Ávila, di Teresa Radice e Stefano Turconi

27 feb 2026

Libri

Ho sempre amato leggere libri sulle streghe, o presunte tali. Forse è anche per questo che è nata in me questa particolare attenzione per la tematica del diverso, di colui o colei che non è conforme alla figura imposta dalla società o dalla religione, e per tal motivo rischia la sua vita. La colpa? Voler essere semplicemente libero di essere sé stesso. 

Quando ho scoperto la nuova uscita di Teresa Radice e Stefano Turconi ho subito detto: 'questo graphic novel deve essere mio'. Non solo perché amo profondamente la loro arte (letteraria e artistica) e non mi hanno mai delusa, ma perché metteva in scena proprio questo tema del diverso, della facile accusa di stregoneria che mandò alla morte troppe vittime innocenti.

Insomma, era proprio il libro giusto per me. E così è stato.
Se Il porto proibito resta la loro vera perla e il lavoro che più ho amato, la storia di Ávila mi ha lo stesso conquistata ed emozionata. Se Teresa Radice ha proprio un dono per le parole, Stefano Turconi continua a incantarmi con la sua arte, soprattutto nella realizzazione di paesaggi e architettura e, in questo caso, per i tanti omaggi ad artisti, alcuni dei quali amo moltissimo.

“Il buio ha bisogno della luce per mostrare la  sua forza!”
“E anche la luce del buio, bambina. Ci hai mai pensato?”



© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice


Siamo nella Francia del 1642. Ávila è una giovane ragazza, alla soglia dei diciassette anni, che vaga alla ricerca di sua madre, persa molti anni prima quando ancora era solo una bambina a causa della crudeltà degli uomini e di un intervento particolare. Ávila sa che sua madre, in verità, è ancora viva. E vuole assolutamente trovarla. 

Ávila è figlia di Anis, un'erborista, una donna costretta a scappare sempre, poiché facilmente accusata di essere una strega. La stessa sorte tocca a sua figlia. La giovane protagonista si è sempre sentita molto sola, continuamente additata come una persona strana, una strega, una minaccia. C'è effettivamente qualcosa di strano in lei, soprattutto in riferimento alla sua ombra e a un determinato evento accaduto molto tempo prima. 

Lungo la strada, Ávila è rapita da dei loschi individui e portata al castello del Signore di Langeac. Qui, scoprirà che il suo pensiero è giusto. La sua speranza non vana. Sua madre è viva e intende ritrovarla. Inoltre incontra anche un giovane ladruncolo, Timothée, che pian piano la aiuterà in diverse circostanze. E l'amore non sarà poi così distante. 

Di più, sulla trama, non voglio dirvi.

La narrazione, in verità, si articola su diversi anni. C'è un narratore, un vecchio ambulante con il suo cane nero, che sembra rivolgersi proprio a noi lettori nel tentativo di raccontare la storia. Ci trasporta così non solo negli avvenimenti del presente, ma ci dona anche flashback sul passato di Ávila e sua madre Anis e sul futuro. 

Perché vi consiglio di recuperarlo?


Per le tematiche.


Io credo che usino la parola sbagliata per parlare di qualcosa che non conoscono e che li spaventa.

È una sorta di viaggio di formazione che porterà Ávila a fare i conti con la crudeltà degli esseri umani, pronti a etichettare il diverso come un male da estirpare, ma anche a confrontarsi con la bontà di persone inattese. E la solitudine che ha sempre avvertito, pian piano sarà riempita da nuove gioie e motivi di speranza, accanto alle inevitabili perdite. 

Tra queste pagine c'è la bellezza del rapporto madre-figlia, con gli insegnamenti preziosi di Anis, le cui parole mi hanno toccato profondamente. C'è il fiorire di nuovi amori, anche quando ci si sente persi e soli. Ma c'è anche la Storia, non solo con l'uso di personaggi storici come il Cardinale Richelieu, ma anche in riferimento alle accuse e ai processi di stregoneria di quei secoli. Non mancano, ovviamente, gli aspetti dedicati alla figura demoniaca, che però presentano anche delle tonalità più ironiche capaci di fare affiorare un sorriso.

Come dicevo, sono soprattutto le parole di Anis che hanno toccato corde sensibili della mia anima e riflessioni che ho sempre sentito molto mie e che sono anche specchio della nostra attualità. Anche oggi esiste sempre un capro espiatorio da accusare, qualcuno di diverso da noi da colpire. Ieri erano le streghe, donne ai margini e conoscitrici di erbe; oggi è lo straniero, che guardiamo morire in mare o nella propria terra, martoriata dalla crudeltà dei ferventi religiosi o dei potenti. 

Importante è anche il concetto dedicato all'importanza delle parole usate che hanno il potere di creare mondi intorno a noi. Dire “strega” è molto più pericoloso di dire “brava erborista”. Le parole possono ferire, e la scelta di quali termini usare può scatenare sia qualcosa di buono che effetti orribili. 

Anis e Ávila lottano per cercare la propria libertà, il diritto di essere sé stesse all'interno di una società che impone limiti assurdi ed è sempre pronta ad attaccare, anche in forme crudeli, il diverso da sé. Eppure, quanto sarebbe bello avvicinare i mondi? Trovare punti di contatto tra culture e religioni diverse? Provare semplicemente a donare rispetto all'altro, anche quando non riusciamo a comprendere certe cose? Forse ci vorrebbe un mondo molto più empatico e aperto, perché la diversità può essere qualcosa di prezioso e non un pericolo. 

