Marthe, storia di una prostituta, di Joris-Karl Huysmans

5 feb 2026

Libri

Mentre leggevo le pagine di Marthe, storia di una prostituta pensavo a uno dei film/musical che amo di più: Moulin Rouge. Certo, il collegamento può apparire superficiale o non propriamente adeguato, ma come ambientazione e alcuni temi me lo ha ricordato. Poi la Letteratura è sicuramente un'altra cosa e anche la storia è molto diversa, più sordida, decisamente meno romantica del film, dove il lettore squattrinato s'innamora davvero della prostituta, e non solo di una figura idealizzata come Marthe è per Léon.

Ma lasciamo da parte il musical e addentriamoci nel testo. Marthe, storia di una prostituta è il primo romanzo scritto da Joris-Karl Huysmans. L'autore, per non rischiare di andare incontro a censure o arresti, viste le tematiche trattate, decise di pubblicarlo nel 1876 a Bruxelles per poi affidare parte della tiratura a un libraio parigino specializzato nel contrabbando di libri proibiti. Inserì anche un esergo nel tentativo di ammansire la censura con un estratto del romanzo che potesse sembrare moralizzante.

... le ragazze come Marthe hanno questo di buono: incoraggiano ad amare quelle a cui non assomigliano; fanno risaltare per contrasto l'onestà.


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

Marthe è solo una ragazza di quindici anni quando perde entrambi i genitori ed è costretta a lavorare come operaia in una fabbrica di perle finte, un mestiere faticoso, insalubre e malpagato. La vicinanza e le chiacchiere con le altre compagne le aprono una nuova visione del mondo. Tutto ruota attorno all'uomo: riuscire ad attirare la sua attenzione, soprattutto se anziano e ricco, potrebbe rappresentare una sorta di salvezza da un destino di miseria a cui sono destinate. Marthe ci prova, ma ne è ben presto disgustata. Quando è costretta a lasciare il suo lavoro, attraversa un periodo di miseria, subisce un forte trauma e finisce in una casa di tolleranza. Sembra essere l'unico destino riservato a persone come lei, una ragazza che ha ereditato una predisposizione alla nevrosi in comune col padre, e una sorta di pigrizia istintiva in comune con la madre. 
Tra candelabri di cristallo e muri rivestiti di raso, di un rosso opaco, con impressi dei fiori di seta candida, i corpi delle donne diventano merce in cambio di denaro. E lei è chiamata a rispondere a un solo cenno dell'uomo che la sceglie: come quelle mule che, dopo essere inciampate, scattano d'improvviso sotto lo schiocco di una frustata. 

Marthe scappa, desidera una sorta di riscatto, un'altra vita, ben lontana da quello squallore che ha dovuto subire sulla sua pelle. Spaventata, però, da un lato di essere presa dalla polizia morale, dall'altro di rischiare di risprofondare in quella vita. Da un vinaio si presenta per lei un'opportunità: Ginginet, un istrione e ubriacone, le propone di divenire una cantante nel teatro di Bobino. Ed è proprio qui, in questa cornice, che in realtà il romanzo si apre. Come se il sipario venisse sollevato dando inizio al dramma, a una storia che Huysmans racconta nel modo più oggettivo e impersonale possibile con un'attenta precisione nei dettagli tipica del naturalismo.

La febbre del teatro era stata per lei l'antidoto più potente contro il veleno che aveva assorbito.

In questo luogo in cui per un attimo sembra dimenticare il suo triste passato, Marthe scorge un futuro diverso, una via di riscatto. Léon, uno scrittore che viveva della propria penna, detto altrimenti, moriva di fame, le scrive una lettera. Tra loro inizia una sorta di storia, un possibile amore o solo un'illusione? Marthe, coi suoi lunghi occhi neri, di una luminosità splendente, con le sue labbra di brace, le sue guance rotonde, assomiglia a quelle dame dipinte da Rembrandt, artista tanto amato. Sembra coincidere così con il suo perfetto ideale di donna che vorrebbe amare: 

... pretendeva che fosse eccessiva e perturbante nei momenti convenuti, per il resto assennata e devota.

Ma Léon non sa nulla di lei, di quello che ha attraversato, del suo precedente mestiere. Potrebbe davvero esserci una speranza per questi due amanti? O la miseria in cui cadranno farà aprire loro gli occhi? E cosa accadrà?

Joris-Karl Huysmans trae ispirazione da quella che è la realtà del suo tempo e anche da un'esperienza personale, avendo avuto proprio una relazione con un'attrice del teatro Bobino. Seguace e sostenitore di Zola, in questa sua prima opera troviamo diversi elementi del naturalismo, quella corrente letteraria che cerca di analizzare la realtà con rigore scientifico, così com'è, senza troppi slanci emotivi, ma evidenziando il degrado e le ingiustizie sociali.

