Non è sempre facile avere fiducia in sé. Ci sono paure o esperienze nella vita che ti spingono a pensare di essere quello che non sei. Ed è così che quel piccolo difetto diventa un muro insormontabile; quella timidezza ti impedisce di fare quel salto in più. Ti allontani dalla paura, decidi di non guardarla in faccia e la rendi più reale e concreta di quanto effettivamente non sia.
Io lo capisco, Tommaso, il protagonista di questa storia per ragazzi che vi voglio raccontare. Sono sempre stata una bimba e poi ragazza e donna un po' diversa, e spesso certe frasi e atteggiamenti altrui, hanno finito per accrescere le mie paure e bloccarmi. Ancora oggi. Forse è anche per questo che ho trovato queste pagine davvero intense e profonde. Una lettura per ragazzi che, però, può benissimo essere valida anche per gli adulti che, come me e come Tommi, si sentono non abbastanza.
Ho avuto modo di conoscere Alessia all'ultimo Salone del Libro e volevo assolutamente prendere il suo libro, tra i primi due volumi di una collana deliziosa, I Notturni di Edizioni Piuma: storie oscure, avvolte nel mistero, dove la notte diventa teatro di avventure straordinarie e i ragazzi protagonisti devono affrontare le proprie ansie, paure, e inquietudini, trovando coraggio ed emozioni autentiche.
La Borda di Alessia Rossi, illustrato da Alida Pintus è una storia che parla proprio di paure, del non sentirsi abbastanza, del potere delle storie che spinge le persone a credere a cose intangibili, non reali, di leggende tramandate di generazione in generazione in un piccolo paese della provincia di Bologna.
Lo sussurravano anche gli anziani del paese seduti sulle panchine in piazza quando non avevamo voglia di fare il giro largo per tornare a casa e gli passavamo davanti. Borgo Fossolungo, per loro, era il posto dove le giunture del mondo si sfilacciavano, e dalle fessure uscivano le cose cattive. Cose che, a differenza dei nostri genitori, chiamavano per nome.
«La Borda».

Tommaso, detto Tommi, ha tredici anni. È un ragazzino che, a causa della sua statura, ha iniziato a far sue le paure. La paura di essere diverso, quella di non essere abbastanza e di credere di non meritare l'amicizia di nessuno, neanche di Lu e Set, con i quali condividere un legame sin dalla più tenera età. Lui è Tappo, il tredicenne più basso della storia, e sente di non meritare nulla, capace solo di deludere tutti. Questo l'ha portato, pian piano, a chiudersi in sé stesso, ad allontanare anche chi gli vuole bene.
Ovviamente nella sua storia non possono mancare dei piccoli bulli: Mars, Kev e Jess non smettono di prenderlo in giro per il suo aspetto e, quando Mars trova il diario di Tommi dove riversa pensieri sui suoi incubi, il ragazzo si trova davanti a un bivio. Rischiare di far scoprire a tutti i segreti nascosti tra quelle pagine ed essere così deriso, o accompagnare i tre nel parco cittadino, ammantato da una fitta nebbia, per mostrare questa famosa Borda di cui tanto parla.
I sei ragazzi si perderanno nella nebbia. Incontreranno davvero questa creatura leggendaria? E chi è davvero La Borda di cui nonni e genitori continuano a sussurrare e da cui vogliono metterli in guardia?
Una figura bendata sul ciglio del canale. Lei.
Non apre bocca, ma la sento cantare. Inizia con un gorgoglio. Poi diventa una cantilena sgraziata, gonfia d'acqua. Non riesco a distinguere tutte le parole. Mi copro le orecchie, ma la sento ancora.
La sua voce è ovunque.
Forse è dentro di me.
La Borda è una creatura presa dal folklore emiliano-romagnolo che vive nelle zone paludose, tra canali e acquitrini, e compare soprattutto di notte o nelle giornate in cui la nebbia sembra nascondere il mondo. Viene descritta come una sorta di strega anziana, dagli occhi nascosti dietro a una benda, e tra le mani una corda. Canta, la Borda, una nenia inquietante e con quella corda stringe i bambini che si avvicinano a lei, uccidendoli. Sono storie che genitori e nonni usavano (e forse usano ancora oggi?) per spaventare figli e nipoti e tenerli lontani da questi luoghi.
Così come accade a Borgo Fossolungo questo luogo fittizio in provincia di Bologna dove dei bambini sono già scomparsi.
Tommi è un po' vittima di queste storie arrivate fino a lui dai suoi nonni e dal padre che lo spinge a memorizzare tutti i luoghi, a trovare dei punti di riferimento e contare per non perdersi. Paure che scatenano anche incubi che butta già tra le pagine del suo diario. Tommaso l'ha già vista La Borda, e la paura lo paralizza. Eppure dovrà affrontarla. Perché, come dice sua nonna, la paura bisogna guardarla in faccia, perché se la eviti o scappi non risolvi niente.
Alessia Rossi, attingendo da un racconto del folklore - questa creatura che è la personificazione stessa delle paure -, è riuscita a mio avviso a creare una storia che unisce l'inquietudine - resa sulla carta dalla descrizione della Borda, ma anche di questa nebbia spessa che fa perdere ogni contorno rendendoti cieco - a una chiave anche più psicologica.
Le storie hanno un potere enorme sulle persone, possono far credere loro ciò che si vuole. E a volte sfuggono al nostro controllo.



Tommaso è il tipico ragazzo che non riesce ad amarsi perché diverso e preso in giro dagli altri e questo lo porta a narrarsi delle storie che sfuggono al suo controllo e a credere, sbagliando, in qualcosa di non reale, ma che finisce per diventarlo. Come dicevo all'inizio, spesso è difficile amarsi e finiamo per creare una visione sbagliata di noi stessi dando concretezza alle nostre paure, ritrovandoci soli, non comprendendo, invece, che lì fuori, proprio a un passo da te, ci sono persone pronte ad amarti e tendere la mano e a non vedere tutti questi difetti. Persone che ti vogliono bene così come sei.
È un breve racconto destinato sicuramente agli adolescenti, ma che, per me, può essere un bellissimo spunto di lettura anche per i più grandi.
Il libro poi è arricchito dalle illustrazioni di Alida Pintus che riescono a farci sprofondare ancora di più nella storia: dai singoli personaggi, alla figura inquietante della Borda. Disegni in bianco e nero, che a volte occupano anche due pagine. Mani oscure che sembrano voler afferrare i bambini, nebbia e nero, tanto nero, ma un nero che può essere anche bello, come la notte che fa risplendere le stelle.
Quando credi troppo a una cosa, finisce per diventare reale.
Con Tommi, Set, Lu, e anche Mars, Kev e Jess possiamo forse imparare che avere paura è normale. Ma abbiamo anche il potere di riprendere il controllo di certe storie, e provare ad affrontare quello che ci frena, turba o blocca. Strappare le pagine di un diario colmo di incubi, per provare a scriverne di nuove.





