Il morto presunto, di Piera Rampino

30 gen 2026

Libri

Cosa siamo disposti a fare per vivere il nostro paradiso?

Il morto presunto, scritto da Piera Rampino e pubblicato da Agenzia Alcatraz, si interroga proprio su questo tema. Quali azioni siamo disposti a intraprendere pur di difendere quel mondo in cui abbiamo sempre creduto, la nostra idea di paradiso? E cosa succede quando iniziano a scorgersi delle crepe e ci ritroviamo a interrogarci sulla nostra vera identità e sui rapporti che abbiamo con gli altri, con la nostra famiglia, con la società in cui viviamo?

Cosimo Praticò è un impiegato della Pubblica Amministrazione che, a causa di un errore burocratico, è costretto a difendersi in tribunale. L'anagrafe, infatti, ha registrato la sua data di morte. Convinto di essere davanti a un errore di facile risoluzione, Cosimo attende diversi giorni prima di far chiarezza e contestare la sua presunta morte. Tuttavia i suoi tentativi di dimostrare che lui è vivo risultano infruttuosi. Verrà rimbalzato da un ufficio all'altro senza ottenere un vero e proprio riscontro. Lui è morto, no? Ma come fa a esserlo se è lì, davanti a loro, di persona?

Il processo poi rischia di concludersi con sei anni di reclusione per aver dichiarato una falsa identità.

A Cosimo mancava la capacità di sollevare lo sguardo dalle piccole faccende quotidiane per puntarlo altrove, più in alto. Come si potevano mostrare i colori dell'arcobaleno a chi non sapeva scorgere neppure il cielo?



© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

Cosimo trova il suo rifugio nella casa di famiglia, in una stanza che pian piano diventa sempre più stretta e asfissiante. Oltre quella porta socchiusa sente voci, bisbigli, a volte risate: i suoni della sua famiglia. Sua moglie Franca, i loro figli Antonio e Giulia, e il fratello Ettore, tornato improvvisamente a vivere lì dopo aver abbandonato la moglie. Una famiglia che sembra sempre più lontana, che lo rende un escluso. Cosimo è una persona ai margini, che non può parlare, che sembra sempre non comprendere, davanti alla quale lasciare frasi a metà o inventare scuse per uscire fuori. Con lui rimane il sempre fedele Achille, il suo bassotto, l'unico che sembra capirlo, riconoscere in lui una persona, ancora viva, ancora esistente.

Cosimo, ormai, è un morto per i vivi e un vivo per i morti. Sospeso in una sorta di limbo, in una situazione surreale e grottesca, di difficile comprensione, almeno all'apparenza. È vivo per metà, e forse la burocrazia non ha tutti questi torti.

In effetti, questo processo, che da un lato suscita quasi ilarità con il suo umorismo grottesco, mette in luce anche le ombre di una famiglia in cui le crepe sono sempre più evidenti. Si respira un clima di silenzio, risentimento, e forse anche una sorta di senso di colpa per qualcosa accaduto nel passato. Ma è un romanzo che pone al centro anche una vera e propria riflessione sull'identità. Cosimo è davvero un padre amorevole, un marito devoto e amato? O tutto ciò è solo frutto di una percezione che ha costruito, un paradiso che ha cercato, e che forse appare del tutto illusorio? E perché la sua famiglia sembra allontanarlo sempre di più, costringendolo a rimanere chiuso in quella stanza, da solo con il suo cane, per la sua tranquillità? Di cosa parlano, quando lui è chiuso nella sua camera?

Lui, invece, nessuno lo interpellava: non visto e non udito, osservava quell'altro spettacolo di cui era il solo, infelice spettatore; e se per caso cercava di insinuarsi con garbo nel discorso, subito ne veniva cacciato fuori in malo modo, con una parola, un cenno, più spesso col silenzio.

Mentre lui resta sempre sospeso tra vita e morte presunta, sua moglie, i figli, e il fratello sembrano rifiorire. Come se le loro esistenze fossero migliori senza di lui. Ma forse è proprio in quella sua solitudine che Cosimo potrà scoprire la sua vera identità, e lasciar morire il vecchio sé, per trovare anche lui una strada diversa.

È un romanzo che alterna momenti di umorismo - soprattutto nelle descrizioni del processo - a una sorta di malinconia. E anche le riflessioni sull'identità, che richiamano i lavori di Pirandello e Kafka, sono molto interessanti. Chi siamo davvero? Come siamo visti dagli altri? 

Allo stesso tempo, però, ammetto di aver fatto un po' fatica durante la lettura, e non sono assolutamente certa di aver colto ogni aspetto del libro. Ma è anche vero che è una visione del tutto personale che non intacca la validità dell'idea e della narrazione. È uno di quei romanzi che mi ha messo un po' alla prova, soprattutto per il fatto che io cerco sempre qualcosa di molto più lineare e chiaro. Però quando una lettura lascia riflessioni e continua a parlarmi anche dopo giorni, significa qualcosa no? 

«Hai gli occhi spalancati, ma sei cieco, le orecchie tese, e non senti nulla! La vita ti passa accanto senza neppure sfiorarti, e forse non è gioia, né dolore per te. Ma per gli altri? Ti sei mai chiesto cos'è per gli altri?»


In conclusione, Il morto presunto di Piera Rampino è un romanzo che mi ha messo alla prova, ma che mi ha anche spinta a riflettere su aspetti della vita e delle relazioni che spesso diamo per scontati. La storia di Cosimo è surreale e grottesca, eppure in qualche modo è incredibilmente reale. Anche se alcune parti mi hanno lasciata un po' confusa, è stata comunque una lettura che ha avuto il suo impatto su di me, e che mi ha lasciato pensieri anche dopo aver voltato l'ultima pagina. Se siete appassionati di storie che esplorano l’identità e le complessità familiari, le maschere e le menzogne, potrebbe valere la pena dargli un'opportunità.



Ringrazio Anna e Raffaella per la proposta di lettura e la casa editrice per la copia cartacea.

IL LIBRO

Il morto presunto
Piera Rampino
Casa editrice: Alcatraz
Pagine: 248
Prezzo: 18.00€
Anno di pubblicazione: 2025
Commenti
Massimo
il 31/01/2026 20:48
Ho letto questo libro su consiglio di un'amica e l'ho trovato molto molto bello. Mi è piaciuto innanzitutto lo stile, coinvolgente e mai sciatto. E poi mi è piaciuto proprio questo senso di incertezza e ambiguità in alcuni passaggi, che ti fa pensare esattamente come il protagonista e ti fa dire "avrò capito bene?". A me piace, come lettore, questo senso di spiazzamento.
Lo hai riassunto bene e hai fatto una bella recensione!
Marta
il 02/02/2026 15:38
Grazie mille per le tue parole! Sono felice di aver trasmesso un po' l'essenza del libro, avendo avuto un po' di difficoltà inizialmente nel buttar giù pensieri! È sicuramente un libro interessante e ben scritto!

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