La settimana scarlatta e altre storie infestate, di Francisco Tario

10 lug 2025

Libri

Ci sono libri che ti attirano subito dalla trama e poi, effettivamente, ti sorprendono.
Libri da cui forse non devi aspettarti troppo o andare a ricercare un determinato significato razionale, ma lasciarti semplicemente guidare dalla penna dell'autore o dell'autrice, perché sì, potrà decisamente colpirti anche in modi che non ti aspetti.
Un esempio è sicuramente la raccolta di racconti di Francisco Tario La settimana scarlatta e altre storie infestate pubblicata da Safarà Editore (che ringrazio per la copia). 


La Morte era lì, indiavolata e assurda, il che era insieme terrificante e ineffabile. Il signor ministro era morto; tutti lo sapevano. E quanto agli altri? Ecco il rompicapo. Anche gli altri sarebbero morti, un giorno o l'altro, in qualche modo. Quando? Come? Doppiamente terrificante.



© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

Non avevo letto mai nulla dell'autore messicano, non lo conoscevo minimamente, ma mi è bastato leggere la quarta di copertina per essere subito attratta. Come dicevo, mi sono lasciata guidare dalla sua penna, e sono stata sbalzata in mondi che assomigliano a strani sogni, o forse allucinazioni, che in più di un'occasione mi hanno fatto pensare “ma che cosa sto leggendo?”. Mi sentivo pronta a seguire una strada, per poi ritrovarmi sviata su altri sentieri e, sul finale, totalmente sorpresa da esiti inaspettati. E devo dire che mi è piaciuto. Io che di solito ricerco sempre un determinato significato e delle spiegazioni chiare, mi sono ritrovata a leggere questi racconti sospesi sulla soglia tra reale e fantastico, con avida curiosità e ritrovandomi a sorridere nonostante fossi di fronte, molto spesso, a racconti anche un tantino inquietanti, grotteschi, pervasi da un sottile umorismo nero. 

Come succede quasi sempre davanti alle raccolte di racconti, ovviamente alcuni mi hanno colpito più di altri, ma in generale devo dire di aver apprezzato molto questo libro. Mi ha colpito, stupito, e sicuramente mi ha fatto venire voglia di leggere altro, magari in futuro.

Tapioca Inn, Mansión para fantasmas, - questo il titolo originale - è stato pubblicato nel 1952 ed è il secondo libro di racconti di Francisco Tario. Siamo davanti a nove storie surreali, grottesche e bizzarre, in cui la realtà sembra essere trasformata in una sorta di allucinazione collettiva. Sembra di leggere sogni, o forse più incubi, che hanno un terribile impatto sulla realtà. Scherzi sinistri che fanno nascere sulle tue labbra dei sorrisi beffardi, proprio forse come quello dell'autore che si diverte in qualche modo con il lettore stesso. Ci sono numerosi personaggi della società civile - uomini d'affari, ministri, reporter, commercianti di stoffe, ecc - che sono posti in una realtà alterata dove il soprannaturale ha generato un vero e proprio caos. Forse non tutte queste storie sono di facile comprensione, come inafferrabili sono talvolta i sogni. Ma, attraverso questa letteratura fantastica, Tario va anche a riflettere sui concetti di Vita e di Morte, ma anche su ciò che significa essere umani, con le proprie aspirazioni e paure, sempre mantenendo però questo umorismo nero, questo onirismo intricato.

Accanto al tema della Vita e della Morte, c'è anche quello dello sdoppiamento dell'io: corpo e anima sono scissi, non più uniti. Ma anche l'interesse per il mondo dell'inconscio, per il tema del doppio. A quelli che possono essere incubi personali, infatti, può corrispondere una crudele realtà. E poi, non mancano i fantasmi, che però non sono delle mere apparizioni come nei classici romanzi gotici o horror, ma sono presentati in maniera diversa: attraverso cercatori che vanno proprio a caccia di queste creature, ma lasciano il lettore in sospeso su chi sia il vero fantasma; o anche tramite la suggestione di un libro particolare, che porta chi lo legge a provare l'assurda idea di essere tale.


Se una persona non ha mai provato a leggere un libro, succede che questa persona sia la più onesta, fiduciosa e angelica del mondo. Ma se fatalmente una persona ha letto un solo libro, uno solo, accade che ci scoccerà per sempre - per sempre, Dio mio! - e in ogni momento con quel libro.


La raccolta si apre con La polka dei Pretini, un breve racconto che ci trasporta in un villaggio in cui tutti gli abitanti, pian piano, sono ossessionati dal suono di una polka stregata e poi, all'improvviso, sembrano scomparire nel nulla. Cosa ne è stato di loro? E perché tutti sono coinvolti da questa sorta di epidemia?

