Se state leggendo queste righe, ebbene significa che sono morto. Oppure, molto più verosimilmente, che ho smarrito i miei diari in chissà quale angolo d'Europa. Qualora foste intenzionati a curiosare nei miei scritti, procedete a vostro rischio e pericolo. Sfogliateli per scopi meschini e queste pagine non esiteranno a incendiarsi tra le vostre mani.
Questo taccuino è arrivato tra le mie mani in modo, forse, inatteso. Sfioro la copertina in pelle con delicatezza. Mi guardo intorno e mi domando per qualche istante se addentrarmi tra queste righe o desistere. Ma sono una persona troppo curiosa e inizio a sfogliarlo.
C'è subito un avvertimento che può inquietare. Eppure io non ho mai avuto scopi meschini e ormai la fiammella si è accesa. Devo andare avanti e poi deciderò che fare. Ho quasi la sensazione di trasgredire un patto, di diventare una complice consapevole di segreti. Un po' come quando leggi le pagine di un diario di un qualche scrittore e ti senti scossa da una duplice sensazione: una curiosità forse morbosa e, al tempo stesso, un senso di colpa perché stai avendo accesso a un mondo non tuo.

Mi immergo tra questi appunti e scopro di più sul proprietario: Cornelius Yeast.
È il più giovane membro dell'ordine di Lia Fàil, un'antica e segreta congregazione druidica dedita alla salvaguardia delle creature magiche che ancora popolano il Vecchio Continente. Il loro scopo è quello di vigilare sull'equilibrio tra i fatati e gli esseri umani. Trovato ancora in fasce dal popolo fatato fu portato sino alle porte del Sìor-Ghorm roccaforte dell'Ordine. Quel senso di abbandono lo accompagna ancora, sempre in cerca di risposte, di sé stesso. Qui è cresciuto in mezzo ai libri, ne ha divorati parecchi prima di iniziare il suo apprendistato.
Capisco che è arrivato a un momento importante per la sua vita. A ventuno anni, infatti, deve scegliere la sua specializzazione. Le opzioni sono varie, ma lui ha un sogno: diventare fuadain, uno degli agenti scelti che si muovono sul campo in prima linea nella difesa dei fatati - controllando che la loro esistenza non sia minacciata - e investigando sulla magia e il soprannaturale. Non c'è una grande fiducia, però, nelle sue doti. Occorrono eccellenti abilità fisiche, arguzia, scaltrezza. È un lavoro anche pericoloso, perché prevede una formazione sul posto e in totale solitudine. Gli Anziani non vogliono accettare la sua richiesta, ma in suo aiuto arriva Deirdre, una druida che lo ha accudito come un figlio e che crede con forza in lui. In quel giovane ragazzo curioso, buono e intelligente, ma anche sprovveduto e forse ingenuo.
Cornelius ha un'opportunità.
Siamo nel 1920, il Vecchio Continente si sta riprendendo dalle ferite della Grande guerra. Il mondo sembra essere cambiato: quelle che erano antiche tradizioni, ora vengono relegate a superstizioni e leggende. Gli esseri umani avidi e maligni rischiano di minacciare queste creature. Ed è così che il viaggio di Cornelius ha inizio, ed io sono pronta a seguirlo. Prima tappa: l'Italia.
Nell'epoca moderna, antiche tradizioni e creature magiche sono scivolate nel regno delle superstizioni e delle leggende. L'uomo ha dimenticato di quando i nostri popoli vivevano in armonia. Ora, con le sue guerre e la scellerata espansione industriale, minaccia di privare i boschi del loro incanto. Come se non bastasse, i pochi ancora a conoscenza dei fatati si sono trasformati in bracconieri e cacciatori di trofei.
Mi fermo, riprendo fiato. Chiudo per un attimo il taccuino. Quel senso di intrusione permane, ma nasce in me anche un sentimento diverso. Sento affiorare la nostalgia, quel lato di me che è sempre stato profondamente legato al folklore. Io sono quella che batteva le mani al ritmo del Io credo nelle fate e ho sempre cercato leggende, soprattutto del territorio in cui sono nata (le Marche, in particolare il Piceno). Sì, mi sento pronta. So che rispetterò queste pagine e sono proprio curiosa di scoprire le figure che incontrerà nel suo cammino. Magari di trovare quelle che conosco già o forse scoprirne di nuove. Mi perdonerai, caro Cornelius, se proseguo. Ma ormai mi sento perfettamente in sintonia con le tue parole. E la curiosità è tanta, impossibile da placare.
Continuo a leggere e questi esseri sembrano emergere dai suoi appunti: incontro rinoceronti marini, fantasmi, vampiri, arpie, ciclopi, licantropi, grifoni, ma anche masche, viverne, anguane, basilischi, fauni, fate e... nomi forse meno conosciuti, ma le cui storie mi affascinano moltissimo, come il Dahu, il Tatzelwurm, l'Ammuntadore.


