Isabella Hammad

16 giu 2026

Libri

Image: Entra il fantasma, di Isabella Hammad

Negli ultimi mesi il mondo artistico e intellettuale italiano mi ha davvero trasmesso una forte sensazione di nausea. Tra scrittori che si dichiarano apertamente sionisti e continuano a ribadire che il genocidio non esiste e cantautori che vorrebbero tenere fuori la musica dalla politica non mostrando un minimo di umanità, io sono molto sconfortata e arrabbiata. Ed ecco che un libro mi viene in soccorso, ribadendo un discorso ovvio: l'arte, la cultura, la musica, lo sport... tutto è politico. Possono essere resistenza, un modo per far vibrare delle voci che vogliono essere spente, per non dimenticare quello che accade. Tutti noi, nel nostro piccolo, dovremmo far qualcosa per la questione palestinese e altre ingiustizie del nostro tempo. E ancor di più dovrebbe farlo chi ha più seguito: attraverso la musica, lo sport, il teatro, il cinema, i libri e altro ancora, tutti possiamo essere ponti. Tutti possiamo preservare così la nostra umanità.

E Isabella Hammad lo fa benissimo nel suo romanzo Entra il fantasma, pubblicato in Italia da Marsilio. Una lettura toccante, intensa, che intreccia tematiche sia personali sia collettive, e spinge a riflettere sulla situazione in Palestina, sui fantasmi che non possiamo più ignorare, ma anzi... che dovremmo attraversare per comprendere.