
Come si torna a scrivere una riflessione sui libri letti dopo due mesi che hai avuto un blocco?
Non lo so, ma voglio provarci. E voglio ripartire proprio da una terra che mi ha fatto cambiare il punto di vista sul mondo, sulla storia, sull'umanità: la Palestina.
In occasione dell'ultima edizione del Salone del Libro di Torino, le ragazze de La bottega dei traduttori, che io conoscevo già per la loro collaborazione con una casa editrice che amo particolarmente, ossia ABEditore, hanno portato un progetto davvero prezioso. Un libro che racchiude diversi racconti, voci palestinesi che meritano attenzione. Ma non è un solo prodotto fisico da leggere e diffondere, anzi, è anche un modo per aiutare. Perché tutti i proventi delle vendite saranno interamente devoluti a sostegno della attività di associazioni benefiche che operano nei territori palestinesi.
Il libro s'intitola Dalla terra che resta. Storie palestinesi e potete comprarlo qui.
Agosto mi sta portando a riprendere in mano blog e social. Ancora con articoli e post più spensierati, ma a piccoli passi voglio tornare con più entusiasmo a condividere una passione che mi ha sempre dato tanto.
In questo mese non escono moltissimi titoli, complici le ferie, quindi ve ne segnalo solo alcuni che hanno attirato particolarmente la mia attenzione (ma tanto da settembre tornano a pubblicare tantissimo, quindi...).Luglio è stato un mese di pausa, soprattutto qui e sui social.
Stanchezza, caldo, insofferenza per i social mi hanno portata a prendermi del tempo per me, non riuscendo a scrivere nulla. Ma giuro che tornerò presto a scrivere di nuovo di libri.
Ci tenevo però a lasciare ugualmente, anche se in ritardo, quelle che sono le novità più interessanti del mese dal mio punto di vista. Quindi non mi perdo in ulteriori chiacchiere e iniziamo! Non essendo tantissimi i titoli, non farò la solita suddivisione (ad eccezione di quelli a tema Palestina che troverete alla fine).
Nel suo precedente romanzo, La Borda, Alessia Rossi aveva affrontato il tema della paura, del potere delle storie che a volte possono far vedere realtà distorte, ma anche della difficoltà nel credere in sé stessi e che porta un po' a chiudersi nel proprio mondo, allontanando persino chi ci vuole bene.
In Ultimo giro di trottola, pubblicato di recente sempre nella collana I notturni di Edizioni Piuma, porta al centro il concetto di rabbia. Quella feroce, che spesso ci spinge a odiare il mondo e a non vedere, invece, la verità. Perché alle volte si cerca di seppellire nella sabbia certi ricordi, di idealizzare troppo il passato o una persona, a scegliere di non vedere momenti, parole o azioni che ancora sono capaci di ferire.
Bernardo Atxaga era, per me, un nome del tutto nuovo. Non sapevo nulla di lui, né della sua scrittura. Eppure, quando Valentina mi ha proposto l'ultimo libro che hanno pubblicato per 21Lettere, ne sono rimasta subito attratta. Forse perché i libri che s'interrogano sulla vita e sulla morte esercitano sempre un certo fascino su di me, ed ero molto curiosa di scoprire come l'autore avesse scelto di raccontare questo tema. Inoltre sono sempre aperta alla conoscenza di nuovi autori e autrici. Credo che la curiosità sia il motore più bello nella lettura. Esplorare, scoprire, addentrarci in sentieri spesso distanti dall'ordinario, dal noto, dal conosciuto, ci permette di incontrare mondi e scritture che lasciano il segno.
“Dall'altra parte” è una raccolta di quattro racconti in cui la vita e la morte sono rappresentate come due facce della stessa medaglia. Ma è il modo in cui sono narrati a rendere la lettura molto interessante e, sicuramente, insolita. Spesso la voce e lo sguardo sono quelli di animali che sono chiamati da una voce interiore a osservare con la propria sensibilità - anche in modo distaccato - il mondo umano, a far emergere tutto quello che accade o, forse, anche a svelare eventuali crimini. In altri racconti, invece, tutto è affidato al sogno o all'allucinazione: quindi siamo un po' sospesi sulla soglia, su quel confine tra mondo reale e l'altrove che ti lascia addosso anche una serie di domande.
Nel glossario curato da Dar Usacheva, posto alla fine del romanzo, Sabishisa viene descritto come un “sostantivo giapponese derivante da sabishii che indica una sensazione profonda di solitudine, desolazione, tristezza o mancanza. Rimanda a una malinconia interiore, al senso di vuoto causato dall'assenza, e non soltanto a un senso di solitudine fisica, ma anche e soprattutto alla fine di un momento felice, che è quindi velato di tristezza e nostalgia”.