Quando arrivo alle mie Marche, terra in cui sono nata, resto sospesa. Ecco la Sibilla e le sue ancelle. I ricordi dei monti amati e delle tante leggende che circolano nel territorio si affollano nella mia mente. Quanto vorrei avere il dono di incontrarle anche io. Quelle fate dai zoccoli caprini dispettose, ma anche pronte ad aiutare il viaggiatore smarrito. Quasi mi commuovo.
Tuttavia altri incontri hanno attirato la mia attenzione. Alcuni li conoscevo già, altri sono stati un'insolita e bellissima sorpresa! Ora che vivo in Piemonte e sono alla ricerca anche qui di leggende, o no, dovrei dire di creature che continuano a vivere nel nostro mondo - basta solo credere, avere quello sguardo più profondo -, le Masche mi affascinano particolarmente. Forse anche per il mio amore sempre fisso per le streghe. Sono donne dedite alla magia della natura, con una vasta saggezza in campo medico. I loro sortilegi non sono malvagi, ma non sempre innocui. È importante rivolgersi a loro con gentilezza e rispetto per non rischiare strane trasformazioni! Alcune di loro possono tramutarsi a piacimento in piccoli animali, soprattutto gatti. Amano anche circondarsi della compagnia di una curiosa bestiola domestica: il serpegatto!
Scorro ancora le pagine, e subito a colpirmi è un esserino troppo carino di cui non conoscevo l'esistenza: il Mazapegul! Si tratta di un folletto della zona di Forlì. Dietro l'adorabile apparenza, però, si nasconde un maestro dell'inganno! Sfrutta la sua tenerezza per colpire le vittime di sorpresa. Goloso di dolcetti - oh, qui c'è un piccolo refuso, “docletti”, ma può accadere, dai -, ma anche eccessivamente melodrammatico. Una nota importante: non toccate il suo cappello rosso, altrimenti preparatevi a correre. Adoro questo abitante del piccolo popolo così particolare!
Questo taccuino è magico perché non è solo un resoconto di viaggio o un'osservazione attenta di queste presenze, ma alle parole Cornelius unisce anche bellissimi disegni dai toni grigi e azzurri. Deve viaggiare tanto e farlo in modo leggero. Con poco, però, riesce davvero a realizzare molto. Ed è così che resto subito colpita dalla bozza della Bella 'mbriana che incontra a Napoli.
Appare come una giovane donna dall'incarnato pallido e con splendide ali di farfalla, che si trasforma in lepidottero all'occorrenza. Si dice che nasca dai fantasmi di donne morte di crepacuore. Con la sua magia è capace di lenire le ferite dell'animo e allontanare la malasorte, ma attenti al vostro gusto estetico, se non sarà a lei gradito, sarà ben pronta a rimproverarvi.
Mi accorgo ben presto che non sono, ovviamente, tutti incontri tranquilli. A volte qualche ostacolo o pericolo c'è, ma Cornelius riesce lo stesso ad andare avanti! E mi ritrovo a tifare per questo giovane per cui è facile provare affetto.
Concludo il libro e sospiro. Lo stringo forte al cuore. Amo questo immaginario popolare e sono felice che si dia finalmente risalto a quello italiano, di cui forse sappiamo ancora troppo poco. Non svelo curiosità su altre creature, perché non vorrei subire una qualche vendetta o vedere il libro diventare cenere tra le mie mani. Eppure, non posso accettare di riconsegnarlo. Mi perdonerai, Cornelius, ma lo conserverò come un tesoro prezioso. Lo prometto. E chissà, magari un giorno, mentre passeggerò in un bosco o tra le montagne o osserverò l'infinità del mare, qualche fatato riuscirò a vederlo anche io, se vorrà. Se sarò veramente pronta.
Buon viaggio, buona ricerca di te. Non vedo l'ora di scoprire altre possibili avventure.


Il male non riposa mai.
Ho voluto provare a scrivere una riflessione diversa dal solito, giocando un po' con questo libro che sin dalle prime pagine ti coinvolge e fa sentire complice. Ma ci tengo a spendere qualche parola in più sugli autori: Andrea Ongaro e Paola Gallo.
I diari di Cornelius Yeast non è un semplice bestiario come tanti altri dedicati al folklore. Ma è un mix bellissimo di tante cose: un taccuino, un inventario, una cronaca dettagliata di un viaggio non solo fisico, ma anche formativo, e una descrizione delle creature che combina perfettamente parole e disegni. L'ho trovato davvero originale!
Ho amato le illustrazioni di Paola Gallo: delicate e incantevoli. Ascoltando qualche loro intervista, ho scoperto alcune curiosità davvero interessanti. Ad esempio, per entrare meglio nella storia e immedesimarsi in Cornelius, ha usato delle tecniche e degli strumenti dell'epoca in cui tutto è narrato; ma anche stampe, mappe, lettere, documenti e motivi del tempo, grazie alla concessione di un antiquario. I colori sono solo due: il grigio e l'azzurro/blu, perché in fondo dovendo stare leggerlo, Cornelius non poteva portare troppo con sé. Adoro tutto questo.
Ci sono alcuni piccoli refusi, ma non è un qualcosa che può compromettere la lettura.
Consiglio questo libro a chi, come me, ama moltissimo il folklore e ha voglia di scoprire i fatati della nostra terra. A chi crede nelle fate (lo giuro, lo giuro), e ha voglia di guardare con occhi diversi il mondo che lo circonda. A chi ama passeggiare nei boschi, tra le montagne, e percepire qualcosa di oltre, una realtà magica che forse può ancora essere viva. A chi cerca una lettura più originale e ha voglia di vivere un bellissimo viaggio, insieme a Cornelius, percorrendo tutta l'Italia.
Perché sarebbe bello dare nuovo lustro al nostro patrimonio mitico, alle tradizioni, alle leggende. Farli riemergere dall'ombra. Farli brillare di nuova luce, come accade in paesi più distanti dal nostro.
Ringrazio di cuore Sarah e Rebelle Edizioni per avermi proposto questo libro, assolutamente perfetto per me.
Grazie per la vostra fiducia, è un onore per me collaborare insieme.






il 24/03/2026 18:24