Ho passato Dicembre a leggere storie tragiche e horror, in perfetto stile Natalizio! Ah, no?
Diciamo che in quel mese, negli ultimi anni, trovo poco tempo e voglia di leggere soprattutto perché scendiamo o dai miei o dai genitori del mio compagno e quindi diventa difficile trovare il modo di recuperare libri più complessi. Così ho dedicato i pochi momenti liberi prima di crollare a letto a delle storie più brevi. E i racconti firmati dalla penna di L. Filippo Santaniello erano perfetti! Okay, non proprio in linea con il clima che ci vuole tutti buoni e bravi, ma comunque sono brevi racconti che possono coinvolgere e far riflettere tra una risata e una testa esplosa.
Dopo aver letto le prime tre storie, oggi vi parlo brevemente dei capitoli quattro e cinque della serie Country zombie apocalypse - che sono gli ultimi pubblicati, quindi poi restiamo in attesa! -.
Country Zombie Apocalypse 4
Resident Ivo, alla nascita Ivo Pongelli, era venuto al mondo in un ospedale di Terni senza alcun tipo di deficit mentale.

Torniamo alle avventure di Al Crepuscolo e dei suoi nonni, al quale si è unito Resident Ivo, mandato nell'ultimo capitolo alla ricerca di un maiale infetto che va ucciso prima che possa infettare altre persone con quel virus che sta sterminando il mondo e facendo ritornare le persone sulla terra come zombie assetati di sangue e cervelli. L'autore si focalizza proprio sulla storia di Ivo Pongelli, sul suo passato, offrendoci alcune risposte ad alcune domande che erano rimaste in sospeso. Perché Ivo è diventato così? Lo è sempre stato?
La risposta è no. Ivo fino ai 18 anni era un giovane con tante manie, ansie, e paranoie, ma aveva sempre parlato, studiato, ragionato e agito come una persona con un quoziente intellettivo nella norma. Era anche un abile scacchista! Certo, soffriva di un disturbo ossessivo-compulsivo che lo portava a fare tutto con un certo ordine, controllo e ripetitività, ma era anche amato. Ebbene sì, quest'uomo grande e grosso, che non riesce neanche a dire una parola, un tempo aveva una ragazza che riusciva ad andare oltre le sue manie, anzi, che scorgeva in lui qualcosa che forse gli altri non potevano vedere. Carlotta Cerasi lo amava e lui la ricambiava. Ma durante una vacanza in Sardegna è successo qualcosa che lo ha portato ad affrontare tre mesi di coma. Al suo risveglio era... completamente cambiato.
Tornando al presente, quindi, vediamo Resident Ivo correre dietro al maiale infetto e ritrovarsi ad affrontare una situazione già vissuta. Complice anche una saetta che colpisce il suo forcone, qualcosa accade. È come se uno squarcio riuscisse a far riaffiorare dei ricordi. E troveremo anche una risposta a quelle ossa di un bambino nascoste nella tana d'istrice che tanto ossessionano il povero Al.
Intanto Lando continua a percorrere il viaggio verso casa, nel tentativo di poter salvare la sorella chiusa nella sua cameretta, sotto lo sguardo famelico della madre. Una ritornante che cerca proprio nella figlia un valido pasto.
... a che serve ricordare ciò che hai perso se non puoi riaverlo?
Country Zombie Apocalypse 5
In quei giorni si sentiva morta dentro, come se qualcuno l’avesse svuotata e rimessa in piedi solo per farla andare avanti, uno zombie al quale nessuno avrebbe mai sparato in testa, sebbene non desiderasse altro che un buco in fronte per non pensare a quanto era stata scema a credere che sarebbe andata come aveva sempre sognato.

In quest'ultimo - per ora - capitolo della serie l'attenzione si sposta soprattutto su Lando e sua sorella Greta. In particolare troviamo delle riflessioni importanti e intense su questa ragazza e su ciò che ha dovuto subire in passato. Greta ha sempre sognato di diventare un'attrice, di poter lasciare quella piccola città della provincia calabrese per spostarsi a Roma: la città caotica, in cui i sogni possono diventare realtà. Ma per farlo occorre una spintarella, un aiuto. La possibilità si presenta quando prova a fare un'audizione con il regista Glauco Pizzi, ma ben presto la ragazza si ritroverà tra le braccia e lo sguardo viscido di un uomo, capace solo di illuderla e strapparle via non solo la femminilità e il suo corpo, ma anche la voglia di vivere. Greta sa cosa significa essere uno zombie: perché a volte non serve morire per diventarlo. Se da un lato seguiamo, quindi, le avventure della ragazza, alle prese non solo con la madre cannibale, ma anche con un pazzo assassino che corre per la città con un seghetto elettrico e la voglia di uccidere; dall'altro ci addentriamo in un centro commerciale in Umbria, dove Lando è costretto a fermarsi per aiutare Sasà, un runner cinematografico ferito. Qui sarà mosso anche da un forte desiderio di vendetta.
Nel frattempo Ivo, mentre sta uccidendo tutti gli altri maiali infetti - per la disperazione di nonno Igino che si getta nell'alcool -, scorge delle fiamme. Sarà l'inizio di una nuova avventura per Al e i suoi? Lo scopriremo nel prossimo volume!
Continuo a pensare che questa serie sia perfetta non solo per gli amanti dell'horror, ma anche per chi cerca storie brevi che sappiano divertire con le battute esilaranti che coinvolgono soprattutto i nonni di Al e far riflettere con alcune tematiche che vengono introdotte tra le pagine. In questi casi si parla di tragedie, di violenza e molestie, di dolore e perdita, di rabbia e vendetta. Sono tutti sentimenti profondamente umani, che spingono da un lato a compiere azioni malsane per sé stessi ma anche verso gli altri. E poi c'è la crudeltà dell'essere umano che forse fa molta più paura rispetto a questi esseri colpiti da un virus terribile. Creature che forse non sanno davvero quel che fanno, mossi solo dall'istinto di cibarsi e da qualche ricordo di una vita che fu. Fa davvero più paura il mostro o l'uomo?
La tragedia che colpisce Ivo appare bizzarra, eppure trascinerà alcuni personaggi in un vortice di dolore e perdizione.
Le molestie vissute sul suo corpo e sulla sua anima da Greta sono, purtroppo, estremamente realistiche. E fanno male.
La follia omicida di un altro personaggio non appare così inconsueta: l'uomo è capace di commettere i più cruenti gesti a volte per problemi mentali, ma in altre occasioni per pur odio o desiderio di supremazia.
Ho trovato poi questi ultimi racconti forse anche più violenti nelle descrizioni. Ci sono immagini che possono turbare, ma del resto se parliamo di horror non possiamo trovare descrizioni così gentili.
Allo stesso tempo, però, accanto a temi intensi, restano le risate. E vi giuro che nonno Igino e nonna Clotilde riescono sempre a farmi ridere tantissimo con i loro scambi, le loro battute.
– Non riesco ad allacciarmi le scarpe, figuriamoci a tagliarmi le unghie. Perché non me le tagli tu?
– Ti taglierei volentieri qualcos’altro, credimi.
– Faresti un dispetto a te stessa.
– Come, se non lo usi da quarant’anni?
Ad alcune domande abbiamo trovato risposta. Altre restano in sospeso. Ad esempio, quell'unico maiale non infetto sarà la soluzione per curare il virus e interrompere questa apocalisse zombie?
L'unica mia paura, chiamiamola così, è che possano seguire davvero troppi capitoli, che vadano un po' a perdersi a lungo andare. Tuttavia è un qualcosa di molto personale, me ne rendo conto, ma la curiosità resta!





