Re Giovanni, di William Shakespeare • #aTeatroconShakespeare

6 Apr 2021

Libri

Lettura di Marzo per il mio progetto #aTeatroconShakespeare.

Proseguo con il mio progetto su William Shakespeare parlando di un altro dramma storico che ho letto a marzo: Re Giovanni.

Quando penso al Re Giovanni mi viene subito in mente il buffo leone spelacchiato della Disney, il re fasullo d'Inghilterra al quale si oppone con fermezza Robin Hood. Eppure nel leggere quest'opera, ovviamente, bisogna rimuovere l'eroe popolare che ruba ai ricchi per dare ai poveri, perché qui non compare. William Shakespeare concentra in cinque atti il regno di tale sovrano, figlio di Enrico II ed Eleonora d'Aquitania, ponendo al centro del dramma ancora una volta le lotte per il potere e la brutalità commessa anche a discapito dei bambini per mantenere il trono.

Ammetto che i drammi storici sono forse quelli che meno amo tra le opere del Bardo, in quanto mettono in scena quella che è la storia Inglese che, per quanto affascinante, non mi appartiene e conosco poco. Tuttavia quello che amo molto della sua arte, è il saper presentare personaggi che escono dalla pagina scritta, e che colpiscono, e che a volte appaiono molto moderni. Anche in questo caso poi, le donne hanno un certo ruolo e un carattere forte, non restano in secondo piano, ma hanno la loro voce. Magari non ascoltata dai nobili, eppure vivida. Qui in particolare spiccano in pura contrapposizione tra loro la Regina Eleonora, madre di Re Giovanni, e Constance, madre del piccolo Arthur, erede al trono inglese.


Fonti:

  • The Troublesome Reign of John King of England (1591) è la fonte principale e quasi esclusiva dell'opera Shakespeariana.
    L'impostazione di quest'opera è simile a quella del King Johan del vescovo riformato John Bale.
  • Altre fonti sono:
    Le Chronicles di Raphael Holinshed;
    Il Book of Martyrs di John Foxe.

Diversi critici si sono divisi in merito alla composizione di quest'opera.
Da un lato si ritiene che Re Giovanni (King John) sia un remake shakespeariano del The Troublesome Reign per conto dei Chamberlain's Men, quando i Queen's Men avevano rinunciato a rappresentarlo. Dall'altro lato si è pensato che, al contrario, The Troublesome Reign sia una ricostruzione abusiva del preesistente dramma shakespeariano.


Sicuramente si può dire che quest'opera riproduce fedelmente la struttura di The Troublesome Reign, adottandone quasi integralmente la sequenza delle scene, ma rinnovandone del tutto il linguaggio. Inoltre, Shakespeare dona un grande rilievo sia al Bastardo Philip Faulconbridge, sia alle donne presenti: la Regina Eleonora, Constance e Bianca.

Pensieri sull'opera:

Nulla farà mai dolere l'Inghilterra,
se a se stessa rimarrà fedele. - Atto V - Il Bastardo -


Dipinto © Charles A. Buchel (1900)

Re Giovanni è un dramma storico in cinque atti in cui Shakespeare ci mostra il regno di Giovanni Senza Terra, il più giovane dei cinque figli di Enrico II ed Eleonora d'Aquitania. Articola così eventi accaduti in diciassette anni in tre sequenze drammatiche, focalizzandosi su degli aspetti ben precisi.

Nell'introduzione iniziale ci presenta quella che è la situazione politica all'inizio del regno di Re Giovanni: il re di Francia invia un ambasciatore per rivendicare il trono inglese a nome di Arthur, figlio del fratello maggiore di Giovanni. Ovviamente, quest'ultimo rifiuta ed è guerra tra Francia e Inghilterra.

Nel medesimo preludio dell'opera ci viene presentato anche uno dei personaggi più rilevanti della storia: Philip di Faulconbridge, in contrasto con il fratello Robert per l'eredità. Le fattezze fisiche di Philip sono molto simili a Riccardo Cuor di Leone - fratello del Re -, cosa che la regina Eleonora nota e lo spinge così a rinunciare alle terre, in cambio del cavalierato, del cambio di nome in onore del presunto padre, e di aiutarli nella guerra contro i Francesi.

