Breve storia della bibliofilia femminile (XIV-XXI secolo), di Massimo Gatta

14 dic 2025

Libri

Nel corso della Storia le donne sono sempre state poste ai margini, oscurate, dimenticate. Ciò è avvenuto in molti campi artistici, culturali e scientifici. Ma anche in quello dei libri. 
Se nel mondo dell'arte le lettrici dominano la scena - basti pensare che la prima rappresentazione di una donna che legge risale agli albori della cristianità, ossia la Madonna che legge dipinta da numerosi artisti - è sempre stata riservata, soprattutto in Italia, una scarsa attenzione critica alle donne realmente vissute e note per il loro particolare amore per i libri. Forse anche perché per un certo immaginario maschile le donne che leggono sono pericolose e fanno paura: la lettura, infatti, rende liberi, permette di pensare e ampliare lo sguardo, e non essere così più sottomesse a un certo ordine prestabilito che le vede spose e madri, dedite solo alla cura della casa e della famiglia. 

Fin dal 1740 la parola Bibliofilo è sempre stata declinata solo al maschile, ma questo breve e denso saggio vuole rendere omaggio e riportare alla luce proprio quell'esercito silenzioso di Dame dei libri: non solo lettrici e collezioniste, ma anche rilegatrici, stampatrici, libraie, bibliotecarie, calligrafe e copiste. Donne che si sono occupate di libri, con cura e dedizione, grazie alla loro passione per quest'arte, impegnando il loro tempo, denaro, fama e prestigio per creare collezioni private che, molto spesso, sono arrivate fino a noi. 

Massimo Gatta nel suo Breve storia della bibliofilia femminile ci conduce in un affascinante viaggio dal XIV secolo ad oggi, facendo riaffiorare dall'oblio molti nomi di donne bibliofile, tra monache e regine, aristocratiche, bibliotecarie ed editrici. 


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

Già nell'Alto Medioevo si hanno testimonianze di manoscritti devozionali donati ad alcune figure femminili: come ad esempio il Libro d'Ore, un piccolo volume di preghiere per laici da usare in privato. 

Tra queste pagine vengono citate numerose donne e ve ne voglio proporre alcune.
Un esempio è Christine De Pizan, scrittrice e poetessa francese di origine italiana attiva alla corte dei Re di Francia tra Trecento e Quattrocento. Riconosciuta come la prima scrittrice di professione, fu anche a capo di uno scriptorium in cui si producevano libri miniati molto apprezzati. È nota anche per il suo impegno attivo a favore delle donne, evidenziato nel suo libro La città delle donne, in cui elencava donne virtuose e importanti per la storia dell'umanità.

In quegli anni, però, non esistevano solo collezioniste, ma anche stampatrici come Elisabetta Rusconi, Girolama Cartolari e le suore domenicane del convento di San Jacopo a Ripoli. Sebbene le prime protobibliofile fossero rare e appartenessero esclusivamente all'aristocrazia - con collezioni limitate a pochi codici e manoscritti - nel corso dei secoli, questa situazione cominciò a cambiare.

Troviamo i nomi di molte donne nobili e regine: da Eleonora d'Aragona, a Lucrezia Borgia, e Isabella d'Este Gonzaga, grandi collezioniste che amavano adornare i propri libri con rilegature fastose di raso, velluto e altri materiali preziosi. 

Nel XVII secolo emersero donne dottissime come Maria Schurman, poliedrica e protofemminista, che fu la prima donna a frequentare l'università e che si batté per l'inclusione delle donne nell'istruzione superiore. 

Altri nomi famosi, ma di cui si sa poco sulla loro passione per i libri, sono Jeanne-Antoinette Poisson, la Marchesa di Pompadour che aveva circa 3800 volumi quasi tutti rilegati con il suo stemma nobiliare. Era una donna che non si limitava a collezionare, ma li leggeva, e il suo interesse si estendeva anche alla stampa e alle illustrazioni. Ma anche la Madame Du Berry e la Regina Maria Antonietta erano appassionate di quest'arte. 

Per quanto riguarda il Novecento Italiano, l'autore menziona, tra le altre, Giannalisa Gianzana Feltrinelli, moglie di Carlo Feltrinelli e madre dell'editore Giangiacomo, che aveva un occhio bibliofilico infallibile e una preziosa raccolta di incunaboli e antichi figurati; ma anche Margherita di Savoia, che aveva una collezione di 13560 volumi, ed era sempre molto attenta alle iniziative della Società Bibliografica Italiana di cui accettò il patronato, e mostrò vivo interesse per le varie fiere internazionali del libro di Firenze. 
Cristina Trivulzio di Belgioioso, nobildonna, giornalista, patriota e gran dama di libri, aveva una biblioteca di 20000 volumi. 