[...]
E questa stessa sensazione la ritroviamo tra le pagine del romanzo di Ethel Mannin, Sabishisa - la solitudine, pubblicato di recente da Agenzia Alcatraz che sta facendo un ottimo lavoro di recupero delle opere di questa straordinaria autrice. Questa solitudine esistenziale permea ogni pagina, collegando due mondi diversi che cercano contatti, ma si scontrano molto spesso con l'incomunicabilità e i differenti modi di vivere l'amore e la morte.
Oggi vi voglio parlare di un libricino piccolo, ma prezioso, pubblicato da ABEditore. Si tratta del primo titolo di una nuova collana sperimentale, che prevede libri in piccolo formato (10,5 x 14,8), rilegati con cucitura filo singer a vista, angoli stondati e copertina in carta Fedrigoni Materica. Nasce da una suggestione, da un mosaico di racconti, articoli, brani e immagini che cercano di ricostruire un'impressione. Con Affitti brevi, vicinato molesto e altri disagi immobiliari evitabili grazie alle Infestazioni Notturne si sceglie di giocare con le ombre, con l'oscurità, con le stanze infestate, tra suggestioni e il diritto tanto dei vivi quanto dei morti di riposare in pace.
Fino a che punto sei disposto a spingerti per soddisfare il tuo desiderio?
È forse questa la domanda che meglio riassume Zofloya o il Moro, romanzo gotico di Charlotte Dacre che esplora il lato più oscuro della passione umana e le conseguenze del perseguire un'ossessione distruttiva.
Pubblicato nel 1806 sotto lo pseudonimo di Rosa Matilda (ispirato al nome della donna demoniaca de Il monaco di Matthew Gregory Lewis), e inizialmente apparso in tre parti, il romanzo rompe gli schemi della narrativa gotica tradizionale che vede le figure femminili come eroine virtuose dedite ad amori quasi spirituali. Dacre, infatti, pone in scena un'antieroina oscura, che manipola, seduce e domina, e mai subisce passivamente il volere dell'altro. All'epoca l'opera suscitò scandalo per i suoi contenuti, ma fu ammirata da personalità come Percy Bysshe Shelley e Lord Byron.
Un'altra delle meravigliose scoperte letterarie degli ultimi anni, pubblicata da Storie Effimere, una piccola realtà editoriale che riporta alla luce classici dimenticati che meritano una maggiore considerazione.
È tardi, tardi assai!
Ma quando siamo arrivati a oltre la metà del mese? Aiuto! Come sempre sono in ritardo con le tante cose che vorrei e dovrei fare, ma diciamo che il caldo e il malessere fisico ed emotivo che crea non aiuta per nulla. Però, ora ci proviamo.
Come ogni mese vi propongo alcune delle novità in libreria che più mi hanno colpita. Non sono - OVVIAMENTE - tutte. E probabilmente ne avrò persa qualcuna per strada, ma facciamo che bastano dai!
Negli ultimi mesi il mondo artistico e intellettuale italiano mi ha davvero trasmesso una forte sensazione di nausea. Tra scrittori che si dichiarano apertamente sionisti e continuano a ribadire che il genocidio non esiste e cantautori che vorrebbero tenere fuori la musica dalla politica non mostrando un minimo di umanità, io sono molto sconfortata e arrabbiata. Ed ecco che un libro mi viene in soccorso, ribadendo un discorso ovvio: l'arte, la cultura, la musica, lo sport... tutto è politico. Possono essere resistenza, un modo per far vibrare delle voci che vogliono essere spente, per non dimenticare quello che accade. Tutti noi, nel nostro piccolo, dovremmo far qualcosa per la questione palestinese e altre ingiustizie del nostro tempo. E ancor di più dovrebbe farlo chi ha più seguito: attraverso la musica, lo sport, il teatro, il cinema, i libri e altro ancora, tutti possiamo essere ponti. Tutti possiamo preservare così la nostra umanità.
E Isabella Hammad lo fa benissimo nel suo romanzo Entra il fantasma, pubblicato in Italia da Marsilio. Una lettura toccante, intensa, che intreccia tematiche sia personali sia collettive, e spinge a riflettere sulla situazione in Palestina, sui fantasmi che non possiamo più ignorare, ma anzi... che dovremmo attraversare per comprendere.