
Cosa resta di un popolo quando la Storia si accanisce su di lui non una, ma ben due volte?
Negli ultimi anni sto cercando di approfondire una pagina di Storia a lungo nascosta, ma immensamente importante anche per riflettere sul mondo attuale: il genocidio armeno. Ian Manook cerca di riversare nella pagina la memoria di sua nonna, nel tentativo di non far svanire nel nulla quello che è accaduto. E lo fa in maniera perfetta in L'uccello blu di Erzerum dove possiamo vivere insieme alle due sorelle protagoniste e ad altri personaggi l'orrore affrontato dagli armeni, che ancora oggi non viene da tutti riconosciuto. Di recente, però, pubblicato ancora una volta da Fazi Editore, è uscito il secondo capitolo di questa saga famigliare: Il canto di Haïganouch, dove ritroviamo gli stessi personaggi - più qualche aggiunta - diversi anni dopo, scossi da un altro tradimento. Ma anche qui alle terribili descrizioni, si uniscono sempre temi profondi di solidarietà, amore, legami famigliari che nemmeno la violenza può recidere.
Oggi è il giorno in cui si commemora il Genocidio Armeno: avete letto qualcosa a riguardo? Quanto ne sapete?
Io per ora ho letto davvero poco, ma voglio condividere - finalmente - con voi, anche sul mio blog, un romanzo che ho davvero apprezzato. Ne avevo scritto per Let's Book, ma volevo cogliere l'occasione giusta per proporlo sul mio spazio virtuale. E questa è decisamente ottima.
L'uccello blu di Erzerum, di Ian Manook, infatti, è ispirata alla triste storia vera di sua nonna, superstite che ha dovuto subire l'orrore del genocidio. L'autore ne ha fatto un omaggio a lei, e ad altre donne e uomini che purtroppo hanno dovuto vivere anche sulla propria pelle le terribili violenze, pur riuscendo poi a sopravvivere. Pensate che, le cosiddette marce della morte furono praticamente riprese dai Nazisti sulla base di ciò che fecero i Turchi contro la comunità armena (del resto, furono organizzate con la supervisione di ufficiali tedeschi, alleati con l'Impero Ottomano...).