Gatta cita anche l'occhio attento di una grande bibliotecaria: Belle Da Costa Greene che nel 1901, a soli 27 anni, svolse proprio tal mestiere alla Princeton University Library. Fu poi, per quarant'anni, curatrice della biblioteca privata del magnate e bibliofilo John Pierpont Morgan. 

Tra le personalità più recenti il cui collezionismo ha rappresentato uno strumento utile di lavoro per la loro attività di ricerca, insegnamento, critica ed editoria, ci sono Maria Gioia Tavoni, Paola Pallottino, Claudia Salaris e Vittoria De Buzzaccarini. 

Quelli che ho inserito in questo articolo sono, ovviamente, solo alcuni dei nomi di queste Dame dei Libri, spesso ingiustamente dimenticate. Il testo di Massimo Gatta è di facile lettura e restituisce dignità e visibilità a queste figure femminili che hanno contribuito, con il loro impegno e la loro passione, a diffondere la bellezza dei libri, a conservare il sapere e a promuovere, a loro modo, la letteratura. Quando osserviamo ancora oggi collezioni di libri nei musei o altri edifici privati, dovremmo pensare anche a loro: a quelle mani silenziose che hanno permesso di costruire e mantenere patrimoni significativi, che hanno avuto il fiuto di trovare edizioni particolari, o che le hanno ricevute in dono. Bibliofile che andrebbero ricordate e fatte riemergere dalla polvere della Storia. 

Il volume è arricchito dalla prefazione di Hans Tuzzi e uno scritto di Carmen Verde, oltre a una serie di note e un apparato iconografico. È, inoltre, impreziosito dalla ristampa anastatica di Donne bibliofile italiane (1926) di Giuseppe Fumagalli, una delle prime indagini dettagliate riguardanti la presenza femminile nel mondo della bibliofilia e dell'editoria italiana. Un testo raro che viene preso da Massimo Gatta per sviluppare poi questo affresco di otto secoli che va a restituire visibilità alle donne anche in questo contesto.

Secondo me è un libro perfetto per chi ama i libri, non solo la lettura in sé, ma proprio per chi ha una passione per l'oggetto-libro e per le edizioni rare da collezionare. Ma soprattutto per chi desidera scoprire i nomi di queste Dame di Libri, per poi approfondire meglio la loro storia con altre letture. Questo è un valido primo spunto per conoscere la storia della bibliofilia femminile, una scintilla di lettura capace di far divampare l'incendio della conoscenza, che è, in fondo, lo scopo di questa collana (Parva, una collezione di saggistica agile nata con l'intento di porre domande e far scaturire riflessioni).

Spesso abbiamo forse considerato molte nobildonne o regine come frivole o dedite a intrighi reali, balli, o simili, ma quanti di noi conoscono davvero la passione che avevano per i libri? Io l'ho trovato un testo davvero interessante, anche se - a mio avviso - nella sua brevità ci mostra solo una panoramica, densa, ma non del tutto approfondita - ovviamente - di queste figure. Tuttavia, come ho già accennato, è un primo importante punto da cui partire. Ad esempio, mi è venuta una gran voglia di leggere un romanzo dedicato a Belle Greene scritto da Alexandra Lapierre che avevo notato ma non possiedo. Mi affascina come figura e vorrei saperne di più!

Possiamo anche ricordare un aspetto importante: la lettura e il collezionismo sono due cose distinte. Avere tantissimi libri in casa, non implica che dobbiamo leggerli tutti o che sia eccessivo. Io e il mio compagno, ad esempio, amiamo collezionare prime edizioni o opere più particolari, adottando una visione più attenta alla qualità fisica del libro. E poi, vivere circondata da libri mi dà conforto. So che avrò sempre una storia lì ad aspettarmi. E non importa se non avrò il tempo di recuperarli tutti. La loro presenza mi basta. 


IL LIBRO

Breve storia della bibliofilia femminile (XIV - XXI secolo)
Massimo Gatta
Casa editrice: Graphe.it Edizioni
Pagine: 162
Prezzo: 14.50€
Anno di pubblicazione: 2025
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