Pagine di Diario: Gennaio 2026 tra riflessioni, curiosità e lentezza

2 feb 2026

Riflessioni

Gennaio non mi ha dato poi tanto. 
Forse perché io stessa non ho avuto così voglia di far molto. È stato un mese che ho iniziato con il migliore degli intenti, ma che poi è proseguito senza troppi eventi da ricordare. A volte, forse, si ha solo voglia di rallentare. Anche se poi, a guardare indietro, è facile chiedersi: ma perché non ho fatto di più? Perché non ho cercato di far nulla di veramente significativo? Molte volete avevo solo la voglia di leggere e fermarmi al pc a guardare qualche film o serie; in altre occasioni, il freddo mi ha fatto passare la voglia di uscire, o anche qualche malessere fisico o psicologico. È andata così. Inutile incolparsi. Bisogna prendere la vita come viene e accontentarsi delle piccole cose, no? Vedremo se da questo mese in poi riuscirò a raddrizzare un po' il mio percorso.

Cosa ho letto? Cosa ho guardato? Ve lo dico subito. 


Libri letti

Ho letto sei libri e ne ho due in lettura che inserirò tra le letture del prossimo mese. Ho letto soprattutto in formato digitale, approfittando anche di una promozione che avevo. Questo mi ha permesso di recuperare anche titoli fondamentali che avevo intenzione di leggere da troppo tempo.


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice


  1. La fine di Israele, di Ilan Pappé
    In questo ultimo saggio, Pappé cerca di immaginare quella che può essere l'unica strada per portare alla fine dello Stato Sionista e a una Palestina Libera. Un processo purtroppo non facile e non rapido, ma in cui lui crede fermamente. Nella prima parte spiega quali sono i motivi per cui lui è convinto che lo Stato di Israele stia arrivando al collasso; prosegue poi con sette mini-rivoluzioni che dovrebbero attuarsi in campo morale, economico e politico al fine di costruire un futuro di libertà per i popoli che vivono in Palestina. Nell'ultima parte, invece, prova a immaginare questo processo, attraverso le parole di un anziano ebreo che rimane a vivere in quella terra. Un saggio potente ed estremamente lucido, da leggere.

  2. Nel giardino di Jane Austen, di Molly Williams con le illustrazioni di Jessica Roux
    Si tratta di una deliziosa guida che ci accompagna tra natura, botanica, storia e i romanzi della nostra cara Jane Austen. Un incontro tra letteratura e nozioni pratiche e storiche di giardinaggio, con tanto di attività fai-da-te che ci fanno un po' immergere nell'epoca Regency. Un volume perfetto per tutti gli amanti della Austen, ma anche per chi nella natura trova conforto. 

  3. Il morto presunto, di Piera Rampino
    Un libro che spiazza un po' il lettore, che forse ti lascia mille domande e riflessioni anche dopo giorni in cui hai voltato l'ultima parte. Ma è anche un romanzo sul concetto d'identità, sui rapporti familiari, sulle menzogne e le maschere che tutti indossiamo ogni giorno. Un libro che vuole, forse, rispondere a una domanda: cosa siamo disposti a fare per proteggere la nostra idea di paradiso? 

  4. Malacarne. Donne e matrimonio nell'Italia fascista, di Annacarla Valeriano
    Questo libro volevo leggerlo da moltissimi anni; da quando ho avuto la possibilità di partecipare a una mostra inerente proprio questo tema. Non è solo un volume molto importante e interessante, ma è anche uno di quei libri che farei davvero leggere a chi ha questa nostalgia per un passato in cui la violenza era all'ordine del giorno, e in cui ogni giorno che passa rischiamo di ricaderci. In molti, non so neanche io perché, trovano una certa fascinazione anche per il regime fascista. Ecco, magari prendete un libro in mano, uno come questo. E vediamo se la penserete ancora allo stesso modo. Donne che venivano mandate in manicomio per motivi assurdi; molto spesso semplicemente perché non rispettavano l'immagine di madre e moglie imposta dal regime. Perché, in fondo, è solo quello il ruolo di una donna, no? Non può avere sogni, o desiderare una vita diversa, vero? Non può avere desideri o voglie, giusto? Leggetelo, non solo per farvi una cultura, ma anche per capire quanto stiamo rischiando di tornare a un periodo che avremmo solo dovuto dimenticare e lasciare lì.

