Il coraggio di essere libere. Scrittrici contro il fascismo, di Rossana Dedola

25 apr 2026

Libri

Il 25 Aprile è forse la festa che amo di più. Quella che mi ricorda di quanto coraggio abbiano avuto uomini e donne in un periodo storico terribile e l'importanza della liberazione dal Nazifascismo; e soprattutto è un monito a non fare passi indietro, come invece vedo che accade davanti a un popolo cieco e ignorante. 
Ecco perché ogni anno cerco di fare letture a tema. Per questa occasione mi sono concentrata in particolar modo su un interessante saggio dedicato ad alcune donne intellettuali, scrittrici ma non solo, le cui voci sono state raccolte mettendo in luce il loro contributo alla Resistenza, non solo attraverso la letteratura, ma anche direttamente sul campo. 

Non siamo davanti a un saggio storico puramente analitico, ma Rossana Dedola cerca di riprendere il lavoro di queste donne, mettendo in luce il loro particolare punto di vista, di chi ha vissuto quei momenti sulla propria pelle, narrando una storia sia individuale che collettiva.

In Il coraggio di essere libere. Scrittrici contro il fascismo Dedola sceglie di soffermarsi sulle autrici che hanno dedicato l'intera vita alla letteratura e alla scrittura. Dai nomi più noti, come Natalia Ginzburg, Elsa Morante e Lalla Romano, ad altre che solo recentemente stanno ritrovando il loro spazio nel panorama editoriale dopo anni di oblio: Elsa De Giorgi, Joyce Lussu, Fausta Cialente e Alba de Céspedes. 


Le pagine delle più grandi scrittrici italiane, che degli anni del fascismo e della guerra erano state dirette testimoni e contro cui si erano battute addirittura come protagoniste armate e disarmate, ci riportano direttamente ai conflitti di quell’epoca, accompagnati da sofferenze, soprusi, diseguaglianze e ingiustizie, ma anche ai momenti di luce che hanno interrotto quella “tetra monotonia”, per usare le parole di Simone Weil.


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

Con Natalia Ginzburg e il suo Lessico Famigliare accediamo proprio nella sua casa e l'autrice ci mostra i vari ospiti antifascisti nascosti tra quelle stanze attraverso il suo sguardo da bambina, che osserva, ma non riesce a decifrare tutto. Ma Ginzburg ci permette di sentire anche le voci del mondo ebraico e famigliare, che la persecuzione fascista e nazista ha tentato di far sprofondare nel buio. Di lei sappiamo che si nascose con i suoi tre bambini in un convento delle suore Orsoline a Roma quando suo marito Leone venne arrestato. In verità ne parla poco nei suoi libri, ma qualcosa su quei momenti è emerso soprattutto tramite i diari delle suore stesse da cui Dedola ha attinto. Natalia Ginzburg ha dovuto affrontare anche sentimenti molto forti causati dalla perdita del marito, ucciso dai nazi-fascisti, quando lei aveva solo 28 anni. 

Joyce Lussu credo che sia la donna che più mi ha colpita e di cui sapevo ben poco. Lei è una di quelle che partecipò attivamente sul campo, mettendo a rischio anche la sua vita per salvare prigionieri politici e antifascisti. Con Emilio Lussu, di cui si innamora a prima vista e che sposerà, iniziò una vera e propria vita clandestina, ma imparò anche tanto: a falsificare documenti, e a diventare abile anche in tecniche di sabotaggio e di guerriglia. Partecipò alla Resistenza con il nome di battaglia Simonetta, raggiungendo il grado di Capitano. Tra i tanti pericoli, ne affrontò uno anche mentre era incinta: ebbe il compito, infatti, di attraversare il fronte nemico per mettersi in contatto con gli alleati che avevano liberato il sud Italia. Della sua esperienza sul campo ne parla più concretamente in Fronti e Frontiere, dedicando ampio spazio anche al contributo delle donne alla Resistenza. Affascinante è anche per il fatto che, una volta conclusa la guerra, non si sia ridotta al semplice ruolo di moglie, ma voleva che il loro rapporto continuasse alla pari. Viaggiò anche tanto per il mondo, occupandosi di poesia e raccogliendo versi di popoli lontani - come eschimesi e curdi - o di grandi poeti come Nazim Hikmet. 
Ora voglio leggere davvero qualcosa di suo!

