
Non sono una gran fan dei supereroi, anche se ho visto alcuni film a riguardo negli ultimi anni. Ed è la prima volta che mi approccio alla lettura dei libri di Neil Gaiman. Il mio punto di vista è quindi quello di una novellina che ha voglia di scoprire un autore di cui ha tanto sentito parlare positivamente, ma di cui, prima di questo libro, non sapeva nulla. Perché partire da questo? Semplicemente perché sono sempre stata affascinata dalla mitologia nordica e avevo voglia di iniziare a leggere qualcosa. Mi incuriosiva il modo in cui Gaiman ne parlava, e alla fine ho trovato una bella lettura, diretta, leggera, scorrevole e in alcuni punti anche molto divertente! La scelta giusta dopo un periodo di temi un bel po' pesanti.
Il ricordo dei nostri nove mesi passati nel campo è quello di un'apparente normalità. Intendiamoci, una normalità costruita solo nella nostra mente. Due bambine sole, in un posto sconosciuto, insieme con adulti mai visti prima. La paura sarà stata inevitabile. Ma nel nostro ricordo è stata sostituita da quel senso di normalità che spesso i piccoli si costruiscono per proteggersi davanti agli avvenimenti più brutti, agli imprevisti. Un anno fa sono stata al Salone del libro di Torino e ho potuto assistere alla testimonianza di Tatiana Bucci. È un momento rimasto impress
Chi ha visto in tv le trasposizioni cinematografiche di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato? Io ho guardato più volte sia quella del 1971 con Gene Wilder nel ruolo di Willy Wonka, sia quella di Tim Burton, con Johnny Depp nelle vesti del famoso fabbricante di dolci. Adorate entrambe, anche se la mia piccola preferenza in più va alla prima.
Non avevo mai, però, letto il libro. E per fortuna l'ho recuperato! Ho ritrovato in queste pagine tutto il piacere di questa storia, apparentemente semplice, ma non per questo superficiale, anzi al suo interno si possono trovare messaggi molto importanti. Soprattutto questo, uno dei canti dei piccoli Oompa-Loompa, resta impresso, in modo particolare in questi anni in cui sempre più persone - ragazzi in primis - sono così ossessionate da uno schermo, e così lontane invece dalle pagine meravigliose di un libro.
Il tempo è come sempre volato e ormai manca veramente poco a un nuovo Natale. Da domani fino al 28 Dicembre il mio blog va in pausa. Si torna a casa a trovare la famiglia e sicuramente non voglio perdere nemmeno un minuto. Voglio passare del tempo con i miei cari, voglio rivedere e restare ammaliata come sempre dai paesaggi che amo e nei quali sono cresciuta, voglio godermi le mie gattine. E quindi, mi fermo per un po'. Anche se mi potete trovare sul mio Instagram. Lì cercherò di dedicare qualche minuto, con qualche foto a tema, o chissà. Tutto il mondo dei BookBlogger sta fornendo
È dura rimanere indietro. Aspetto Henry senza sapere dov'è e se sta bene. È dura essere quella che rimane. [...] Tanto tempo fa, quando gli uomini andavano per mare, le donne li aspettavano sulla spiaggia, scrutavano l'orizzonte in cerca della piccola imbarcazione. Adesso io aspetto Henry. Lui scompare senza preavviso e involontariamente. Io lo aspetto. Ogni minuto di attesa dura un anno, un'eternità. Ogni minuto scorre lento, trasparente come vetro. Attraverso ogni minuto vedo un'infinità di minuti in fila, in attesa. Perché se ne va dove io non posso seguirlo? Avere la capacità di
Su Instragram continua la mia partecipazione alla challenge sulla fantascienza/distopia ideata da Ambra di Sono Solo Libri, ma per il mese di Novembre non mi è andata benissimo. Per questo mese il tema era: Vecchi Tempi - Un distopico/fantascientifico scritto tra il 1860 e il 1960. Io ho provato a leggere Il Tallone di Ferro di Jack London, ma l'ho miseramente abbandonato a più o meno metà. Purtroppo è un libro che non fa per me - anche se chissà, magari in futuro gli donerò un'altra possibilità. Ho deciso di scegliere un altro libro, incuriosita dalla trama: scelta ricaduta s
Su Instagram, Ambra di @sonosololibri ha ideato una challenge che permette di rispolverare un po' alcuni dei libri di due generi che sono un pochino distanti dalla mia comfort zone: la distopia - che in verità mi piace molto - e la fantascienza - con la quale ho molta più difficoltà -. Ho deciso di lanciarmi anche io in questa sorta di sfida, per tentare di ampliare le mie letture, non solo per conoscere altre forme di distopia che mi mancano, ma anche per leggere qualcosa di più di un genere da cui fino a poco fa mi tenevo un po' lontana.
Per il mese di settembre di questa #fantadistochallenge il tema era: Un distopico classico con regime dittatoriale. Avendo letto di già - e amato! - Orwell, ho deciso di scegliere un altro classico di cui ho tanto sentito parlare e che volevo leggere: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. L'ho concluso qualche giorno fa e ora scriverò i miei pensieri!
I molti erano uno e lo saranno ancora; una sotto i tre, per elevare le quattro, liberare la prima, accecare il secondo e il terzo. Oggi vi voglio parlare dell'ultimo libro della serie di Nevernight di Jay Kristoff, portata in italia da Mondadori - Oscar Vault, per la collana Fantastica. Un fantasy di cui tutti ormai stanno parlando, anche in toni molto molto positivi. E io mi unisco del tutto a loro. Ho trovato un fantasy abbastanza originale, coinvolgente, fuori dalle regole e con una protagonista femminile davvero bella! Se i primi due volumi mi avevano colpito positivamente
I cieli ci concedono solo una vita, ma grazie ai libri ne viviamo mille. Esce domani, 3 settembre, la trilogia fantasy del momento. Tutti ne parlano sui social, in molti l'hanno già letta in anteprima. Io per ora sono riuscita a portare a termine i primi due, ma sono già alle prese con l'ultimo. La curiosità è tanta. Le risposte da trovare sono moltissime. E devo sapere assolutamente come andrà. Oggi vi parlo del secondo capitolo, che mi ha entusiasmata allo stesso modo del primo. Cambia il luogo, cambiano alcuni personaggi, ma ho ritrovato molte cose che a mio modesto pare