Seta, figlia dell'Iran, di Parnian Kasae

6 nov 2025

Libri

La ferita è il punto da cui la luce entra in te. 
- Rumi

Il dolore può bloccarci, ma spesso può offrirci una nuova opportunità. Anche in mezzo alle macerie di un cuore ferito, o di un corpo che soffre, si può scorgere una luce.
Così è accaduto a Parnian Kasae che, dopo una perdita dolorosa, cerca di dare lo stesso un senso alla sua vita e vola in Italia per studiare e qui, da sola, dovrà imparare a crescere. Figlia strappata dalle braccia della madre, la sua terra, la sua patria: l'Iran. 
E, quando il suo corpo dolorante la costringe a fermarsi, trova rifugio nell'arte o nelle parole, che la spingono a riaprire la scatola nera dei ricordi dalla quale emergono fiori e profumi di una vita che fu. Ed è così che nasce questo romanzo autobiografico, che ci trascina nell'Iran della rivoluzione, fino ad arrivare ai nostri giorni. Tra Italia, Malesia e Iran, dove Parnian fa sempre ritorno, lì dove le radici sono ben radicate, anche se è ormai diventata cittadina del mondo.

Il mio era un Paese con mille sfaccettature, dove si viveva con una doppia identità. Una società in cui crescevi imparando come autocensurarti nel dire, fare, vestire, pensare e credere. Fra le quattro mura di casa eri tu, credente o ateo, omosessuale o etero, progressista, conservatore o antirivoluzionario, ti vestivi, mangiavi e bevevi come ti pareva. Poi, però, prima di mettere piede fuori, ti dovevi mascherare negando te stesso. Assumevi un'identità surrogata.


© una valigia ricca di sogni - marta.sognatrice


Parnian prende con delicatezza delle tessere colorate per realizzare il suo mosaico. Nel suo progetto compaiono un gallo e una tartaruga. Simbolo di lotta tra luce e tenebre, ma, per alcuni, anche rappresentazione di due mondi opposti: l'Occidente, in cui il tempo scorre sempre in fretta, e l'Oriente, dai ritmi lenti che favoriscono la meditazione e la saggezza. Un muto, quanto potente, dialogo tra due creature, un'unione tra due mondi che sono diventati per lei come le sue due madri: una l'ha messa al mondo, l'altra l'ha fatta crescere.

Parnian, il cui nome in farsi significa Seta, nasce in Iran nel gennaio del 1978, in piena Rivoluzione contro lo Scià. Un Paese sconvolto da manifestazioni, coprifuoco e arresti che, però, nel giro di un anno porta al ritorno di Khomeini: dopo 15 anni di esilio, viene accolto come un eroe della patria. Al momento delle elezioni si sceglie la Repubblica Islamica, e sembra esserci un moto di speranza, destinato a infrangersi però contro le assurde leggi che vengono imposte. Inizia, infatti, una vera e propria islamizzazione, che porta prima all'obbligo di indossare l'hijab, che verrà poi esteso anche nei disegni. Questo dà avvio a una vera e propria epurazione del sistema scolastico da ogni traccia dell'Occidentalismo. La piccola Parnian cresce, quindi, da un lato in un clima di violenza, peggiorato anche dalla guerra contro l'Iraq di Saddam Hussein e dalla lotta armata del MEK contro il nuovo regime. Dall'altro lato, però, ha anche la fortuna di vivere in una casa frequentatissima e un luogo di cultura: suo padre, infatti, era un docente della facoltà di teologia dell'Università di Teheran, e nella sua dimora ospitava una serie di collaboratori e colleghi, filosofi, storici e poeti. Ed è proprio lui a far nascere in lei il desiderio di studiare anche l'inglese e impegnarsi ogni giorno per rendere la sua vita più piena. 
In questa prima parte Parnian, sfogliando le pagine degli album di famiglia, cerca di mostrarci rapidamente quella che era la situazione dell'Iran tra la fine degli anni 70 e gli anni 80 e come sia cambiata anche la vita. Guarda le foto di sua madre in minigonna e con un foulard colorato a sfiorarle i capelli, e poi, le successive, in cui il suo corpo è nascosto da una tunica scura e un hijab nero a coprirle tutti i capelli. Ricorda le esecuzioni sistematiche di diverse migliaia di oppositori politici e ideologici; la presenza dell'herasat, una sorta di sentinella all'ingresso delle università pronta a controllare abbigliamenti e comportamenti. Insomma, una vita non vita, dove perdi quasi il contatto con te stesso, con la tua identità. Anche la libertà nelle proprie case sembra un'illusione, perennemente controllati anche lì dalla Forza disciplinare, nonostante i tentativi di ribellione. 

Parnian è una figlia della Rivoluzione, ma appartiene anche alla cosiddetta gioventù bruciata: 

L'unico luogo dove poter mantenere la nostra identità era tra le quattro mura di casa. Appena mettevamo il piede fuori, diventavamo altre persone, estranee anche a noi stesse per come dovevamo vestirci e comportarci. Tutto era già stato scelto per noi, noi che appartenevamo alla generazione bruciata: nati durante la rivoluzione, con un'infanzia distrutta dalla guerra, un'adolescenza rovinata per un concorso all'università, una gioventù repressa, imbavagliata, e senza prospettive.

