservare quel manto stellato con un nuovo stupore, e tanta curiosità in più.
La prima volta che siamo andati al Salone del Libro, qualche anno fa, abbiamo avuto occasione anche di parlare direttamente con alcuni scrittori. Graziano Guiotto, l'autore del libro di cui voglio parlare oggi, ci ha permesso di conoscere il suo nobile tentativo: quello di farsi voce, e di tentare di far conoscere una storia di cui forse in pochi sanno veramente. Quella di un uomo il cui cognome è stato utile in tempi di guerra, ma poi troppo scomodo per ottenere il giusto riconoscimento per le sue azioni, e anche per avere una vita dignitosa. Albert Göring.
Sì, forse di fronte a questo cognome tutti quanti proverete un certo turbamento. Studiando la Storia, e in particolare il Nazifascimo e la Seconda Guerra Mondiale, risalta subito alla memoria il nome del vice di Hitler: Hermann Göring. Ma in quanti conoscono suo fratello? In quanti sanno effettivamente cosa ha fatto e come si è comportato? Per rispondere a queste domande, si potrebbero far ricerche, oppure, si può iniziare da questo volume “Il Göring antinazista” che racchiude al suo interno uno sguardo attento alle numerose fonti, ai dati che ancora ci restano, ma anche alle testimonianze di coloro che sono stati salvati dall'orrore Nazista proprio grazie a quest'uomo.
Amate l'Odissea?
Avete mai provato a leggerla in maniera diversa, andando a cercare possibili affinità con la vita attuale?
Cesare Catà con il suo nuovo volume “Una zattera per Itaca: l'Odissea come guida spirituale per naufraghi contemporanei”. pubblicato recentemente da Ponte alle Grazie, ha cercato di rileggerla e analizzarla con un approccio filosofico, andando alla ricerca di messaggi celati e preziosi.
Il suo tentativo è stato quello di chiarificare alcuni problemi degli uomini e delle donne del XXI secolo alla luce di questa storia all'origine della civiltà occidentale e, reciprocamente, di comprendere meglio e da prospettive nuove le pagine Omeriche alla luce di tali problemi”.
Mi piace associare al mio viaggio nelle opere di Shakespeare saggi che mi possano permettere di approfondire personaggi e temi. Negli ultimi mesi, in particolare, mi sono approcciata a due volumi che, seppur in maniera leggermente differente, parlano dell'Amore.
Amarsi con Shakespeare di Maurice Charney è un saggio di facile lettura, che appassiona e regala elementi nuovi, riflessioni importanti sulla natura dell'amore e l'aspetto sessuale, ma affronta anche i temi delle definizioni di genere e dei discorsi omoerotici. Charney ci guida così in un vero e proprio percorso nelle opere del Bardo inglese, che non può non colpire chi, come me, ama perdersi nella sua scrittura e nel suo genio.
Il libro di cui vorrei parlare oggi l'ho veramente amato.
Se mi seguite da tempo, ormai avrete capito quanto apprezzi i lavori di Cesare Catà. Ne ho letti diversi, e tutti mi hanno lasciato delle emozioni o ancor più delle riflessioni importanti. Tra le mancanze dell'aver lasciato le mie Marche ci sono proprio le sue lezioni-spettacolo.
Eppure... le ritrovo nei suoi libri. E questo mi rende felice.
Ma poi, siamo onesti: se viene pubblicato un libro su William Shakespeare lo lascio in libreria?