Vincent Van Gogh, la tristezza durerà per sempre - Recensione Graphic Novel

30 May 2019

Arte e Teatro
Libri

 

Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno

       

Chi di voi ama Van Gogh?

Sono sicura che condivido questa mia passione con molti, non è vero? E le graphic novel? Ne avete lette? Io sto scoprendo la loro bellezza proprio ora. Non sono mai stata una vera e propria amante dei fumetti, ma negli ultimi mesi ne vedo così tanti di questo tipo o di temi che riscontrano il mio interesse, che vorrei avere molti soldi per poterle avere tutte. Un passo alla volta, no?

 

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Quando ho visto su Instagram la copertina di questa graphic novel me ne sono innamorata all'istante. Al Salone del Libro non ci ho pensato molto. Volevo averla, e l'ho comprata. Ho atteso qualche settimana ma... Van Gogh e la sua follia erano sempre lì. Sentivo le loro voci, avvertivo un'esigenza sempre più forte di calarmi tra queste pagine, di sprofondare nel vortice della vita affascinante quanto tormentata di questo grandissimo Artista che ancora oggi è tanto amato.

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Vincent Van Gogh - La tristezza durerà per sempre è una graphic novel scritta da Francesco Barilli con grafica di Roberta Sacchi/Sakka, pubblicata da Becco Giallo, che affronta in undici capitoli tutta la vita del pittore, dalla sua infanzia alla sua morte. In ogni capitolo viene inserito un quadro, che fa da collante con i fatti accaduti nella sua vita.

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Vediamo da principio un piccolo Van Gogh fermo con i suoi genitori su una tomba che porta il suo nome. Vincent, infatti, aveva un fratello, morto l'anno prima della sua nascita, e alcuni pensano che il suo profondo disagio psicologico possa essere iniziato già da una simile circostanza. Del resto, vedere ogni giorno il proprio nome su una tomba non è il massimo, no? Un capitolo dopo l'altro, ci troviamo di fronte agli episodi più importanti che lo hanno spinto a dipingere quadri che sono diventati poi famosi - purtroppo solo dopo la sua morte - e che non si limitano a rappresentare la realtà così come si vede, ma sono ricchi di simboli e soprattutto vortici di sentimenti. I suoi sentimenti, la sua lenta discesa verso la follia.

   

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Follia.  La follia è la co-protagonista di quest'opera. È rappresentata come un corvo con cui Vincent Van Gogh conversa in maniera ininterrotta e intensa. Una sorta di voce della coscienza con cui l'artista parla e riflette sui fatti salienti della sua vita, sulle emozioni che lo hanno portato al terribile esito finale, che però forse per lui è stata quasi una liberazione da quel profondo senso di tristezza e solitudine che si nota in quasi tutti i suoi dipinti e con maggior forza in quello finale “Campo di grano con volo di corvi”.

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Qui il pittore non dipinge un semplice campo di grano. È tutta apparenza, ma in realtà racchiude qualcosa di più profondo. Proietta il suo stato d'animo - solitudine e tristezza e forse anche una certa consapevolezza della sua imminente morte - sulla realtà. Il campo sembra spazzato da un vento, tagliato a metà - come una ferita - da una strada che non conduce da nessuna parte - o forse a un luogo di morte? -; morte che si collega anche alla moltitudine di corvi che cercano qualcosa. Un dipinto impetuoso, tormentato, che esprime bene uno stato di follia.

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Ma non ci sono solo morte e solitudine. Ci sono anche altri eventi che hanno condizionato la vita dell'artista: si cita il suo rapporto con Sien, una prostituta incinta e con una bambina di cui Vincent si occupa per un periodo, il suo rapporto contrastato con i genitori - soprattutto suo padre - e il suo amore profondo per il fratello Theo con il quale instaura un rapporto epistolare che ci ha permesso un po' di ricostruire la sua vita. Ma ancora la frattura con il suo amico Gauguin, che lo porterà a compiere un gesto folle, come l'amputazione dell'orecchio, il suo periodo in un manicomio, e la sua discesa sempre più rapida verso il baratro.

Quello che viene mostrato non è quindi il semplice artista, ma l'uomo, con tutte le sfaccettature del suo animo, con la sua estrema sensibilità, e quel senso quasi di protezione verso gli ultimi, gli emarginati, i poveri e i sofferenti (“Sorrow” e “I mangiatori di patate”).

   

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E il tutto come è rappresentato visivamente? In maniera perfetta, secondo me! Io sono incantata dai disegni e anche dalla scelta della scrittura a mano, in corsivo, che si lega perfettamente con la bellezza della grafica.  Tratti neri, a volte duri; una serie di linee, di frammenti spezzati, di vortici - di sentimenti - e spirali. Il suo tratteggio ricorda molto quello dell'artista: tratti duri, sommari, ma molto espressivi. I disegni non sembrano avere dei limiti circoscritti, bensì si estendono in tutta la pagina, sembrano a volte andare anche oltre. C'è una predominanza di colori cupi: rosso, nero, con qualche sprazzo di luce e colori che ricordano il suo stile, il giallo e il verde. I colori più tenui - come il rosa e l'azzurro - vengono riservati invece per un periodo felice, sereno, nella primavera ad Arles.

Sakka è riuscita a non discostarsi troppo dallo stile di Van Gogh, a mio parere, mettendoci però molto di più, del suo, sicuramente. Ho adorato ogni disegno, e sono rimasta sorpresa di fronte alla sua rielaborazione di alcuni dei dipinti più famosi dell'Artista. Un omaggio sicuramente bellissimo e riuscito.

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I dialoghi sono ripresi e rielaborati partendo dall'epistolario che Van Gogh aveva soprattutto con suo fratello Theo.

Alla conclusione del fumetto, troverete anche delle note e una spiegazione per ogni capitolo, per meglio comprendere ciò che è rappresentato.

Io non so se sono riuscita a descrivere bene questa Graphic Novel, a donarvi anche solo una briciola del mio amore per quest'opera. È meravigliosa. Ti trascina come in una sorta di vortice impetuoso, nella coscienza e nella follia di un Artista tormentato da una sorta di male di vivere, forse troppo emotivo per il mondo, ma che ci ha donato tanta arte, tante emozioni, che ancora oggi ci riempiono il cuore di bellezza. Certo, si prova sulla pelle anche tutto il suo dolore, quel senso di solitudine e soprattutto un'inesorabile malinconia, ma è un libro che merita di essere letto.

      dsc_0698-01     Lo consiglio, con tutto il mio cuore. Grazie a Becco Giallo, Francesco Barilli e Sakka per averci donato questo capolavoro. E grazie a Van Gogh, perché sono soprattutto le anime più tormentate a donare al mondo tanta bellezza da ammirare e conservare.       

Non so nulla con certezza, ma la vista delle stelle mi fa sognare.

     
  images Vincent Van Gogh, la tristezza durerà per sempre, di Francesco Barilli e Sakka Editore: Becco Giallo Pagine: 124 Prezzo: 17 euro Voto: ♥♥♥♥♥
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