Pagine di Diario: Agosto e un'altra estate che se ne va (finalmente).

31 ago 2025

Riflessioni

Quando si fa poco di emozionante c'è poco da raccontare.
Effettivamente cosa dire di Agosto? Non avendo fatto vacanze, non posso raccontarvi delle mie bellissime esperienze qui e lì, del riposo osservando il mare (che poi, a me il mare d'estate mi fa stancare, altro che riposare!), quindi?
Sono rimasta perlopiù a casa, anche per colpa di alcuni malesseri fisici per cui ho preferito non muovermi troppo. Però è stato anche un modo per stare da sola con me stessa. A me la solitudine non fa paura, a volte ne ho proprio bisogno. Ho cercato di rilassarmi in mezzo al verde, concedendomi anche ore tra l'ascolto della musica dell'arpa, il leggero frescolino sotto gli alberi, e una lettura da finire. Non sono mancati i mercatini e nuovi libri accolti nella nostra casetta. È arrivata una bella notizia da una delle mie sorelle, che comunque immaginavo già, e ho letto, sì, ho letto abbastanza e sono anche molto soddisfatta. Forse meno in questi ultimi giorni in cui ho iniziato quattro libri e tre non mi stanno così prendendo. Vedremo.

Parliamo allora di libri e di un film. 


Libri

Ad Agosto ho letto otto libri (e quattro ne ho iniziati, ma ne parleremo meglio a settembre). Mi sono concentrata molto, ancora una volta, sulla Palestina perché è il tema che più mi sta prendendo attualmente, ma non sono mancati romanzi che parlano di antifascismo, racconti gotici, e qualche piccola coccola di cui ogni tanto ho bisogno.


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice


  1. Il silenzio è resa. Storie di sopravvivenza, vita e morte a Gaza, di Asem Al-Jerjawi
    Per le Voci da Gaza ho avuto la possibilità di leggere la testimonianza di Asem, un giovane giornalista che racconta in prima persona, attraverso tre articoli, non solo la sua esperienza diretta di sfollato, ma che condivide anche le voci di uomini, donne, e bambini che lottano ogni giorno per la loro sopravvivenza. Come sempre sono storie che fanno male, ma che risultano le chiavi per comprendere davvero quello che stanno vivendo durante questo genocidio. Aprire gli occhi, ascoltare e condividere le loro esperienze è fondamentale. 

  2. Non piangere, di Lydie Salvayre
    Per me è stato il primo approccio con la penna di questa scrittrice francese pubblicata da Prehistorica Editore, una ce che apprezzo molto. E devo dire che mi ha molto colpita, non solo per la storia in sé che tratta di antifascismo e resistenza, e anche dei pensieri e della vita di una famiglia ai tempi della guerra civile del 1936 in Spagna, ma anche per lo stile decisamente particolare. Lo fa, infatti, attraverso due voci molto diverse, ma entrambe importanti: da un lato quella di Montse - la madre dell'autrice - che all'epoca aveva 15 anni, dall'altro lato quella di Bernanos che ebbe il coraggio di scagliarsi contro le atrocità dell'esercito nazionalista, ma anche contro la complicità della chiesa. È un libro che a volte suscita anche dei sorrisi, nel modo di esporsi di Montse, non sempre così elegante, ma che fa riflettere anche sul presente. Perché c'è sempre un filo che lega passato e presente, purtroppo. Ne scrivo presto.

  3. La strada per Be'er Sheva, di Ethel Mannin
    Ritornare alla penna di Ethel Mannin per me è stato meraviglioso. Ho letto solo due libri di quest'autrice, decisamente diversi l'uno dall'altro, ma ho amato moltissimo la sua penna. In questo caso ci allontaniamo da una componente più gotica e femminista, ritrovandoci nella Palestina ai tempi della Nakba. Il suo romanzo, infatti, è stato il primo titolo occidentale a raccontare quel terribile evento dal punto di vista dei Palestinesi. Ethel ce lo racconta concentrandosi soprattutto sulla famiglia di Anton, un giovane ragazzo che è costretto - come tanti, troppi palestinesi - ad abbandonare la propria casa, e a percorrere il deserto, tra la fame, la sete, il sole che picchia, per raggiungere Ramallah. E lui è anche uno dei più fortunati, appartenendo a una famiglia benestante. Ma attraverso la sua esperienza, possiamo vedere anche quale fosse la reazione occidentale - ipocrita e cieca anche allora -, e anche il profondo desiderio che nasce nei profughi di tornare a casa e costituire una forma di resistenza. Bellissimo, davvero. E quanto mai prezioso.

