Pagine di Diario: Aprile 2026, tra silenzi, riflessioni, resistenza e connessioni

1 mag 2026

Libri

Aprile non è mai stato tra i miei mesi preferiti, anche se porta con sé la festa più bella per il nostro Paese. 
Come è andato? Mah, tutto sommato direi bene. Non ho fatto grandi cose, forse, ma del resto la mia vita non ha nulla di così speciale. E mi sta anche bene così. 

È stato un mese in cui ho riflettuto tanto su diversi argomenti. In cui purtroppo mi sono sentita spesso invisibile, ignorata, messa da parte, come se i numeri dei social fossero più importanti. Detto francamente, una parte di me spera tanto di vederli fallire questi social, così voglio vedere come andranno le cose sia nel mondo editoriale che dà tanta attenzione alla superficialità, sia da parte del bookmondo spesso frivolo, il cui interesse non è tanto la lettura in sé, questa passione importante, quanto il prendere più copie possibili gratuitamente così da dimostrare di essere chissà chi. Quanta tristezza.

Però c'è anche del buono. Come quelle realtà che dimostrano di andare oltre, di dar fiducia anche a chi come me non avrà questi grandi numeri, ma si impegna sempre al massimo per portare contenuti di spessore. Non voglio peccare di poca umiltà, credo anzi di essere la persona più umile e insicura di questo mondo, ma a volte vorrei vedere un pochino più di giustizia.

Detto ciò, cosa ho letto ad Aprile? Cosa ho visto o fatto?


Libri

Ecco. Ho letto solo quattro libri, ma posso anche dire di aver già scritto tutte le recensioni. Quindi sono stata brava, no?
Al momento ne ho iniziati altri tre, con la vana speranza di concluderli prima del Salone del Libro, ma se ci metto tutto questo tempo, ne dubito. Be', dai, vedremo. 


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

  • Ciechi al Rosso, di Aliyeh Ataei
    Iran. L'autrice nata in Iran, ma figlia di rifugiati afgani cerca di narrare tra queste pagine storie di chi vive al confine, sempre in bilico, in una sorta di non-luogo dove si avverte la costante sensazione di essere un'estranea, una migrante, una rifugiata. Qual è la sua patria? Chi è veramente? Sono racconti di vita personali, della sua famiglia, dei parenti che si muovono tra Iran e Afghanistan. Parla di identità, migrazione, esilio, memoria, traumi. Vuole essere la voce delle tombe, per raccontare il sangue versato che il mondo continua a ignorare, cieco al rosso. Una penna molto intensa, che sono felice di aver avuto la possibilità di conoscere grazie alla casa editrice.

  • Il coraggio di essere libere, scrittrici contro il fascismo, di Rossana Dedola
    In questa sorta di saggio, invece, troviamo le vite e le opere di diverse autrici della letteratura italiana che hanno parlato di Resistenza e hanno partecipato concretamente, sia sul campo, sia attraverso la radio o forme di resistenza culturale. Natalia Ginzburg, Elsa Morante, Lalla Romano, ma anche figure femminili da rispolverare e a cui dare maggior risalto, come Alba de Céspedes, Elsa De' Giorgi, Fausta Cialente, e la mia preferita, Joyce Lussu, di cui spero di leggere presto qualcosa. A loro si aggiungono due donne che, prima dell'avvento del fascismo, si sono molto adoperate per consentire una vita migliore sia per le donne, sia per altre realtà sociali lasciate a sé stesse: Alessandrina Ravizza e Anna Kuliscioff. Molto interessante, davvero. Anche qui ringrazio la casa editrice: nonostante non ami il pdf... però desideravo tanto leggerlo, e per una volta sopportiamo.

  • Alfabeto dei piccoli Armeni, di Sonya Orfalian
    Il 24 Aprile si commemora il Genocidio Armeno, di cui ancora oggi si parla troppo poco. E così anche quest'anno ho scelto di fare una lettura a tema. In questo caso siamo di fronte a 36 diverse voci di quelli che, all'epoca dei terribili fatti, erano solo bambini e bambine e hanno dovuto subire l'inferno. Sono letture che fanno male, ma allo stesso tempo preziose: ci spingono ancora oggi a riflettere e a capire quanto il Male torni in forme diverse, forse, ma altrettanto strazianti. La Storia dovrebbe insegnarci qualcosa, non farci commettere di nuovo l'orrore.

