La Regina dei Buffoni, di Rosalia Radosti

21 ott 2025

Libri

Quando ho visto per la prima volta questo graphic novel ero certa che lo avrei amato moltissimo, e così è stato. 
Sono subito rimasta incantata dallo stile grafico di Rosalia Radosti, ma già solo dalla copertina e dalla breve trama, intuivo che questa lettura mi avrebbe segnata profondamente, lasciandomi con gli occhi lucidi. E non avevo torto.

La Regina dei Buffoni è una fiaba queer, non convenzionale, che tratta temi profondi e, nonostante sia ambientata nel 1760, è una storia tristemente attuale. Lascia sicuramente delle importanti riflessioni sulla diversità, la discriminazione sociale, l'identità di genere, la malattia mentale e soprattutto su quanto sia importante accettarsi per quello che si è realmente, senza lasciarsi soffocare dal giudizio altrui.

La nostra sofferenza non serve a nulla se non ci insegna a prenderci cura degli altri.



© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice


Anno 1760.

Jacqueline è una giovane principessa senza regno circondata da una piccola corte di buffoni, clown dagli abiti sgargianti, con parrucche e volto dipinto. Le loro giornate sono caratterizzate da giochi, piccole recite e scherzi, ma in mezzo alla luce c'è anche una sorta di maledizione. Se la piccola non diventerà una regina e non riuscirà a creare un suo regno, pian piano ognuno di loro scomparirà. Per caso scoprono che una possibilità esiste: devono trovare un misterioso abito d'oro capace di trasformare chi lo indossa in chi più desidera essere. Ma bisogna stare attenti, perché il pericolo più grande della vita di quella persona può prendere forma. Jacqueline, però, non ha dubbi. Vuole salvare quel gruppo di reietti, gli unici con i quali riesce a essere sé stessa. Così intraprendono un vero e proprio viaggio che li porterà anche a incontrare diversi personaggi particolari, che incarnano ciascuno un diverso disturbo della personalità.

In verità Jacqueline è il frutto dell'immaginazione di Jacques, un bambino di nove anni, che vive in una società violenta e bigotta, impregnata di un feroce fanatismo religioso. Tutto ciò è presente anche nei suoi genitori, che lo hanno educato nel timore di Dio, e lo costringono a lavorare duramente da mattina a sera nei campi, nonostante il suo aspetto gracilino. Per Jacques quel mondo vivace in cui può tornare soprattutto di notte, quando può riposare, è una sorta di evasione da una realtà terribile. Lì, può essere davvero una principessa, in un mondo denso di colori in netto contrasto con quei toni grigi e spenti della realtà.

La Regina dei Buffoni è un graphic novel di una bellezza struggente, che incanta e in dei momenti fa anche sorridere quando ci troviamo nel mondo coloratissimo di Jacqueline, ma spezza un po' il cuore quando veniamo catapultati nella terribile realtà di Jacques, che non è poi del tutto differente per certi versi dalla nostra.





© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice



I due mondi si trovano molto spesso a coincidere, soprattutto grazie a dei personaggi che Jacques incontra nella vita reale e che di riflesso trasporta in quel mondo immaginario.

C'è il disprezzo per quello che la società - anche attuale - reputa diverso, ma anche la difficoltà di essere sé stessi in una comunità che tende a umiliare chi non è conforme a certi dogmi. Ma chi ha realmente il diritto di stabilire cosa sia la normalità?
Nel racconto si affrontano temi come la neurodivergenza, l'identità di genere, e l'importanza di accettarsi con i nostri pregi e difetti. Tuttavia emergono anche situazioni di discriminazione, isolamento e pregiudizi che possono ferire l'altro, in forme anche piuttosto crudeli. Un mondo in cui la diversità è condannata, anche in modo violento.

Un esempio è l'incontro di Jacqueline e della sua corte con l'uomo senza faccia, una sorta di riflesso di chi, guardandosi allo specchio, non riesce più a riconoscere sé stesso, perché così simile a un padre violento che ha finito per odiare; o ancora Pacôme, l'uomo-specchio, che fa riferimento all'autismo*. C'è poi la fata Lucille che è piccina e bellissima, ma si sente enorme e non vuole essere vista da nessuno; infine, Albert, l'uomo pecora, che è scosso dalla terribile paura di non riuscire a sopravvivere in un mondo che condanna così il diverso, ma che porta per me le riflessioni più potenti che possiamo trovare tra queste pagine - e nel quale, forse un po' ho ritrovato la mia ansia, ma anche quella sensazione di sentirmi sempre un po' diversa dagli altri. Quella strana. -. [*Per questo riferimento ho trovato conferma leggendo anche un'intervista all'autrice].

Bisognerebbe riuscire ad educare gli altri a non ferire il prossimo, piuttosto che impedirsi di vivere a causa loro. 

Le due realtà sono rappresentate su carta attraverso sfumature contrastanti: nel mondo di Jacqueline prevalgono colore e vitalità, con una natura rigogliosa che trasmette bellezza. In netto contrasto, la vita di Jacques si svolge in una società grigia e desolante, dove tutto appare vuoto e spento. Jacques, percosso e umiliato, vive in un ambiente che non offre alcun affetto, né amore da parte di coloro che dovrebbero prendersi cura di lui.

I disegni, realizzati con un tratto delicato, sono di una bellezza indescrivibile. Rosalia Radosti riesce a catturare in modo perfetto le diverse espressioni ed emozioni dei numerosi personaggi che animano queste pagine. Ognuno di loro è caratterizzato da tratti ben definiti e distinguibili. Alla fine ti ritrovi ad affezionarti a questa corte così speciale.

Come dicevo, sebbene la storia sia ambientata nel '700, essa risuona in modo straordinariamente attuale, purtroppo. Ancora oggi viviamo in una società che sembra imporre dei limiti ben precisi sul concetto di 'normalità', generando condanna e umiliazione verso chi è considerato diverso. Reietti che vengono anche puniti con una ferocia inaccettabile. La comprensione verso chi ha problemi mentali o difficoltà emotive è ancora carente: anziché essere compresi, sono giudicati. Ma troviamo anche una riflessione sull'importanza di provare a scavare dentro di noi, cercando di capire chi siamo veramente: sarebbe opportuno provare a non odiarci, ma imparare ad amarci anche con i nostri problemi, con le nostre paure o ansie. Perché la diversità non dovrebbe mai essere una condanna. 

Ho amato profondamente questo libro e, sebbene mi abbia anche scosso emotivamente, alla fine lascia intravedere una fievole speranza. 

Comunque questi volumi curati da Rebelle Edizioni sono sempre meravigliosi. Avessi la possibilità, li collezionerei tutti!





© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice



IL LIBRO

La regina dei buffoni
Rosalia Radosti
Casa editrice: Rebelle Edizioni
Pagine: 208
Prezzo: 22.00€
Anno di pubblicazione: 2024
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