  4. La strega e altri racconti sulla paura, di Anton Cechov
    Questa raccolta contiene tre brevi racconti che giocano tra mondo razionale e soprannaturale. C'è ironia, ma anche una buona dose di ambiguità. Li ho trovati davvero molto suggestivi, ma forse mi aspettavo quel qualcosa in più, qualche brivido in più. Tuttavia è stato bello leggere altro di Cechov, che conoscevo solo per alcune opere teatrali - molto apprezzate! Anche di questo arriverà un articolo più avanti. 

  5. Io sono un fedayn, di Mahmoud Issa alias Selim
    Di questo libro non so se ne scriverò meglio in un articolo, perché non penso che sia così facile da trovare. Io ho scoperto di averlo nella casa dei miei e, complice la mia voglia di conoscere meglio la resistenza palestinese, l'ho preso e letto proprio in questi giorni. Secondo me è una di quelle letture importanti da fare per riuscire a eliminare dalla nostra mente la propaganda che Israele ma anche il nostro caro occidente stanno facendo da sempre, raccontandoli solo come meri terroristi. I Fedayyn in verità sono molto simili ai nostri partigiani. Nascono nei campi profughi, sì proprio quelli che sono sorti dopo la Nakba, nel tentativo di ottenere giustizia da un lato, ma anche di poter far sentire la propria voce, anche attraverso azioni forse molto forti. Selim racconta la sua esperienza, parlando della sua triste infanzia, dell'assassinio del fratello che stava combattendo contro l'oppressore, e anche del ferimento di suo padre. E poi della sua attività nel movimento del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Sono sempre più dell'idea che prima di parlare o di dar retta a quello che dice la propaganda occidentale, bisogna leggere, studiare, informarsi, farsi un proprio pensiero critico. Perché la resistenza è nata e nasce sempre come reazione a un'occupazione. Se il nazifascismo non fosse esistito, non ci sarebbero stati i partigiani. Se il sionismo non fosse mai esistito, non sarebbero stati creati questi movimenti di resistenza, tra cui ora troviamo anche Hamas (che è comunque solo uno dei tanti, ma questo forse non ve lo dicono. Del resto è molto facile accusarli, senza comprendere del tutto quello che sta accadendo in quella terra da quasi 80 anni o forse anche più). E non mi interessa se sarò attaccata per queste mie parole. Sono antisionista, non antisemita. E le cose io le studio, anziché seguire gli altri nel diffondere sempre la stessa narrazione falsa e assurda.

  6. Dal fiume al mare, di Samer Abu Hawwash
    Samer Abu Hawwash è un poeta e scrittore palestinese nato nel sud del Libano. Le sue poesie, a differenza di quelle di Darwish, sono sicuramente più attuali e mettono in luce proprio il dolore e l'orrore del genocidio in corso. Ci sono immagini molto potenti sui bambini di Gaza, sui loro sguardi, sulla sua gente che registra i nomi dei figli sulle mani e sulle gambe per identificarli quando vengono uccisi; ma c'è anche il riferimento al nonno di Gaza e all'anima della sua anima. La poesia che diventa forma di denuncia per quello che sta accadendo. Di poesia cercherò di scriverne meglio in un articolo, anche se ammetto già che è un genere in cui non sono sicura di riuscire a trovare le parole giuste. Ma ci proverò.

  7. Storia di un gatto e di un topo che diventò suo amico, di Luis Sepùlveda
    Dopo tante letture molto forti avevo bisogno di una piccola coccola, e l'ho trovata tornando alla scrittura tenerissima di Luis Sepùlveda. In questo caso siamo davanti a un'amicizia del tutto particolare, quella di Mix, un gattone bianco e nero, che diventato cieco, troverà nuovi occhi grazie a un topino, Mex. Tra loro si crea una bellissima amicizia, di quelle che non ti aspetti da due animali che dovrebbero odiarsi. Ma che diventa così anche una riflessione sulla diversità, sulla bellezza dell'incontro tra due mondi tanti diversi, e anche su come una disabilità può trovare una nuova forza grazie all'aiuto sincero di un amico. L'ho trovato di una tenerezza infinita, come solo Luis era capace di fare. Storie semplicissime, che però sanno toccare il cuore. Chissà quante altre avrebbe potuto creare... Ve ne parlo più avanti.