  • Una Moderno Mefistofele, di Louisa May Alcott
    Per l'ultima lettura del mese mi sono spostata su un classico gotico che ci permette di scoprire altre sfumature della mamma delle Piccole Donne. Ridurre la Alcott solo a questi romanzi è sbagliato. Anche perché fu capace di affrontare anche argomenti scomodi: qui, infatti, porta temi come la manipolazione mentale, l'uso di droghe, l'adulterio e anche atmosfere sottilmente erotiche. L'edizione di Blackdog, poi, presenta anche delle illustrazioni in bianco e nero di Elizabeta Keci che ci trasportano perfettamente nelle atmosfere e nelle forti tensioni emotive che muovono i vari personaggi.


Film & Serie tv

Sto continuando con la scoperta dei film dello Studio Ghibli, ma ho anche recuperato altro.


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

  • La città incantata.
    La storia segue le vicende della piccola Chihiro che finisce, insieme ai suoi genitori, nella città incantata abitata da yōkai. Qui i genitori, senza alcun rispetto, iniziano a riempirsi di cibo, mentre la ragazza si aggira tra le strade di quello strano mondo. Un ragazzo misterioso la esorta ad andar via, ma quando torna indietro, scopre che il papà e la mamma sono diventati dei maiali, trasformati in tal modo dalle strega che regola le leggi in quel posto. Per Chihiro inizia un vero e proprio viaggio di formazione, che la porterà a credere in sé stessa, a prendere in mano la sua vita dovendo basarsi sulle sue sole forze, nel tentativo di salvare i suoi genitori e non solo. Una storia che mostra il folklore giapponese, con i tanti spiriti presenti, ma anche un percorso di crescita. E quanto è importante ricordare il proprio nome? Molto bello!

  • La ricompensa del gatto. 
    Ammetto che l'ho visto proprio per la presenza di - tanti - gatti, ma è una storia piacevole, che fa anche molto sorridere.
    La protagonista, Haru, è una ragazza che si ritrova a salvare la vita a un gatto. Nulla di così eccezionale, forse, ma se quello è il Principe dei gatti le cose si complicano! Una notte, infatti, il Re padre decide di ringraziarla personalmente, e come ricompensa la esorta (leggi: obbliga) a sposare suo figlio. Ovviamente lei non ne vuole sapere, eppure viene rapita da tantissimi gatti e portata proprio nel loro mondo. Per fortuna in suo soccorso arrivano il Gatto Baron, il micione grasso Muta, e il corvo Toto. Riusciranno a salvarla?
    Nulla di così sorprendente, forse, ma io l'ho trovato molto carino.

  • La principessa Mononoke.
    Con questo film torniamo un po' al pensiero che non sempre quelli definiti 'capolavori' riescono a convincermi del tutto. Siamo in una sorta di Giappone antico, medievale, nel periodo Muromachi e subito veniamo catapultati nell'azione: un gigantesco spirito-cinghiale trasfigurato in un demone a causa della rabbia e un forte senso di vendetta attacca un villaggio e, nel tentativo di fermarlo, il giovane principe Ashitaka viene ferito e colpito dalla maledizione. Nella speranza di trovare una cura è costretto ad abbandonare il suo villaggio e, durante il percorso, incontrerà diversi personaggi. Lo scontro si accende tra la Città del Ferro, governata dalla Signora Eboshi, e la Foresta dove troviamo San "Mononoke" la Ragazza-Lupo, abbandonata dai genitori e cresciuta da alcuni Lupi. Da un lato il mondo degli uomini che tenta di espandersi, distruggendo la natura; dall'altra il mondo naturale e animale che si ribellano. Una lotta feroce e sanguinosa. In realtà come tematiche di fondo è molto interessante, anche se non particolarmente originale. E resta la bellezza dei disegni, dei paesaggi, che incantano come davanti a dei dipinti. Però, non mi sono sentita così coinvolta. Speravo di amarlo molto di più, son sincera.


