
Se state leggendo queste righe, ebbene significa che sono morto. Oppure, molto più verosimilmente, che ho smarrito i miei diari in chissà quale angolo d'Europa. Qualora foste intenzionati a curiosare nei miei scritti, procedete a vostro rischio e pericolo. Sfogliateli per scopi meschini e queste pagine non esiteranno a incendiarsi tra le vostre mani.
Questo taccuino è arrivato tra le mie mani in modo, forse, inatteso. Sfioro la copertina in pelle con delicatezza. Mi guardo intorno e mi domando per qualche istante se addentrarmi tra queste righe o desistere. Ma sono una persona troppo curiosa e inizio a sfogliarlo.
C'è subito un avvertimento che può inquietare. Eppure io non ho mai avuto scopi meschini e ormai la fiammella si è accesa. Devo andare avanti e poi deciderò che fare. Ho quasi la sensazione di trasgredire un patto, di diventare una complice consapevole di segreti. Un po' come quando leggi le pagine di un diario di un qualche scrittore e ti senti scossa da una duplice sensazione: una curiosità forse morbosa e, al tempo stesso, un senso di colpa perché stai avendo accesso a un mondo non tuo.
Il diverso ha sempre fatto paura, ieri come oggi.
E questo concetto si lega sempre alle storie di streghe. Come accade in Falena di Natalia Guerrieri, un breve ma denso racconto fatto di sangue e carne, di corpo femminile e liberazione, di dolore e perdita, di metamorfosi e accettazione di sé.
Sulle coste dell'Abruzzo arrivano i protagonisti di questa storia: Maia, la madre, Ermete il figlio ferito in battaglia, e Dana, una ragazzina selvatica dai lunghi capelli neri e unghie simili ad artigli. Migranti che cercano in una nuova terra una possibile salvezza. Già sulla nave, però, Dana deve subire la violenza degli uomini. Sfruttata, umiliata, derisa e guardata anche con lussuria. È qui che avviene una sorta di iniziazione: il primo sangue, la prima mestruazione. Non più bambina, ma già donna. Dana non è come tutti, lei riesce a vedere oltre. E sin dalle prime pagine si avverte questo suo forte legame con il mondo naturale. Falene vorticano intorno a lei e si soffermano lì dove avverte dolore. La luna sembra chiamarla, da lei esce una donna gigantesca. Una donna frassino, un essere antico come il mondo. Una figura che sembra già essere il preludio per una rinascita.
Ma marzo quanto vola in fretta?
Sono già passate quasi due settimane e la cosa mi genera un'ansia assurda. Odio il tempo che scorre troppo in fretta, mentre io arranco.
Comunque, come sempre, verso metà mese (o un po' prima) condivido con voi alcune novità che possiamo già o potremo presto trovare in libreria e che hanno attratto particolarmente la mia attenzione. Ovviamente è una piccolissima parte dei titoli pubblicati - a mio parere sempre TROPPI -, ma spero che potrete annotare qualche titolo per voi interessante!
Non perdiamoci in ulteriori chiacchiere che la lista è lunga.
Ho scoperto Pierre e Luce grazie a una piccola casa editrice che sta pubblicando molti titoli davvero interessanti: Storie Effimere. Mi aveva colpito molto per la trama e devo dire che se devo leggere storie d'amore, è proprio così che vorrei trovarne. Zweig descrive questa novella come “un tenero idillio d'amore, dipinto cone le tinte delicate di un acquerello”, capace di “lenire il suo dolore in un bel sogno”. E credo che non ci siano parole migliori per raccontarlo.
Che cosa ho letto, visto, fatto a Febbraio? Ve ne parlo in queste pagine di diario!