
Ho scoperto questo libro per puro caso e subito si è accesa in me una voglia incontenibile di averlo. Poi ho avuto la fortuna di trovare la prima edizione italiana su vinted a 1 euro. Potevo lasciarla lì? No, esatto.
Se dico Margaret Mitchell, tutti pensano subito a Via col vento, giusto? In effetti a lungo si è creduto che quella fosse l'unica storia che potessimo leggere uscita dalla sua penna. Questo perché l'autrice stessa aveva imposto che alla sua morte tutti i suoi scritti e le sue carte private venissero distrutti: lettere, diari, manoscritti (ivi compresa buona parte dell'originale di Via col Vento). Tutto ciò che aveva elaborato di suo pugno fu dato alle fiamme.
Via col Vento per me è uno di quei pochi libri che oso definire un capolavoro. È un termine che, in verità, non amo molto usare. Tuttavia tra quelle pagine ho trovato tutto ciò che mi aspetto da un romanzo: una perfetta caratterizzazione dei personaggi, uno sfondo storico ben delineato, atmosfere e descrizioni che ti trascinano proprio in quel mondo, e sentimenti che sono capaci di scuoterti un po' dentro. Ho amato questo libro e mi amareggiava molto non poter leggere altro di suo. Ma... ieri ho potuto farlo. Oggi ve ne parlo.
Mentre leggevo le pagine di Marthe, storia di una prostituta pensavo a uno dei film/musical che amo di più: Moulin Rouge. Certo, il collegamento può apparire superficiale o non propriamente adeguato, ma come ambientazione e alcuni temi me lo ha ricordato. Poi la Letteratura è sicuramente un'altra cosa e anche la storia è molto diversa, più sordida, decisamente meno romantica del film, dove il lettore squattrinato s'innamora davvero della prostituta, e non solo di una figura idealizzata come Marthe è per Léon.
Ma lasciamo da parte il musical e addentriamoci nel testo. Marthe, storia di una prostituta è il primo romanzo scritto da Joris-Karl Huysmans. L'autore, per non rischiare di andare incontro a censure o arresti, viste le tematiche trattate, decise di pubblicarlo nel 1876 a Bruxelles per poi affidare parte della tiratura a un libraio parigino specializzato nel contrabbando di libri proibiti. Inserì anche un esergo nel tentativo di ammansire la censura con un estratto del romanzo che potesse sembrare moralizzante.
Gennaio non mi ha dato poi tanto.
Forse perché io stessa non ho avuto così voglia di far molto. È stato un mese che ho iniziato con il migliore degli intenti, ma che poi è proseguito senza troppi eventi da ricordare. A volte, forse, si ha solo voglia di rallentare. Anche se poi, a guardare indietro, è facile chiedersi: ma perché non ho fatto di più? Perché non ho cercato di far nulla di veramente significativo? Molte volete avevo solo la voglia di leggere e fermarmi al pc a guardare qualche film o serie; in altre occasioni, il freddo mi ha fatto passare la voglia di uscire, o anche qualche malessere fisico o psicologico. È andata così. Inutile incolparsi. Bisogna prendere la vita come viene e accontentarsi delle piccole cose, no? Vedremo se da questo mese in poi riuscirò a raddrizzare un po' il mio percorso.
Cosa ho letto? Cosa ho guardato? Ve lo dico subito.
Cosa siamo disposti a fare per vivere il nostro paradiso?
Il morto presunto, scritto da Piera Rampino e pubblicato da Agenzia Alcatraz, si interroga proprio su questo tema. Quali azioni siamo disposti a intraprendere pur di difendere quel mondo in cui abbiamo sempre creduto, la nostra idea di paradiso? E cosa succede quando iniziano a scorgersi delle crepe e ci ritroviamo a interrogarci sulla nostra vera identità e sui rapporti che abbiamo con gli altri, con la nostra famiglia, con la società in cui viviamo?
Cosimo Praticò è un impiegato della Pubblica Amministrazione che, a causa di un errore burocratico, è costretto a difendersi in tribunale. L'anagrafe, infatti, ha registrato la sua data di morte. Convinto di essere davanti a un errore di facile risoluzione, Cosimo attende diversi giorni prima di far chiarezza e contestare la sua presunta morte. Tuttavia i suoi tentativi di dimostrare che lui è vivo risultano infruttuosi. Verrà rimbalzato da un ufficio all'altro senza ottenere un vero e proprio riscontro. Lui è morto, no? Ma come fa a esserlo se è lì, davanti a loro, di persona?
Nel giardino di Jane Austen. Tour botanico dei suoi grandi classici scritto da Molly Williams con le raffinate e delicate illustrazioni di Jessica Roux, e pubblicato in Italia da Aboca Edizioni, è un incontro tra letteratura e nozioni - storiche e pratiche - di giardinaggio. Troverete anche delle vere e proprie attività fai da te che trasportano un po' nell'epoca Regency, insegnando ad esempio a progettare e coltivare un orto, a preparare acqua profumata alla lavanda, realizzare fiori finti, coltivare le patate nel sacco, ecc. È una vera e propria guida dedicata a tutti coloro che trovano un senso di conforto nella natura.