  8. Un cavallo per la strega, di Agatha Christie
    Di questo libro posso solo dire: Finalmente ho capito il colpevole prima della fine! Dopo tre libri letti, ce l'ho fatta. Scherzi a parte, non amo leggere gialli, ma la Christie riesce sempre a coinvolgermi sin dalle prime righe e a creare delle narrazioni così particolari da non annoiarmi mai. Anzi, i suoi libri li divoro. In questo caso le ambientazioni sono davvero molto suggestive e perfette per una lettura per la stagione autunnale e gotica. C'è il riferimento alle streghe, alla magia, all'esoterismo. Se volete leggere un suo libro durante la spooky season ve lo consiglio. Appena riesco a trovare le parole giuste, vi parlerò anche di questo!


Film

A ferragosto sono andata al Laghetto dei Camosci all'alba, per ascoltare un concerto con l'arpa, e poi mi sono fermata lì qualche ora per concludere una lettura in mezzo al verde. La sera, poi, siamo tornati perché davano la possibilità di vedere un film tratto da un fumetto che ho in lista desideri: Persepolis, di Marjane Satrapi. Purtroppo la pioggia ha interrotto tutto, ma ne ho approfittato a casa e l'ho amato! Ora però devo assolutamente recuperare anche la versione cartacea!


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice

Si tratta di una storia di formazione, in cui protagonista è la piccola Marjane, una bambina curiosa e piena di energia, che vive in Iran poco prima della Rivoluzione Islamica. Siamo davanti, quindi, alla storia di un paese di cui vorrei approfondire meglio tutto. Vediamo la delusione delle persone che sperano di vedere in questa rivoluzione un cambiamento in meglio delle condizioni, ritrovandosi invece in un clima di forte repressione, dove le donne soprattutto sono chiamate a rispettare l'uso del velo. I genitori della ragazzina decidono di mandarla in Europa, ma anche qui possiamo scorgere la sua delusione in una realtà in cui non riesce ad adattarsi. Anche in questo caso si può percepire la difficoltà dell'esule, costretto ad abbandonare la sua patria, alla quale è però profondamente ancora legato. Marjane torna, ma le condizioni sono ancora peggiori. Prova a trovare l'amore, ma anche lì le cose non vanno così bene. E la vediamo, così, tornare in Europa. Impressi restano sicuramente le figure dello zio e della nonna, che cercano di donare alla bambina, ragazza e poi donna dei preziosi insegnamenti: di rimanere perfettamente integra e fedele a  se stessa e di continuare a lottare per un mondo migliore. Vorrei davvero poter approfondire la storia dell'Iran, quindi prossimamente recupero qualche libro che ho in casa e anche il fumetto.


Note di bellezza

Considerando che, come dicevo, ho fatto ben poco ad agosto vediamo se troviamo qualche nota di bellezza.

  • Come sempre i giri ai mercatini come Il libro ritrovato, Il Balon, il Libraccio e gli stand su Via Po ci hanno portato a trovare dei libri che volevamo o altri che ci sembravano interessanti a pochi euro.
  • Il ferragosto al laghetto dei camosci. Forse non è andata proprio come speravo, soprattutto la serata, ma ho cercato di trascorrere del tempo tra musica, libro e verde e a me, questo, fa sempre bene.
  • Tre giorni tutti per me. Perché la solitudine non è un male, a volte ne hai proprio bisogno.
  • Quei gattacci di Merlino e Morgana, che mi fanno urlare ma anche sorridere tantissimo. Senza di loro, non so come farei.
  • La dolcezza, la comprensione e il reciproco rispetto con alcune persone che ho conosciuto grazie al bookstagram e alla causa palestinese. Mi sento meno sola, grazie a loro.
  • L'essere ricondivisa da una casa editrice che apprezzo, grazie a un articolo sul libro di Ethel Mannin, a cui tengo davvero tanto.
  • Abbiamo finalmente il forno, e... ieri abbiamo provato a fare la pizza!
  • I libri letti, il film visto. Molto, molto, soddisfatta. 

Credo basti così.
Ci risentiamo, con questo appuntamento, a fine settembre!

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