
Cosa siamo disposti a fare per vivere il nostro paradiso?
Il morto presunto, scritto da Piera Rampino e pubblicato da Agenzia Alcatraz, si interroga proprio su questo tema. Quali azioni siamo disposti a intraprendere pur di difendere quel mondo in cui abbiamo sempre creduto, la nostra idea di paradiso? E cosa succede quando iniziano a scorgersi delle crepe e ci ritroviamo a interrogarci sulla nostra vera identità e sui rapporti che abbiamo con gli altri, con la nostra famiglia, con la società in cui viviamo?
Cosimo Praticò è un impiegato della Pubblica Amministrazione che, a causa di un errore burocratico, è costretto a difendersi in tribunale. L'anagrafe, infatti, ha registrato la sua data di morte. Convinto di essere davanti a un errore di facile risoluzione, Cosimo attende diversi giorni prima di far chiarezza e contestare la sua presunta morte. Tuttavia i suoi tentativi di dimostrare che lui è vivo risultano infruttuosi. Verrà rimbalzato da un ufficio all'altro senza ottenere un vero e proprio riscontro. Lui è morto, no? Ma come fa a esserlo se è lì, davanti a loro, di persona?
Qualche anno fa un titolo mi ha subito colpita: Lucifero e la bambina. Da amante delle storie di stregoneria, non ho saputo resistere, e l'ho preso, letto e amato. Questo mi ha dato anche la possibilità di scoprire un'autrice che in molti, all'epoca, hanno definito controversa, ma che a me ha subito affascinato moltissimo: Ethel Mannin.
Quando, quest'anno, Agenzia Alcatraz ha pubblicato il secondo romanzo, ero felicissima. In parte perché potevo tornare a leggere la sua splendida penna, ma soprattutto perché toccava un tema per me di fondamentale importanza, soprattutto negli ultimi anni: la Palestina.
Ethel Mannin, infatti, era antisionista e un'attivista nettamente schierata con il popolo palestinese. La strada per Be'er Sheva è stato pubblicato nel 1963 e rappresentava una sorta di “risposta” al romanzo giudeo-sionista Exodus, di Leon Uris, una sorta di narrazione epica della fondazione dello Stato di Israele, piena di menzogne e distorsioni, ma che ebbe molto successo. Ethel, dal canto suo, voleva parlare anche dell'altra diaspora, quella palestinese. Nessuno in fino a quel momento l'aveva raccontata, facendo diventare quindi il suo lavoro il primo romanzo occidentale a narrare la Nakba e l'esodo del popolo Palestinese dal loro punto di vista.
Amate la musica? In modo particolare il rock, l'hard rock e l'heavy metal?
E la narrativa gotica, horror, e fantascientifica? I saggi su Tolkien vi incuriosiscono?
Se avete risposto sì a una o più domande, allora, oggi vi presentiamo un doppio marchio editoriale che potrebbe fare per voi!
Al Salone del Libro di Torino abbiamo potuto scambiare qualche parola con Max Baroni, fondatore insieme a Eugenio Monti, della Tsunami edizioni, che ci ha permesso di conoscere un po' di più i libri pubblicati da questa realtà editoriale e da Agenzia Alcatraz.