
A volte la realtà supera l'orrore della pagina scritta, altre volte si può proprio prenderne spunto e amplificare tutto ciò che accade. In Bella e Felice, Valentina Ramacciotti fa proprio questo. Ci porta in un mondo non così lontano dal presente, una società putrida, desolata, costantemente in guerra, dove l'unica cosa che resta agli individui è tentare di sopravvivere, in qualsiasi modo, anche in forme più violente. È un racconto lungo, una sorta di novella, che richiama il Frankenstein di Mary Shelley al quale dà sicuramente il suo omaggio, ma che a me ha fatto pensare anche a quelle antiche fiabe dai caratteri più cupi e cruenti, insomma quelle prima che la Disney le edulcorasse. Per me è stato anche un modo per conoscere un'altra realtà editoriale: Eris Edizioni.