
Settembre è volato via in un soffio.
Non mi sono neanche resa conto di dover cambiare la pagina del calendario. Forse perché guardando indietro, in verità, ho fatto tanto. Anche se non quanto avrei voluto.
Non sono solita leggere saggi più scientifici, perché ho sempre avuto delle difficoltà. In genere preferisco altre forme di narrativa o saggistica, più orientate alla storia, all'arte, alla letteratura. Eppure, i titoli di Aboca Edizioni esercitano su di me una particolare attrazione. Quando Elisa e Daniele mi hanno proposto l'edizione aggiornata di L'arte di respirare di James Nestor ho subito accettato, perché mi incuriosiva comprendere come il respiro non sia solo un gesto del tutto naturale - del resto, ci fa vivere -, ma anche quanto sia importante farlo nella maniera più corretta. Perché respirare male (non intendo per via di problematiche specifiche o malattie) può portare a diversi problemi. Alcuni che neanche immaginavo.
Settembre è sempre stato il mese dei nuovi inizi, molto più di gennaio, diciamolo.
E così, al ritorno dalle vacanze, anche il mondo editoriale riprende a girare ed ecco che in libreria arrivano una marea di titoli (secondo me, sempre troppi). Molti, però, li trovo davvero interessanti e degni di essere diffusi nel mio piccolo.Come si torna a scrivere una riflessione sui libri letti dopo due mesi che hai avuto un blocco?
Non lo so, ma voglio provarci. E voglio ripartire proprio da una terra che mi ha fatto cambiare il punto di vista sul mondo, sulla storia, sull'umanità: la Palestina.
In occasione dell'ultima edizione del Salone del Libro di Torino, le ragazze de La bottega dei traduttori, che io conoscevo già per la loro collaborazione con una casa editrice che amo particolarmente, ossia ABEditore, hanno portato un progetto davvero prezioso. Un libro che racchiude diversi racconti, voci palestinesi che meritano attenzione. Ma non è un solo prodotto fisico da leggere e diffondere, anzi, è anche un modo per aiutare. Perché tutti i proventi delle vendite saranno interamente devoluti a sostegno della attività di associazioni benefiche che operano nei territori palestinesi.
Il libro s'intitola Dalla terra che resta. Storie palestinesi e potete comprarlo qui.
Agosto non è stato un brutto mese.
Mi ha portata a tornare su Instagram, pur condividendo contenuti più leggeri. E soprattutto mi ha dato modo di conservare nel cuore tanti bei momenti, molte emozioni. Ho visto splendidi tramonti e meravigliose lune, ma anche l'alba, mentre ascoltavamo il suono dell'arpa in mezzo al verde. Mi sono lasciata incantare dalla scia di due stelle cadenti, di cui una in particolare era bellissima. E poi sono tornata di nuovo a casa, nelle Marche, per il matrimonio della mia sorellina.