Ha poco più di vent'anni quando suo padre, la persona alla quale era più legata, viene a mancare. Quello che potrebbe sembrare solo distruzione e dolore, rappresenta per lei però anche una sorta di cambiamento. Per lei, la scomparsa del padre rappresenta una perdita di una parte di sé. Eppure avverte anche un desiderio di vendetta: se la morte le ha portato via una persona tanto amata, lei però vuole vivere appieno e dare un valore alla sua esistenza. Si apre per lei un'importante opportunità che la spingerà a lasciare la sua terra alla volta dell'Italia: ottiene, infatti, una borsa di studio all'Istituto internazionale di Fisica di Trieste, e può così realizzare un po' il sogno di suo padre. La vedremo muoversi con tenacia in un luogo totalmente diverso da quello in cui è cresciuta, in un piccolo globo che ospita scienziati da tutto il mondo, una diversità che unisce anziché dividere. Ed è proprio qui, in questo Paese in cui si troverà a maturare e restare, che incontrerà anche suo marito. 
Seguiamo Parnian, quindi, in ogni momento della sua vita. La vedremo viaggiare, ed essere sottoposta a controlli umilianti negli aeroporti solo perché iraniana. Scorgeremo il suo perfezionismo, il suo percorso universitario che la porterà da Trieste a Pisa, tra master e dottorati, per poi vivere nella precarietà di uno Stato che non dà modo ai giovani ricercatori - e non solo - di lavorare. E ancora, come imprenditrice in Malesia, per poi tornare di nuovo in Italia, cercando di fermarsi, di ascoltare quella bambina che ha dentro e dedicarsi all'arte e alle parole. 

Sono pagine dense che ci mostrano la sua vita, dalle piccole gioie ai dolori: ci sono le amicizie, la famiglia - con una particolare attenzione alla triste storia di sua nonna Tooba, maltrattata dal marito per tutta la sua vita, tra le pagine più intense e dolorose per me -; gli ostacoli e i successi, le incomprensioni per il suo essere straniera, e le difficoltà di apprendere una nuova lingua, di comprendere una nuova cultura. Le mille spiegazioni da dare agli occidentali che continuano a non saper distinguere tra cultura araba e persiana, tra etnia e religione. Le perdite e gli affetti. Ricordi che scorrono tra le pagine come un fiume e che ci fanno rivivere un po' notizie che abbiamo sentito o provato: dal covid, all'uccisione di Mahsa Jina Amini, arrestata dalla Polizia morale solo perché aveva lasciato intravedere un ciuffo di capelli dal velo. E come lei, una serie di altri giovani ragazzi e ragazze che hanno perso la vita per il loro dissenso, per la voglia di riprendere in mano la propria identità e libertà. 

La paura è rimanere nella prigione dell'oscurità, mentre la speranza è affrontare il mondo con tutte le sue incertezze e le sue sfide, uscire dal buio per tendere alla salvezza. Osando e rischiando. Buttandosi, a volte con un po' di follia.

Seta, figlia dell'Iran è un romanzo autobiografico da leggere con calma, cercando di assaporare ogni parola, ogni ricordo. Provando così a seguire quella serie di tasselli colorati che, con precisione, Parnian cerca di unire, in un mosaico pieno di sfaccettature così come è la sua Terra, così come è la vita. Forse a volte certi concetti vengono ripetuti, forse in dei momenti non è riuscita a convincermi del tutto, però è una lettura che mi ha donato anche molto. Il mio obiettivo è quello di riuscire a comprendere culture e Storie lontane dalla mia, per cercare di modificare il mio sguardo - occidentale - sul mondo. E l'Iran mi mancava. Parnian mi ha permesso di scorrere un po' la Storia, pur non potendo approfondire nello specifico qualcosa che non ha vissuto di persona, o ricordi nebulosi sull'infanzia, ma mi ha lasciato addosso anche la voglia di scoprire i luoghi che cita durante le sue gite in famiglia nella sua Terra. Ho interrotto spesso la lettura per andare a scoprire Yazd, Susa, Shushtar, Isfahan - culla dell'arte dell'Iran -, intravedendo così tanta bellezza. E ne ho citate solo alcune. Interessante è anche la curiosità su alcuni termini e cibi tipici. Trovo sempre meraviglioso aprirsi al diverso, a culture differenti, perché per me la diversità può veramente arricchire anziché dividere.  

Che sia sempre vissuta tra i libri poi è evidente, anche dalla moltitudine di citazioni che inserisce nel testo e che uniscono un po' questi due Paesi di cui si sente figlia: l'Italia e l'Iran.

Parnian ingegnera biomedica e artista incarna un po' quanti hanno dovuto lasciare la propria terra, per poter rinascere, per poter vivere appieno, ed essere semplicemente sé stessi. Ma anche chi, nonostante tutto, continua a mantenere le radici ben ancorate in quella terra, dove sì, forse non si è veramente liberi, ma allo stesso tempo resterà sempre parte di sé.  

Consiglio questo libro a chi ha voglia di esplorare culture lontane, ma anche di conoscere la storia di una donna che ha tentato con ogni mezzo di far fronte agli ostacoli della vita, con coraggio e determinazione, provando a rinascere anche quando tutto sembrava ormai perso. 

Appena misi piede fuori dall'aereo, incontrammo un connazionale - del personale dell'aeroporto - che sorridente dava un caloroso benvenuto ai passeggeri con una tale sincerità che mi fece commuovere. Dove provi queste sensazioni, lì c'è la tua patria, anche se calpestata, maltrattata, acciaccata, ma pur sempre la tua terra, un mondo a cui appartieni, un legame che senti fino alle ossa, perché lì ci sono le tue radici, dove sei nata e cresciuta, c'è la tua storia. E paradossalmente, nonostante tutta la sua instabilità e insicurezza, ti senti protetta soltanto perché non sei sola.

Ringrazio di cuore Anna e Raffaella per la bellissima proposta, e la casa editrice Mursia per la copia.

IL LIBRO

Seta, figlia dell'Iran
Parnian Kasae
Casa editrice: Mursia
Pagine: 360
Prezzo: 18.00€
Anno di pubblicazione: 2025
Commenti
Ancora nessun commento.

TAGS