Tre domande a... 21Lettere

6 Jul 2022

Libri
Interviste

Ho avuto modo di conoscere 21Lettere grazie alla mia collaborazione con Let's Book, e finora ho letto libri molto interessanti di cui ho già parlato sul loro sito e di cui tratterò prossimamente anche nel mio blog. È una casa editrice indipendente nata da poco, ma che a mio avviso risulta molto interessante, già dalla scelta di pubblicare pochi titoli all'anno. Ma non svelo altro!
Di seguito trovate la nostra intervista ad Alberto Bisi, editore di questa realtà editoriale!


Chi siete e qual è la peculiarità che più vi distingue dagli altri?


Erano 20 anni che volevo fare questo passo e ho scelto il momento giusto: abbiamo aperto e dopo un mese è arrivato il Covid! Ed è pur vero che si è letto di più durante la pandemia, però i lettori andavano a scegliere libri di editori che avevano già conosciuto. Ovviamente era tutto chiuso, non c’erano fiere, all’inizio anche le librerie erano chiuse, non si facevano presentazioni, quindi siamo partiti così.
Però non ci lamentiamo, abbiamo due anni di vita e l’anno scorso abbiamo ricevuto un grandissimo regalo dai National Book Award Americani, che sono gli Oscar della letteratura. Come negli Oscar del Cinema c'è il premio al Miglior film straniero, nei National Book Award Americani la miglior opera in lingua straniera è stata il nostro “Tokyo - Stazione Ueno” che noi avevamo già scelto senza pensare al premio, per la qualità del testo. Non avremo mai potuto permettercelo dopo la vittoria. Il regalo è stato doppio perché hanno conferito il premio alla carriera a Walter Mosley e noi avevamo preso e abbiamo pubblicato “Il diavolo in blu” che è il suo primo libro tuttora considerato il suo capolavoro più acclamato.
Quest’anno abbiamo vinto il Premio Strega Europeo con “Punto di Fuga” di Mikhail Shishkin. Quindi siamo davvero molto contenti. Questa casa editrice è nata da una scommessa: pubblichiamo soltanto sei titoli all’anno, una scelta molto drastica tra quantità e qualità. Non sapevamo cosa sarebbe successo, però avevamo voglia di farla così. Alcune delle nostre caratteristiche legate a quello che facciamo sono anche caratteristiche estetiche, la forma deve rispettare il contenuto. Il nome è un non-nome, non rimanda nemmeno all’entità editore, siamo silenziosi, abbiamo un logo in negativo. Le copertine sono silenziose, con pochissimo testo, e anche autore e titolo relegati alla parte bassa, lasciando preponderanza alle immagini. È stato difficile farle accettare all’inizio alla parte di distribuzione, anche per qualche libraio, perché giustamente la copertina dal punto di vista commerciale è un elemento importante e tradizionalmente si usano molte parole e invece noi abbiamo fatto qualcosa di coerente con quello che fa la casa editrice. 


Ammirazione, Orgoglio e Sogno.


Ovvero: Un libro pubblicato da altri che apprezzate particolarmente.


Ho avuto la fortuna di lavorare accanto a Ginevra Bompiani, è stato un breve periodo ma veramente molto intenso. Ed io, anche spudoratamente, prendevo appunti mentre lei parlava sulle questioni operative, senza dare lezioni. Lei è la storia dell’editoria italiana: quando io andavo a scuola l’Einaudi era la casa editrice di riferimento; ho scoperto poi che Giulio Einaudi ha preso molto anche da Valentino Bompiani, ed era nato un certo rapporto, quasi il suo mentore potrebbe essere stato. Lei parte da lì. È impressionante sentirla raccontare di quando giocava in giardino con Sartre, la simpatia e antipatia verso Simone Beauvoir … Partiamo da un’editoria dell’era prima dei computer quando si lavorava con la carta anche nelle redazioni fino ad arrivare agli e-book. E questa è stata una fortuna colossale, perché mi ha dato tantissimo. Tra l’altro a Roma sono riuscito a farle vedere il nostro stand, l’ho informata ed è stato veramente molto bello.


Il vostro libro di cui siete più fieri.


L'orgoglio va di pari passo con il sogno (e con i premi vinti già citati in precedenza – ndr).


Il libro che sognate di poter pubblicare un giorno.


Il sogno di una vita è stato aprire una casa editrice. Ho fatto un percorso che visto ora sembra lineare, ma così non è stato, con tanta letteratura. Ho studiato lingue straniere al liceo, alle superiori, ho fatto un master in editoria. Le lingue straniere sono importantissime per fare scouting: in realtà io leggo pochissimo in italiano e molto in lingua straniera – inglese, francese, tedesco soprattutto -, poi qualche volta dallo spagnolo, portoghese e russo ci si fa aiutare. È il percorso di una vita che confluisce lì. Il sogno era quello: aprire. E lo stiamo vivendo. È un sogno ad occhi aperti, infatti non svegliateci perché ancora dobbiamo realizzare cosa sta accadendo. 


Pro e contro di questo Salone 2022


Per ora io vedo solo i Pro perché sono stracontento. Il Salone del Libro di Torino è la più grande fiera italiana dell’editoria. 


Grazie mille per il tempo e l'entusiasmo coinvolgente di Alberto Bisi. 
Vi proponiamo il loro catalogo e di seguito i contatti per non perdere tutte le prossime novità!


  @21lettere.editore  

 @21lettere_editore


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice


Libri di cui parlerò prossimamente sul blog:
- La tua casa pagherà, di Steph Cha (trovate la mia recensione anche su Letsbook.org)
- Le Dame del Faubourg, di Jean Diwo
- Punto di Fuga, di Mikhail Shishkin

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