E, in effetti, Marthe, storia di una prostituta è una storia cruda e sporca che mette in faccia al lettore la crudeltà della società nei confronti dei miserabili, della gente che vive ai margini, che sembra destinata a quella vita, a compiere determinate, impietose, scelte. L'autore ci dona una visione attenta dei luoghi, portandoci tra miseri teatri, squallide bettole/vinerie e case di perdizione apparentemente scintillanti, dove però le donne sono simili a bestie da macello; o ancora lungo la Senna, in quartieri marci e putridi, dove l'umanità derelitta cerca un po' di ristoro. Descrive tutto con precisione, prendendo appunti sul taccuino, portando al lettore ogni aspetto della società del tempo, senza giudizi. 

Non aveva ancora potuto dimenticare, nel triste abbrutimento delle sbronze, quella vita terribile che ti getta, dalle otto della sera alle tre del mattino, su un divano; che ti forza a sorridere, allegra o triste, ammalata o in salute; che ti forza a stenderti accanto a un orrendo ubriacone, a subirlo, ad accontentarlo; vita più terribile di tutte le geenne immaginate dai poeti, di tutte le galere, di tutte le navi prigione, poiché non esiste uno stato così avvilente, così miserabile che possa eguagliare, per sforzi abietti e sinistre fatiche, il mestiere di quelle infelici!

Marthe stessa non è un personaggio stereotipato: non è una figura angelica, ma neanche una femme fatale. È una ragazza, e poi donna, che si ritrova a crescere in un contesto povero e degradante, ma che cerca in ogni modo di riscattarsi, invano. Una persona che vorrebbe, forse, vivere solo una vita serena, ma che verrà sempre influenzata dall'ambiente e dalle circostanze. Come se quell'eredità che i suoi genitori le hanno trasmesso, la nevrosi paterna e la pigrizia materna, non possa offrirle alcuna alternativa a un'esistenza già segnata.

Parigi non è la Ville Lumière, quella città luminosa che tanti sognano: tra vicoli oscuri, case di tolleranza e squallide taverne, viene descritta in tutto il suo degrado mettendo in mostra la miseria umana. Una società, così come una città, che sembrano divorare chi vive ai margini. Una società ipocrita, soprattutto nella visione di quegli uomini che all'esterno trattano male la giovane protagonista,  le sputavano tra le gambe, salvo venire a baciargliele la sera. Marthe trova rifugio e solidarietà in alcune amiche, altre donne che, però, provano solo a sopravvivere: non cercano amore o passione, ma essere mantenute da un uomo che possa garantire loro benessere, anche a discapito di una vera e propria felicità. E tra illusioni e disinganni si cerca il conforto nell'alcool, come se potesse alleviare il forte senso di solitudine, la paura, le pene sofferte, il pericolo e la paura di ricadere in quel baratro dove con coraggio Marthe è riuscita a uscire. E forse sono proprio questi momenti i più incisivi del romanzo: Marthe riflette sul suo passato, si espone, e noi non possiamo non soffermarci a riflettere, non possiamo non rimanerne colpiti e forse anche un bel po' turbati. Del resto, ancora una volta, un classico riesce a parlarci: i temi trattati da Huysmans risuonano anche oggi, certi aspetti sociali non sono poi tanto diversi da quelli della sua epoca.

E poi ne ho abbastanza di questa vita di angosce continue, ne ho abbastanza di essere braccata come un animale! Mi arrendo. Pazienza! Ora mi guarderai coi tuoi occhi inorriditi, ma credevi davvero di aver scoperto un tesoro di virtù, il giorno in cui mi hai rimorchiato in una bettola? Hai raccattato una creatura di fango, caro mio! E sappilo, per quanto ce lo si scrosti di dosso, ne resta sempre di fango, rimane come le macchie d'olio sui tessuti!

Ma anche l'alcool è solo un'illusione momentanea e finisce per rovinare ancor di più corpi, mente, ed esistenza. 

È la prima volta che leggo qualcosa di Huysmans e devo dire che mi ha molto colpita. Con immagini davvero vivide e metafore ardite e con il suo sguardo attento e scrupoloso sulla vita parigina che sceglie di raccontare, ti trasporta facilmente tra quei vicoli bui, nel freddo gelido di una stanza che porta morte e perdita, tra il degrado di corpi usati come merce, di sorrisi falsi e scelte impietose. Tra lo sfarzo illusorio di una vita migliore, dove però la solitudine si fa ancora più forte; o tra l'umanità miserabile che affoga sempre più nella pallida illusione che l'alcool possa alleviare ogni ferita. Sono molto curiosa di leggere altro e, in casa, ho proprio Vite di coppia, romanzo sempre pubblicato in Italia da Prehistorica Editore.

Aggiungo solo che come sempre il testo è molto curato e vede la traduzione, le note e una ricca e interessante post-fazione di Filippo D'Angelo, che ci permette di contestualizzare un po' l'epoca in cui questo romanzo è stato pubblicato.


Ringrazio di cuore Giulia e Gianmaria per la copia!

IL LIBRO

Marthe, storia di una prostituta
Joris-Karl Huysmans
Casa editrice: Prehistorica Editore
Traduzione di: Filippo D'Angelo
Pagine: 176
Prezzo: 17.00€
Anno di pubblicazione: 2026
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