
A volte al Salone del Libro di Torino scopri delle case editrici per caso, magari perché è proprio presso il loro stand che ritrovi autori di cui hai letto almeno un libro o scambiato qualche parola on-line. Ed è così che è successo proprio con EdiKit. Di questa casa editrice, infatti, ho letto Loggia K., di Davide Staffiero, con il quale ho avuto il piacere di parlare. Poi, ci siamo tornati, così da farla conoscere meglio anche a voi. Ne abbiamo parlato con l'editore, Andrea K. Lanza, che ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato!
Ci sono libri che sono molto distanti da quello che mi piace leggere, eppure, in qualche modo sortiscono in me una sorta di attrazione o, perlomeno, la volontà di provare ad andare oltre la zona di comfort per mettermi in gioco. Quando Davide Staffiero mi ha proposto il suo ultimo lavoro ero un po' titubante: sarebbe stata davvero una lettura adatta a me? Mi incuriosiva, però, soprattutto per due elementi: un protagonista ben lontano dalla perfezione che ormai troviamo quasi in ogni libro, e una società segreta che non mi sembra poi così distante dalla nostra, sempre più orribile, realtà. Da quando ho iniziato ad aprire gli occhi sul mondo, inizio davvero a credere che certe cose siano veramente mosse da vecchi stronzi che giocano con le vite umane.
Quindi ho accettato e alla fine l'ho trovata una lettura che è riuscita a intrattenermi bene, e non sono mancate le risate, nonostante i temi non siano poi così belli. Oggi, vi presento Loggia K., un romanzo tra distopico e pulp, con un protagonista sicuramente - almeno per me - originale e sopra le righe.