Le sequenze successive narrano la campagna di Francia, gli scontri tra i due regni, e poi la triste sorte del piccolo Arthur portato via dagli Inglesi; ma anche l'allontanamento dei nobili dal loro Re accusato dell'omicidio di un bambino, e la fine del regno.

Scopo dell'opera diviene quindi quello di suggerire una sorta di avvertimento sul comportamento che un sovrano deve tenere, e una condanna verso quei compromessi politici perseguiti a discapito dei più deboli. Arthur diventa una piccola vittima del potere.

Re Giovanni, infatti, appare come un uomo debole, impulsivo e violento, vittima del suo carattere instabile. Un comportamento tale da provocare divisioni importanti e deleterie all'interno del paese.

In contrasto al re, troviamo il Bastardo, figlio illegittimo di Riccardo Cuor-Di-Leone, a cui il Bardo affida i monologhi più importanti del dramma e il ruolo di incarnare lo spirito patriottico e autentico della nazione inglese. In contrapposizione all'ambiguità e instabilità del sovrano, Philip Faulconbridge, poi Riccardo Plantageneto, è un uomo avventuroso e leale, pronto alla battuta ironica ma anche a scendere in battaglia, seguendo con lealtà il suo Re. A lui sono affidati molti versi, nei quali decanta l'onore, denuncia l'ipocrisia del mondo e condanna l'opportunismo politico.

Come dicevo, poi, l'altro aspetto rilevante - e che io apprezzo sempre nelle opere di Shakespeare - sta nel dare importanza alle donne. Nel Re Giovanni sono tre le donne che spiccano: Eleonora, Constance e Bianca, anche se risaltano in particolar modo - a mio avviso - le prime due. Donne e madri, entrambi molto forti, e pronte ad alzare la propria voce in difesa e per amore dei rispettivi figli. Se c'è una cosa - tra le tante - che amo di questo autore è proprio questa volontà di dare risalto anche alle donne, in un mondo in cui queste non potevano neanche recitare...

Qui sediamo, 
io e il mio dolore,
qui è il mio trono, ordina ai re
di venire e d'inchinarsi a lui.
- Atto III - Costance - 

Shakespeare pone quindi su un piano più importante sia i bastardi sia le donne, considerati soprattutto all'epoca gli ultimi della società. Dà loro voce, e fa decantare loro i versi più tragici e belli.

Ma nel Re Giovanni troviamo un'ulteriore riflessione sulla politica: chi stabilisce il diritto di essere Re? Una semplice corona posta sul capo per eredità, o il consenso del popolo?



RE GIOVANNI
Non basta la corona d’Inghilterra a provarvi che sono il Re?
E se non bastasse lei, ci sono qui a testimoniarlo
trentamila cuori di pura razza inglese… BASTARDO
Bastardi e non. RE GIOVANNI
…pronti a garantire con la loro vita il nostro titolo. - Atto II -

Giovanni detto Senza Terra regnò dal 1199 al 1216.
Storicamente parlando la sua figura fu oggetto di numerosi giudizi contrastanti e molte ambiguità: esaltato come precursore di Enrico VIII per il suo opporsi al potere della Chiesa di Roma, è stato considerato anche un tiranno e un usurpatore durante la terza crociata e l'assenza di suo fratello Riccardo Cuor di Leone nella nota leggenda di Robin Hood. Giovanni, però, fu anche conosciuto ed elogiato come fondatore della democrazia per la promulgazione della Magna Carta che segna - simbolicamente - la fine dell'assolutismo monarchico in Inghilterra.

E questa ambiguità, questa instabilità del carattere, emerge anche in questo dramma, considerato anche come una sorta di prologo della Grande Tragedia in otto parti rappresentata dai due Riccardi (Riccardo II e Riccardo III), e dai tre Enrichi (Enrico IV, Enrico V, Enrico VI).


Opera letta nell'edizione Garzanti “Shakespeare Opere Complete”, con prefazione, traduzione, e note di Silvano Sabbadini.
Per le mie riflessioni e le fonti ho tratto informazioni anche dal libro: “Shakespeare. Genesi e struttura delle opere” di Giorgio Melchiori.

Voto: ♥♥♥

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