Fausta Cialente è un'altra scrittrice di cui non ho ancora avuto l'opportunità di leggere nulla. Nell'Ottobre del 1940 iniziò a lavorare per Radio Cairo, con l'obiettivo di parlare direttamente agli italiani per cercare di smascherare le falsità della propaganda fascista. Viveva ad Alessandria d'Egitto, e qui entrò in contatto con un vivace ambiente cosmopolita e con la comunità ebraica di cui faceva parte la famiglia del marito. Nutrì però un'aperta polemica contro il razzismo di quella vita coloniale. Inoltre la sua casa divenne ritrovo di antifascisti e dissidenti. Anche la sua vita fu segnata da una profonda tragedia: l'assassinio di suo fratello Renato. Fondò e diresse il giornale Fronte Unito e, una volta tornata in Italia, diventò redattrice di Noi Donne e dell'Unità, iniziando a collaborare anche con il partito comunista. Negli anni '80 si dedicò anche alla traduzione di testi come Piccole Donne, Piccole Donne crescono, Piccoli Uomini e Giro di Vite. Tra i suoi lavori troviamo Cortile a Cleopatra.

Altra donna che partecipò alla Resistenza via radio è Alba De Céspedes, autrice che vorrei scoprire al più presto! Con il nome Clorinda andava in onda ai microfoni di Radio Bari, che non solo diffondeva notizie dai fronti di guerra, ma era considerato anche un vero e proprio bollettino della Resistenza. Si cercava così di guidare e coordinare i partigiani con messaggi in codice, informandoli dell'avanzata degli Alleati, sulle postazioni nemiche e gli scontri in corso. Alba suggeriva anche alle donne come comportarsi per contribuire alla causa: compiendo così dei piccoli atti di sabotaggio che potevano bloccare un intero ingranaggio. Tornata a Roma diresse la rivista Mercurio, e organizzò ricevimenti nella sua abitazione ai quali parteciparono scrittori, industriali, intellettuali e uomini politici... 
Il suo interesse era anche molto orientato alle donne. Con la conclusione della guerra, infatti, per molte donne che avevano combattuto era impensabile tornare a una condizione di subalternità rispetto al marito. Anche se, purtroppo, in molti casi fu proprio così. Tra i suoi testi più famosi c'è sicuramente Dalla parte di lei, che era anche il nome di una rubrica che teneva per la rivista Epoca, negli anni '50.

Un altro nome che è stato dimenticato, ma che secondo me andrebbe sottratto dalla polvere della Storia - anche di quella editoriale - è sicuramente Elsa De' Giorgi. Nata a Pesaro nel 1914 e discendente da una nobile famiglia, entra nel mondo del cinema giovanissima. Ebbe una sfolgorante carriera, ma scelse di passare anche al teatro perché il mondo cinematografico non le permetteva di esprimere fino in fondo le sue doti di attrice. Anche la pittura avrà un ruolo importante nella sua vita. 
Insieme ad altre attrici fu, purtroppo, usata nella propaganda del regime fascista: erano costrette, infatti, a visitare i soldati convalescenti o accompagnare gerarchi nazisti in viaggio. Tuttavia, partecipò a suo modo alla Resistenza: da un lato mettendo a disposizione il suo appartamento a Roma a resistenti e antifascisti che avevano bisogno di nascondersi, dall'altro diventando lei stessa attivista. Muovendosi con la sua bicicletta per le strade della capitale, andò a spargere chiodi a tre punte per bloccare il passaggio dei convogli nazisti. 
Le sue memorie di quegli anni le possiamo trovare nel testo I coetanei.
Purtroppo nel corso del tempo ci furono molti pregiudizi su di lei, ma per fortuna oggi possiamo riscoprire i suoi scritti.

Di Lalla Romano ho letto finora solo il libro dedicato al rapporto complicato con il figlio, Le parole tra noi leggere, anche se purtroppo non è riuscito a convincermi. Comunque possiamo ritrovare una sorta di testimonianza di quegli anni nel romanzo Tetto Murato che è ispirato al periodo della sua vita in cui, militando nelle fila della Resistenza del Cuneese, aveva contribuito a salvare importanti esponenti del Nazi-Fascismo. Romano fu una delle donne che partecipò attivamente sul campo, anche in imprese rischiose, e si impegnò nel movimento femminile La difesa delle donne. Tracce della resistenza sono riscontrabili anche nei romanzi Mari estremi e Il sogno del nord in cui fu testimone di una delle prime rappresaglie tedesche sul suolo italiano: a Boves furono uccisi 23 civili e distrutte 350 case date alle fiamme. 