In Aureola o Alveolo, invece, troviamo dei cercatori di fantasmi in un'Irlanda rurale. Mr Gustavo Joergensen, in particolare, è un norvegese che desidera uno chalet per le vacanze nel quale sia stato commesso almeno un delitto. Ma quando arriva sul posto, scopre di non essere il solo ad avere quello scopo. 

Poi abbiamo A lei la parola, un racconto bizzarro che ci porta alla veglia funebre di un importante ministro. Ma, proprio quando sono tutti lì, l'uomo si alza di colpo e invita tutti a danzare, seguendo una sorta di macabra danza, fatta di ombre, di persone in lutto. 

Ciclopropano è stato uno dei miei preferiti. In questo caso protagonista è un uomo che ha una irresistibile avversione per gli interventi chirurgici, in particolar modo prova un vero e proprio spavento davanti all'anestesia. Ma come per un crudele gioco del destino, è costretto a operarsi per una violenta appendicite. Al risveglio nulla sarà come prima, e forse non aveva proprio tutti i torti nei suoi apparentemente folli ragionamenti.

Musica da cabaret, invece, è una serie di micro racconti decisamente surreali. Devo essere sincera, ma in questo caso non li ho davvero compresi né mi hanno convinta. Anzi. Probabilmente è più un esercizio di stile, o forse sono io che non sono riuscita a entrare in sintonia con tale forma narrativa. 

Ne La zolletta di zucchero troviamo due reporter in missione speciale per conto di sua Maestà il re dell'Afghanistan che si recano in Bretagna per fare un'intervista a un misterioso uomo che si vocifera essere immortale. Un vero e proprio enigma da risolvere. Ma chi è davvero questo Monsieur Boissy? Devo ammettere che è stato uno dei racconti che mi ha fatto più ridere, nella sua assurdità. 


Evidentemente in quello che producete c'è qualcosa di superiore, superiore anche alla morte stessa! Non ve ne siete resi conto? Ammazzate un uomo - questa è la parola - per il tempo che vi serve: lo sventrate, lo fate a pezzi e poi li riunite. E quando la necessità e il vostro orgoglio sono ampiamente soddisfatti, gettate via il coltello, vi pulite le mani e dite: “Alzati!”. Allora il presunto cadavere si muove, stira un braccio, chiede dell'acqua e domanda: “Avete già finito?”.


O fantasma o defunto torna a soffermarsi sui fantasmi. Il titolo del racconto è anche quello di un libro che porta un uomo d'affari a credere non solo nell'esistenza dei fantasmi, ma anche a pensare fermamente di essere lui stesso un fantasma. Anche qui, come in Aureola o Alveolo, torna quel mistero su chi sia davvero una creatura soprannaturale o meno. 

Altro racconto tra i miei preferiti è Il mare, la luna e i banchieri che ci porta a bordo di una grande nave diretta ad Amburgo, ma che non sembra mai arrivare davvero a destinazione. Sospesa e smarrita nel mare, riduce pian piano uomini, donne e bambini a ombre lente e miserabili. Un viaggio in cui la follia dilaga, fino ad arrivare a un inaspettato finale che mi ha decisamente colpito!

Il libro si conclude con La Settimana Scarlatta, forse il più bello e inquietante. In una cittadina si susseguono una serie di crimini e misteriosi, cruenti, omicidi, lasciando gli abitanti alla mercé di uno psicopatico. Questi delitti vengono indagati dal detective Galisteo. Un uomo sogna e nei suoi incubi sembrano realizzarsi i suoi istinti repressi. Ma quando si sveglia, si trovata di fronte a una terribile e atroce realtà. È qui che in particolare questo confine tra sogno e realtà si fa veramente forte, rendendo questo una sorta di giallo diverso dal solito. 

Insomma, è stata una lettura sicuramente strana, grottesca e a tratti intricata, che però ho trovato sicuramente insolita e anche, stranamente divertente - dico così, perché comunque ci sono temi forti, eppure riesce davvero a farti sorridere in questo folle gioco narrativo -. A me un libro deve essere capace di sorprendermi, e anche se qualche volta mi risulta poco comprensibile il senso, se mi lascia stupita o mi dà un colpo di scena che non avrei mai immaginato, allora ha raggiunto il suo scopo. E sicuramente Francisco Tario è molto bravo a lasciarti senza parole, con i suoi finali bizzarri sì, ma anche imprevedibili.

 

Tenebre nere come la notte stessa, avvolgevano quegli inspiegabili eccessi, compiuti senza motivo né scopo nei quattro punti cardinali della città scarlatta. Svelta, alata, andando avanti e indietro, la Morte oscillava capricciosamente sulle teste indifese dei cittadini terrorizzati. 

IL LIBRO

La settimana scarlatta e altre storie infestate
Francisco Tario
Casa editrice: Safarà Editore
Traduzione di: Raul Schenardi
Pagine: 272
Prezzo: 19.50€
Anno di pubblicazione: 2024
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