  5. Il mare di Gaza, il Manifesto per Vittorio Arrigoni
    Purtroppo ho conosciuto tardi la figura di Vittorio Arrigoni, ma ho approfittato di una promozione per recuperare questo testo. Ci sono raccolti molti dei suoi scritti per il Manifesto, ma anche altri articoli a seguito della sua cattura e del suo assassinio. Vik amava profondamente Gaza e la Palestina. Il suo Restiamo Umani è qualcosa di fondamentale, anche oggi, soprattutto oggi. Leggere le sue parole ti fa pensare a quanto sarebbe bello poterlo avere ancora qui, con noi, o meglio lì, nella sua terra tanto amata, a lottare ogni giorno per un'ingiustizia che continua a essere perpetrata in forme ancora più violente, nell'indifferenza di una buona parte di mondo. 

  6. Mumin. Il piccolo troll e la grande pioggia, di Tove Jansson
    Per un gruppo di lettura dedicato alla letteratura d'infanzia, ho provato a leggere la prima delle stori dedicate ai Mumin, questi piccoli troll, dal cuore tenero, portatori di sentimenti delicati, di gentilezza ed educazione. Una storia semplice, carina, perfetta per i più piccini. Non mi ha, forse, lasciato troppe emozioni, ma l'ho vista come una piccola coccola tra tante letture molto più complesse. Sono curiosa, comunque, di leggere altro.


Film & Serie tv

A gennaio ho visto tre film e ho continuato con il rewatch di Gilmore Girls!


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

  • Elio (Disney-Pixar)
    Elio è un ragazzino orfano di entrambi i genitori che viene posto sotto la tutela di sua zia. Quest'ultima cerca di creare con lui un buon rapporto, ma presa dal suo lavoro su un progetto spaziale, non riesce nel suo tentativo. In più Elio non riesce ad adattarsi a quella realtà: vorrebbe essere rapito dagli alieni, andare via, vivere un'altra vita. E questo, in un certo senso, accade. Per Elio si apre una nuova possibilità, ma è anche un'occasione per crescere e riuscire a capire che c'è anche per lui un posto sulla terra. È una storia che, a mio parere, si fonda molto sul concetto di incomunicabilità tra adulti e ragazzi. Lo vediamo nella difficoltà di una zia di parlare con quel suo nipote arrabbiato con il mondo e che prova difficoltà a integrarsi nella società. Ma anche nel piccolo alieno, che ha paura di suo padre, perché non vuole essere come lui vuole. La paura di deludere le aspettative dei genitori, ma anche l'importanza di essere sé stessi, anche abbandonando la propria corazza per lasciarsi andare alle fragilità o a un gesto di vero affetto. L'ho trovato carino per certe tematiche, ma ammetto che non rientra tra i miei preferiti del mondo Pixar. 

  • Barbie
    Finalmente sono riuscita a vederlo in tv, ma... forse mi aspettavo molto di più! Ho apprezzato la tematica di fondo, questa riflessione sul patriarcato e il femminismo, anche se a volte ho trovato tutto un po' troppo didascalico. Sì, è importantissimo sottolineare quanto sia sbagliato sia un mondo governato dagli uomini, sia uno in cui tutti i poteri e ruoli sono dati alle donne. Perché in fondo la libertà inizia quando entrambi abbiamo davvero le stesse possibilità, quando riusciamo a trovare la nostra identità, senza sentirci niente senza l'altro, però speravo di essere maggiormente coinvolta. Ho adorato, però, la realizzazione di Barbieland: sembra davvero di vedere delle barbie, ogni piccolo particolare di quelle 'bambole' con cui ho sempre giocato da bambina. 

