
Fino a che punto sei disposto a spingerti per soddisfare il tuo desiderio?
È forse questa la domanda che meglio riassume Zofloya o il Moro, romanzo gotico di Charlotte Dacre che esplora il lato più oscuro della passione umana e le conseguenze del perseguire un'ossessione distruttiva.
Pubblicato nel 1806 sotto lo pseudonimo di Rosa Matilda (ispirato al nome della donna demoniaca de Il monaco di Matthew Gregory Lewis), e inizialmente apparso in tre parti, il romanzo rompe gli schemi della narrativa gotica tradizionale che vede le figure femminili come eroine virtuose dedite ad amori quasi spirituali. Dacre, infatti, pone in scena un'antieroina oscura, che manipola, seduce e domina, e mai subisce passivamente il volere dell'altro. All'epoca l'opera suscitò scandalo per i suoi contenuti, ma fu ammirata da personalità come Percy Bysshe Shelley e Lord Byron.
Un'altra delle meravigliose scoperte letterarie degli ultimi anni, pubblicata da Storie Effimere, una piccola realtà editoriale che riporta alla luce classici dimenticati che meritano una maggiore considerazione.
Ho scoperto Pierre e Luce grazie a una piccola casa editrice che sta pubblicando molti titoli davvero interessanti: Storie Effimere. Mi aveva colpito molto per la trama e devo dire che se devo leggere storie d'amore, è proprio così che vorrei trovarne. Zweig descrive questa novella come “un tenero idillio d'amore, dipinto cone le tinte delicate di un acquerello”, capace di “lenire il suo dolore in un bel sogno”. E credo che non ci siano parole migliori per raccontarlo.
Mi sono sempre sentita attratta dalle fiabe, quelle non edulcorate dalla Disney, perché sono convinta che abbiano sempre qualcosa da dire, non solo nell'epoca in cui sono state scritte, ma anche oggi. Sono poi affascinata dalle atmosfere oscure e quando si tratta di storie che possono rappresentare un mondo quasi realistico dove subentra un fatto inspiegabile e soprannaturale, ecco che quelle lasciano proprio il segno. Per questo quando ho scoperto una nuova casa editrice e, in particolare, la collana Oltre il Margine, ho desiderato fortemente recuperare il primo titolo proposto. Quello di una scrittrice che non conoscevo assolutamente: Lucy Clifford.
Si tratta di un'autrice vittoriana, amica di vari autori famosi, tra cui Henry James, che la definì “la più coraggiosa delle donne e la più bella delle amiche”. In particolare Storie Effimere - questo il nome della realtà editoriale di cui vi parlo oggi - ha proposto una raccolta di quattro brevi racconti, intitolata La nuova madre. E se vi dicessi che proprio dall'eponimo racconto, anche Neil Gaiman prese ispirazione per la sua Coraline? Vi ho convinto a continuare nella lettura?