    Ovviamente ho riassunto proprio a grandi linee questi film, altrimenti esce fuori un articolo infinito. E poi non mi sento questa grande critica cinematografica.

Ho poi concluso Nana, amandolo di nuovo moltissimo, nonostante forse resterà incompleto. In passato mi ero sempre rivista un po' in Hachi, forse per quella sua ingenuità e bontà, ma attualmente devo dire che mi sono sentita forse più legata a Nana Osaki, a quella sua paura di perdere le persone verso le quali prova una forma d'amore, per quel senso di solitudine e apparente forza che in verità nasconde tanta fragilità. Certo, Hachi come la me del passato è abilissima a trovare i fidanzati più tossici del mondo! Quanto mi piacerebbe, però, poter leggere i manga e sperare in una conclusione.

E ho iniziato, insieme al mio compagno, la visione di Full Metal Alchemist Brotherhood. Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma ho un aneddoto da raccontare anche qui. In pratica avevo letto in molti dire di aver pianto tantissimo con questa serie animata, e mi domandavo il motivo. Certo, è una storia intensa che sicuramente può commuovere, ma dopo le prime puntate non avevo versato una lacrima - e chi mi conosce sa quanto io pianga facilmente -. Poi è arrivata la quarta puntata. Dico solo due nomi: Nina e Alexander. Ci siamo capiti, no? Io sotto shock. E poi lacrime a volontà e il forte desiderio di chiudere tutto e non continuare - tranquilli, stiamo andando avanti -; nel frattempo il mio compagno a ridere e burlarsi di me. Che vita! Comunque mi sta piacendo molto, perché tocca temi molto importanti. E il legame tra i due fratelli è davvero molto forte. Mi viene da pensare che sì, è meraviglioso da un lato avere potere e conoscere l'alchimia, ma quanto è allo stesso tempo pericoloso se la si usa per scopi non così umani? O per giocare con la morte? 

Mostre & co. 


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

Nel comune in cui vivo hanno aperto proprio questo mese un museo dedicato a uno dei massimi scultori italiani del Novecento: Mario Giansone. Non ero certa potesse piacermi, non amando moltissimo l'arte moderna, ma c'è da dire che con alcune opere mi ha sorpreso positivamente. Altre continuo a non capirle e non riscontrano il mio gusto. Comunque al Museo Giansone potete trovare sculture in pietra, in bronzo, in legno e xilografie; ma anche opere in movimento, che cambiano forma e assetto e giocano con ombre e luci. Ci sono poi dipinti e disegni astratti, gioielli in oro, arazzi e la sua opera omnia che rappresenta il percorso dell'umanità dalla sua creazione alla fine.
Il museo è aperto da aprile a ottobre, venerdì,  sabato e domenica, dalle 14,30 alle 18.30. A Sant'Ambrogio di Torino, in Via Sestriere 1.


Note di Bellezza

  • Nuove scoperte: una libreria di libri usati ad Albenga, nuove case editrici da scoprire (come Controversi Edizioni), un nuovo museo.
  • Il mare. Anche solo osservarlo per poco tempo, fa bene all'anima.
  • Le case editrici che vanno oltre i meri numeri, che se anche non rispondono alle e-mail, ti regalano splendide sorprese.
  • Le persone che credono in me, che mi apprezzano per essere quella che sono. Non omologata a tutti gli altri.
  • Le letture belle e preziose, che aiutano a osservare sempre di più il mondo con occhi diversi.
  • La festa più bella, la Resistenza, il 25 Aprile. 
  • Le passeggiate lunghe, stancanti, ma in mezzo a una natura che mi fa bene al cuore.
  • Quei gatti pazzi che allegrano questa casa e la mia vita, anche se a volte mi fanno urlare.
  • La mia integrità morale. Sì, per una volta voglio mettere me stessa tra queste note. Io avrò tanti difetti, ma so restare quella che sono, senza copiare, senza abbassarmi pur di ricevere chissà cosa. Impegnandomi sempre tanto, anche quando rischio di rimanere invisibile.


Per foto e altri consigli, vi aspetto anche sul mio instagram.
E, intanto, buon Maggio! Come sempre il mese che mi porterà al Salone, uno dei miei preferiti e spero potrà essere degno di essere ricordato!

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