  • La zona di interesse
    Questo film in tanti lo hanno definito necessario. Ed effettivamente lo è. Ma se non lo guardi in maniera superficiale, se veramente riesce a smuoverti qualcosa dentro, e non guardando solo a ciò che è stato. Mentre osservavo quelle immagini e ascoltavo quelle grida, quei suoni terribili, io immaginavo il presente. Vedevo i muri che ci sono ancora oggi, in Palestina, in Messico, o anche altrove. In quel mare che viene visto come una sorta di speranza, ma spesso diventa una tomba per tante anime innocenti. Lo vedo in troppe persone che continuano a pensare solo alle loro vite, al proprio orticello, provando una profonda indifferenza per quel che accade oltre il muro. Lo facevano con i campi di concentramento nella Germania Nazista, lo fanno ancora oggi. Pensiamo solo alla Palestina: lì i muri sono tanti. Da un lato abbiamo una striscia di terra in cui si sta attuando un nuovo genocidio, in cui si tirano bombe, uccidono persone innocenti, si buttano giù case per costruire una nuova città scintillante sopra tanti, troppi, morti; poco distante c'è una città che vive la sua vita, tra lusso, mare, buon cibo, divertimenti, e in certi casi non restando solo indifferente, ma godendo di ciò che accade oltre il muro. Ieri, come oggi, in tanti sapevano cosa avveniva. Lo sapevano in Germania, non solo nei campi ma anche in tanti ospedali dove ponevano fine a vite non considerabili degne. Lo sapevano in Italia, quando ebrei e altri ancora venivano presi con la forza e messi su treni diretti nei lager. Si sapeva. E oggi si sa ancora di più. Perché certe immagini noi le possiamo vedere, possiamo sentire quelle urla, quei bombardamenti, eppure? Continuiamo a coltivare il nostro giardino, a far divertire i nostri bambini, a vivere la nostra vita, senza fare neanche un minimo gesto per aiutare. A volte, senza neanche provare neanche un senso di disagio e colpa. Ecco. Sì, a volte c'è chi fa qualcosa... come quella ragazzina del film, come i tanti che stanno provando ad aiutare, anche a costo di perdere lavori, o mettere a rischio le proprie vite, ma... Se dovete guardare questo film, fatelo nel modo giusto. Altrimenti, non ha senso.

  • Con Gilmore Girls sono arrivata alla sesta stagione e posso confermarlo: i migliori personaggi restano Luke e Jess, senza se e senza ma. Della quinta ho adorato il rapporto che si crea - finalmente - tra Lorelai e Luke. Quanto aspettavamo tutti di vederli insieme? (Sì, be', lo avevo visto, ma è sempre bello rivederlo). Mentre gli atteggiamenti di Rory sono sempre più disturbanti, ma in fondo era logico si sarebbe persa. Lei è stata cresciuta come una creatura perfetta: dolce, gentile, buona, con ottimi voti a scuola, una strada già segnata. Ma quando si ritrova fuori da quel piccolo paradiso, che sembra quasi un mondo idilliaco separato da quello reale, qualcosa si spezza. Rory si ritroverà davanti alla spietatezza del mondo: davanti alle prepotenze dei ricchi, al disprezzo, alle parole non così gentili, e tutto quello in cui aveva creduto crolla. Per fortuna ci sarà Jess a farla tornare in sé! Sì, proprio quel ragazzo che tutti - ad eccezione di Luke e, in parte, di Rory stessa - hanno trattato sempre di merda. (E sono Dean e Logan quelli bravi, vero?). Comunque appena avrò concluso tutto, magari scriverò un lungo articolo su ciò che ne penso (o magari no. Si vedrà).


Note di bellezza

  • Il mare, il tramonto.
  • I miei gatti, pazzi, folli, a volte insopportabili, ma che amo troppo.
  • Le persone che mi sostengono quando ho molti dubbi se continuare o meno; e quelle che decidono di affidarmi i loro libri, avendo tanta stima per me, per quello che faccio. Ne sono profondamente grata.

Vi aspetto come sempre sul mio profilo instagram e con questo appuntamento ci ritroviamo alla fine del mese!



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