
Quando ho visto la pubblicazione dell'ultimo saggio di Ilan Pappé ero desiderosa di leggerlo e ringrazio Fazi Editore per avermi omaggiato di una copia digitale. Ma poi, ho provato una sorta di difficoltà nell'iniziarlo. Forse perché con tutto quel che succede nel mondo, con i riflettori sempre più spenti su quel lembo di terra dove in molti credono davvero ci sia una pace (spoiler: non c'è mai stata), provo troppa sfiducia, la mia speranza vacilla, e il pessimismo si fa sempre più forte. E quindi mi sono chiesta: come fai Ilan ad avere questo ottimismo? A riuscire a scorgere una possibile strada verso una Palestina libera? Eppure, come sempre riesce ad analizzare in modo chiaro e semplice - pur nella sua complessità - quello che potrebbe essere il solo valido scenario verso un cambiamento.
Non vi fermate al titolo, andate oltre.
In Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina, Pappé cerca di spiegare in modo chiaro e semplice come siamo arrivati a quel 'famoso' 7 ottobre, tracciando un percorso illuminante ed esaustivo delle varie fasi storiche. Arrivando anche a esprimere le sue considerazioni sul possibile futuro dello Stato di Israele e della Palestina. Ad esempio, sottolinea quanto l'idea dei due Stati non sia fattibile; e quanto sia più opportuno uno Stato dove tutti, palestinesi o israeliani, godano di pari diritti e abbiano libertà di movimento in tutta la Palestina storica, e aggiunge che bisogna modificare il discorso attorno a Israele e Palestina, non parlando più di pace, ma di decolonizzazione.