Il titolo più famoso attraverso il quale Elsa Morante parla di quegli anni del fascismo e della Resistenza è sicuramente La Storia. Attraverso Ida e il suo piccolo Useppe cerca di raccontare l'orrore che ha vissuto anche di persona, pur cercando di ritracciare momenti di luce. Nel settembre del '43, durante l'occupazione tedesca della capitale italiana, Elsa Morante e Alberto Moravia vivevano ancora lì, impegnati nella stesura dei loro romanzi. Ma quando Moravia fu avvisato di essere ricercato cercarono di scappare verso Napoli. Un imprevisto li fece fermare in Ciociaria. Avendo, però, con sé solo degli abiti leggeri, Elsa decise di tornare a Roma e qui diventò proprio testimone diretta del rastrellamento degli ebrei nel ghetto, episodio che poi riporterà tra le pagine del suo meraviglioso romanzo. Sono rimasta molto colpita dalla descrizione che fa di Mussolini, dopo la sua morte, ritenendolo il perfetto specchio del popolo italiano che tollerò, favorì e applaudì i tanti delitti commessi dal dittatore. In fondo è stato proprio quel popolo non onesto e non libero ad aver permesso a Mussolini di ottenere il suo potere.

Accanto a loro, però, inizialmente Rossana Dedola ci propone altre due figure davvero interessanti che si sono battute moltissimo non solo nei confronti degli ultimi, ma soprattutto delle donne: per consentire loro di avere gli stessi diritti degli uomini, la possibilità di studiare e lavorare e di partecipare alla vita politica del tempo.

Alessandrina Ravizza, conosciuta come La contessa del brodo: si prese cura, per decenni, dei poveri, delle prostitute e dei ladruncoli della città di Milano. Fondò una scuola per le “donne perdute”, aiutando le allieve anche a trovare un lavoro; e mise in piedi la cucina dei malati poveri, aggiungendo poi un ambulatorio medico al quale collaborò anche Anna Kuliscioff, la Dottora dei poveri, che troviamo proprio in questo saggio. Ravizza fondò anche una scuola per bambini colpiti dalla sifilide e giovani prostitute e si impegnò per il reinserimento sociale di piccoli ladri e vagabondi.

Anna Kuliscioff, laureata in medicina, lottò molto per far ammettere le donne all'università e per la loro qualificazione professionale. Nella sua conferenza Il monopolio dell'uomo parlò anche di uguaglianza sociale tra uomini e donne, diritto allo studio, diritti politici per le donne, e criticò anche il cristianesimo. Fu compagna di Filippo Turati, con il quale aveva un'abitazione-salotto su Piazza Duomo che era un punto di riferimento per generazioni di socialisti.

Purtroppo con l'avvento del fascismo tutta questa lotta venne spenta nel terrore. E, infatti, ancora oggi mi chiedo: ma soprattutto le donne che hanno nostalgia per quel regime sanno qualcosa? Hanno un minimo di rispetto per sé stesse? Sanno quale fosse l'unico scopo delle donne all'epoca?

Attraverso lettere, diari, interviste e analisi critiche, Rossana Dedola ci restituisce un racconto vivido e ben documentato, che intreccia la sfera privata e quella pubblica, i desideri e le emozioni di queste donne con le pressioni politiche. Un ruolo centrale è affidato alla cultura: la lettura, il teatro, il cinema, la radio diventano strumenti di resistenza e di opposizione al regime. È soprattutto un modo per liberare la narrazione della Resistenza focalizzata solo sull'uomo: perché alla Resistenza parteciparono concretamente anche le donne. E questo è bene sottolinearlo.

Credo che sia importante continuare a leggere questi testi ancora oggi, per non restare bloccati in una visione sbagliata e distorta della Storia. Perché questa giornata non sia solo un mero ricordo, ma un concreto atto di Resistenza, fatto anche attraverso le voci di chi quella libertà l'ha conquistata e donata a noi. 

Ho cercato di riproporre un po' il contenuto di questo interessante e accessibile saggio, che mi ha spinta non solo ad approfondire qualche donna che conoscevo già, ma anche a scoprirne altre. Sicuramente Lussu e De Céspedes saranno tra quelle che voglio subito leggere!


Buon 25 Aprile! Buona festa della Liberazione. E ricordate: Antifascisti SEMPRE!

IL LIBRO

Il coraggio di essere libere. Scrittrici contro il fascismo
Rossana Dedola
Casa editrice: Nutrimenti
Pagine: 304
Prezzo: 17.10€ / E-book: 8.99€
Anno di pubblicazione: 2026
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