
Ispirandosi al Frammento scritto da Lord Byron, Polidori darà vita a un racconto breve con un protagonista finora insolito, un archetipo di quella figura oscura che verrà poi ripresa da altri autori negli anni e secoli successivi (da Le Fanu con la sua Carmilla, al Dracula di Bram Stoker, solo per citarne alcuni): un vampiro. Ma non siamo di fronte a un'immagine folkloristica, un non-morto che risorge dalla propria tomba e va a succhiare il sangue e così la vita ai suoi familiari, un mostro orrendo che incute solo spavento, bensì un vampiro che ha le fattezze di un gentiluomo, una sorta di dandy che si muove con eleganza nei salotti londinesi, che gioca d'azzardo con abilità e seduce le donne portandole alla perdizione, all'immoralità. Un vampiro potente, che soggioga gli umani, che li piega al suo volere. Che appare quasi completamente umano, se non fosse per alcune caratteristiche, per certi problemi.