Spesso l'ombra che spaventa può essere una luce quando ci sentiamo persi. Allo stesso tempo chi si professa seguace della luce potrebbe nascondere un animo molto più marcio, una crudeltà indicibile. C'è un altro passaggio in cui ho ritrovato un mio pensiero che mi accompagna da anni, risalente a quando, durante le superiori, ho iniziato a leggere di Inquisizione e Processi alle Streghe. Anis, a un certo punto, dice queste parole:

Ci avete mai pensato che l'uomo di cui vi professate seguace non era conforme affatto? Osava immaginare oltre la “normalità” che aveva intorno. Predicava l'amore, la condivisione, la fratellanza! Stava con i diversi, i riprovevoli, era lui stesso irregolare e scandaloso!


Sono stata per molti anni una persona credente, ma... a seguito anche di certe letture e riflessioni, pian piano mi sono allontanata dalla Chiesa. Soffermandomi soprattutto su quel periodo storico - ma anche sull'attuale oserei dire - mi sono sempre chiesta perché ci sia sempre stata così tanta ipocrisia. Oggi non credo più o, almeno, ho molte perplessità. Ma, effettivamente, le parole affidate a questo meraviglioso personaggio  spingono a riflettere sul tema. Gesù, in effetti, non era conforme alle leggi. Predicava l'amore e soprattutto stava in mezzo agli ultimi. Il messaggio può essere prezioso sì, ma se poi viene applicato. Ma del resto... anche a lui è stata destinata una morte atroce. 

Forse mi sto perdendo un po' in queste riflessioni più personali, ma quanto è bello quando un libro o, in questo caso, un graphic novel riesce a spingerti ad andare oltre la mera narrazione della storia? Questo dovrebbe fare, per me, la lettura: consentirti di superare la pagina, portarti a pensare e farti aprire gli occhi. 





© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice




Per i riferimenti a letteratura, arte e musica.


Le parole sono importanti, con le parole creiamo mondi intorno a noi. E la scelta di una sola parola piuttosto che un'altra, sapete... ha il potere di cambiare un destino.

Un altro aspetto che amo molto dei lavori di Radice e Turconi è la presenza di numerosi riferimenti al mondo della letteratura, ma anche dell'arte e della musica. In questo caso le ispirazioni letterarie sono riprese da il Faust di Goethe, The tragical history of the life and death of Doctor Faust di Christopher Marlowe e il Paradiso Perduto di John Milton.

Turconi per le sue tavole ha preso ispirazione e donato, a mio avviso, un bellissimo omaggio a numerosi artisti: da Johannes Vermeer, a Georges De La Tour, da Rembrandt a Diego Velasquez ai fratelli Le Nain, ma anche a Rien Poortvliet, Caravaggio e l'autore anonimo dei Tarocchi di Marsiglia. Diventa così interessante e, perché no, divertente andare a trovare i loro quadri all'interno del graphic novel. 

A me, poi, il disegno della strega sul rogo ha ricordato molto le immagini di Esmeralda nella versione Disney de Il Gobbo di Notre Dame, ma non so se ci sia una correlazione. Ma che meraviglia!


Per la Scrittura e i Disegni

Su questo punto forse torno a ripetermi, ma io sono sempre incantata sia dalla penna di Teresa Radice che riesce a trasmettere messaggi profondi, sia dalla matita e dai colori di Stefano Turconi che ci trasporta proprio nei mondi rappresentati con tutti i dettagli. Se la raffigurazione dei personaggi è sempre vivida, mostrando le varie espressioni e differenze, io resto ogni volta più ammaliata soprattutto da come riesca a catturare su carta paesaggi e architetture. Le sfumature di un cielo a tramonto, le strutture architettoniche di chiese e case, l'attenzione per ogni piccolo particolare: sono tutti elementi che colpiscono senza dubbio. Vorrei davvero riuscire a trovare le parole giuste per descrivere tutto, ma credo che le immagini parlino da sole. Si avverte sempre il grande lavoro che c'è dietro, la ricerca dei luoghi, delle opere d'arte, della musica, dei libri. Tutti spunti e ispirazioni che poi rielaborano attraverso parole e disegni, donandoci la loro visione. 

Concludendo, Ávila è un'opera che non solo intrattiene con le avventure narrate, ma invita anche a riflettere su temi profondi e sicuramente anche attuali. Forse come trama in sé non è del tutto originale, ma le storie di streghe mi affascinano sempre e devo ammettere che per alcuni aspetti mi ha sorpreso, anche se immaginavo un avvenimento nel finale (ma, devo dire, non in quel modo!). La combinazione di parole e immagini di Radice e Turconi riesce, come sempre, a farti entrare perfettamente nella storia. Se vi affascinano la stregoneria, le associazioni a figure demoniache, il tema del diverso e la lotta per la libertà, questo graphic novel va assolutamente letto! 

Per me tornare tra le loro pagine è come sentirmi sempre un po' a casa, certa che troverò conforto, bellezza, sicurezza.

Di quale normalità vagheggiate? Di quale pace? Chi stabilisce cos'è conforme e cosa non lo è? 


P.S. Quella che vedete in foto è la versione Variant, per cui ringrazio il mio compagno per avermene fatto dono.




© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice



IL LIBRO

Ávila
Teresa Radice, Stefano Turconi
Casa editrice: Bao Publishing
Pagine: 192
Prezzo: 23.00€
Anno di pubblicazione: 2025
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