Quattroventi, di Raffaello di Mauro

17 apr 2026

Libri

Dopo L'affare del Danso e altri cuntiRaffaello di Mauro ci trasporta ancora una volta nella Sicilia tra la fine degli anni Trenta e il secondo dopoguerra. Se da un lato ritroviamo volti già noti, dall'altro lato l'autore ci permette di conoscere una figura femminile destinata a restare impressa nel cuore del lettore: Angiola Lorusso.

Angiola è il fulcro emotivo di Quattroventi, un nuovo cunto che ci permette di scoprire una vita segnata da troppe perdite e violenze, ma anche la forza di una donna e la sua compassione per gli abitanti di Piedimonte Etneo, teatro delle vicende narrate.
Di Mauro ce ne dà subito una descrizione magnetica, una donna che sembra essere al confine tra i due mondi, che riesce a scorgere oltre la semplice realtà, forse perché segnata da un dolore troppo difficile da sostenere. 

Dicono che il crepuscolo è l'ora di Angiola dei Quattroventi. 
Dicono anche che arriva a tempesta, con i capelli che segnano la direzione del vento e gli occhi sbarrati di chi attraversa con lo sguardo cristiani, bestie e cose, per guardare oltre, verso il mondo degli angeli e dei diavoloni. 



© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

Angiola veste sempre di nero, porta il lutto per sé e per i compaesani giunti al tramonto della vita: per loro intesse parole in un lamento funebre che sgorga dalla sua mente, dal suo cuore. Senza bisogno di scrivere nulla. Il suo tempio è in cima alla cresta del Danso, in un pianoro orientato ai quattro cardini dell'universo. 
Angiola ascolta quei venti, sembrano portarle notizie, le sussurrano il canto di cordoglio, o ancora la voce del suo Salvuccio, quel figlio perso in modo misterioso, per la cui assenza non si dà pace.

Tra le pagine più belle ci sono sicuramente quelle in cui la protagonista, ancora bambina, ascolta la sapiente nonna Agata, che le insegna l'arte delle erbe. Angiola che non riuscirà mai a saper leggere e scrivere, riesce a ricordare tutto. Anche lei, così, diventa maestra di erbe e padrona dei venti

A soli sedici anni il suo corpo è violato dalla ferocia dei nazisti. I suoi genitori partono per l'America - o almeno così dicono -, lasciandola sola. Suo padre, in particolare, non può sopportare il senso di vergogna di una figlia violentata. 
Ad aiutarla c'è u' prufissuri, Giovanni Spartà - già incontrato nel precedente romanzo - che la prende nella sua casa, divenendo una sorta di padre, ma anche un maestro. Mentre lei gestisce e cura la sua casa, lui le fa un dono speciale: le legge ogni sera un libro preso dalla sua biblioteca. Le parole di Melville, Dumas, Manzoni, Verga, Capuana, e tanti altri, risuonano in quella stanza e si fissano nella mente della ragazza. Lei ha un vero e proprio dono: pur essendo analfabeta, riesce a ricordare tutto: la sua è una memoria prodigiosa, capace di conservare interi capitoli, parola per parola, e di ripeterli nel medesimo modo. Ed impara l'italiano, Angiola... ma il siciliano resta comunque la sua lingua, quella che la lega alla terra, quella che usa per comporre, in seguito, i tanti lamenti funebri o per insegnare le proprietà e gli usi delle erbe ad altre donne.


“Cara Angiola, l'unico modo che abbiamo per pulire i libri è quello di leggerli...”
“Che volete dire?”
“Quando si legge un libro lo si toglie dallo scaffale e lo si porta alla luce, lo si apre e, ogni tanto, si volta una pagina; il dito accarezza la scrittura e la rinnova; ogni pagina prende aria e luce, il giusto, senza che questo possa danneggiare il volume”.
“Mi piacerebbe sentire il cunto dei libri che fate voi, così mentre li leggiamo li teniamo puliti”.


E da quelle letture nasce un’idea, un ricordo, un omaggio: un curtigghiu di cunti, un cortile dei racconti. Angiola trasmette quelle storie anche alle vicine di casa, ai loro figli, a chiunque si fermi a raccolta intorno a lei. 

Ma anche in questo libro, Di Mauro ci lascia altri cunti: altri personaggi, connessi a questa meravigliosa protagonista, si muovono tra le strade, le colline e le case di Piedimonte Etneo. Tra i tanti, torna Aurelio Scornavacca, il terribile podestà legato al fascismo nel 1934, che anche qui continua a manifestare la sua natura bestiale, la sua assenza di rispetto, la sua sete perversa. 

Angiola è una donna sola e libera, che nonostante tutto, viene accettata da questo paese ancora così legato ai ritmi della terra, delle tradizioni. Come dice anche l'autore nella post-fazione: è l'archetipo della matriarca siciliana, un po' magica - mavara - , ma anche guaritrice, padrona dei venti, delle tempeste e dei destini dei suoi compaesani.

Una figura femminile che mi ha molto colpita, per la sua sofferenza, il dolore sempre vivo per la perdita del suo bambino, ma anche per la forza e quella componente quasi mitica che la avvolge, rendendola indimenticabile.


Ringrazio di cuore Valentina e 21Lettere per la copia!

IL LIBRO

Quattroventi
Raffaello Di Mauro
Casa editrice: 21Lettere
Pagine: 240
Prezzo: 16.00€
Anno di pubblicazione: 2026
Commenti
Ancora nessun commento.

TAGS